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Bologna, la piscina della discordia. Corsia4 vicina agli atleti

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di silversurfer

Il grido di allarme lanciato da Mirco Di Tora al microfono di Elisabetta Caporale dopo la disputa della vittoriosa 4×100 mx agli Europei di Debrecen non è passato inosservato. A Bologna si sta consumando una situazione grottesca che penalizza tra gli altri un gruppo di atleti di rilevante importanza come Marco Orsi, Martina Grimaldi, Mirco Di Tora, Arianna Barbieri, Niccolo’ Ossola, Paolo Facchinelli ed Ilaria Bianchi, dato che alcuni di essi avranno l’onore di gareggiare per l’Italia nel consesso olimpico di Londra 2012. La piscina dello Sterlino, di proprieta’ del Coni, e’ l’unico impianto da 50 metri coperto attualmente agibile a Bologna, in quanto l’altra piscina da 50 metri nei pressi dello stadio comunale e’ inagibile causa una ristrutturazione mai completata.

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Il Coni ha messo in vendita l’impianto dello Sterlino e ne aveva annunziato la chiusura a fine 2011 in quanto prima di venderlo doveva essere oggetto di ristrutturazione. E’ evidente come la situazione abbia creato disagio agli atleti di interesse nazionale nel pieno di una preparazione olimpica. Oltre a questo si aggiunge il fatto che risultano penalizzati anche altri utenti in quanto la struttura viene utilizzata dagli utenti dei corsi di nuoto e dalle atlete della ginnastica oltre che dalle numerose squadre agonistiche di nuoto.
L’ente proprietario Coni Servizi spa, per voce di Stefano Bovis (vicedirettore generale) aveva spiegato in questi termini la situazione:
E’ dal 2005 – sostiene – che la Coni Servizi ha formalizzato l’intenzione di alienare il Centro Sportivo Sterlino, in primo luogo rivolgendosi al Comune di Bologna, individuato come soggetto prioritario. Nel dicembre 2010, avendo il Comune dichiarato di non poter procedere all’acquisto, la Società ha esperito una procedura di gara per la vendita dell’impianto che però non ha avuto buon esito. Nel 2011 ha manifestato interesse all’acquisto la Fondazione Carisbo, interesse che tuttavia in seguito non si è concretizzato.
Successivamente
– prosegue Bovis – il Comune di Bologna ha annunciato il suo interesse, ribadito nel settembre 2011 dall’Assessore allo Sport Rizzo Nervo, sulla cui base Coni Servizi ha deliberato la prosecuzione della convenzione d’uso dell’impianto in favore del Comune di Bologna fino al 31 dicembre 2011, per consentire allo stesso di portare a termine l’iter amministrativo di acquisto. Nel novembre del 2011, non essendoci stato nessun atto conseguente, si è reso inevitabile da parte di Coni Servizi di confermare la cessazione della convenzione e la chiusura dell’impianto al 31 dicembre. A tale decisone ha fatto seguito una nuova manifestazione di interesse all’acquisto da parte del Cus Bologna, formalizzata in termini molto generici ai primi di dicembre e confermata nel corso di un incontro immediatamente organizzato da Coni Servizi al riguardo. Al Cus bolognese è stato chiesto di formalizzare l’interesse con una offerta irrevocabile di acquisto debitamente cauzionata. Il 19 dicembre il Cus Bologna faceva presente di non essere in grado di formalizzare in tempo la proposta di acquisto. Il Consiglio di Amministrazione della Coni Servizi, debitamente informato, non poteva quindi che confermare la decisione già assunta. Ieri alle ore 17.15 è stata inviata dall’Assessore allo Sport di Bologna Rizzo Nervo e dal Cus Bologna una richiesta di ulteriore proroga con allegato un Ordine del Giorno della Giunta Comunale, che peraltro non esprime alcuna formale proposta ma si limita a ribadire un generico interesse a che il Centro Sportivo, in particolare la piscina, possano continuare ad essere utilizzati dalla collettività.

Questa la situazione a fine 2011.

Si è arrivati ad oggi con una situazione in cui il comunicato stampa congiunto emanato ieri dal mondo del nuoto bolognese al termine di una conferenza stampa tenutasi presso la sala riunioni dello Sterlino descrive in tutta la sua drammaticità:
Gli Enti di Promozione Sportiva AICS – ASI – CSI – LIBERTAS – UISP e le Società Sportive CIRCOLO NUOTO UISP, CIVATURS DE AKKER, NUOTO CLUB AZZURRA 91, PRESIDENT, NUOVO NUOTO, RARI NANTES, RECORD TEAM, utilizzatori del 95% delle piscine site nel Comune di Bologna, esprimono il loro grande disagio derivante dall’incomprensibile vicenda della vendita del Centro CONI Sterlino. L’annunciato acquisto di fine gennaio, che avrebbe salvato il nuoto bolognese, si sarebbe dovuto concludere entro poche settimane. Ad oggi non esiste ancora nessun nuovo proprietario e questo mette in difficoltà tutta la programmazione del nuoto bolognese, partendo dagli allenamenti dei nostri atleti che hanno conquistato il pass olimpico, alla conclusione dei campionati di pallanuoto, alla partecipazione dei bambini iscritti ai centri estivi, all’impossibilità per il Comune di Bologna di pubblicare il bando per le prossime assegnazioni e, conseguentemente, a quella per i cittadini di prenotare l’iscrizione ai corsi invernali e, non per ultimo, al licenziamento di sette lavoratori. La nostra preoccupazione ha duplici radici, deriva dal fatto che CUSB non ha la mission precipua per questo tipo di operazioni e soprattutto un piano economico e finanziario di gestione improvvisati. Ne abbiamo avuto prova quando si è affrontata la questione fidejussione e la controprova che alla scadenza dei 120 giorni non si è fatta nessuna vendita.
Che la faccenda quindi sia in mano a “dilettanti allo sbaraglio” è stato provato, questo ci preoccupa sia per la gestione immediata che per quella futura. Inoltre l’assegnazione diretta di un impianto sportivo da parte del Coni è illegittima e vedrà un sicuro nostro ricorso al TAR.
Ed ancora… che senso ha la proposta di proroga per un mese?
Se non si perfeziona la vendita il Coni chiude l’impianto?
Se così fosse che fine faranno i nostri olimpionici?
Non comprendiamo l’atteggiamento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che dovrebbe tutelare gli atleti, oltretutto proprio nell’anno delle Olimpiadi, pertanto chiediamo al Dott. Rizzoli delle spiegazioni in merito.

I 20 anni di gestione portano a fare due considerazioni:
A) il contributo che il Comune si impegna a versare al “futuribile” proprietario dello Sterlino è assolutamente congruo rispetto al piano vasca che ricomprende sia l’attività agonistica che l’attività corsistica. Dal piano vasca attuale si ricava (IVA esclusa): € 404.958,00 da contributo comunale + € 107.058,00 da quote d’uso secondo tariffario, per un totale di € 512.016,00. Per converso, le spese per le sole piscine sulla base del piano vasca assegnato dal Comune ammontano ad € 479.750,00 (dato bilancio esercizio 2011).
B) il contributo non può essere “ceduto” a copertura delle rate d’acquisto perché mette a repentaglio la funzionalità quotidiana dell’impianto. Questo è un impianto che costa troppo e che non può reggere un piano economico finanziario dove non c’è un euro di capitale proprio investito nell’acquisto.

Allora, delle due l’una: o l’attività salta sui costi di gestione o si utilizza impropriamente un contributo pubblico per una vendita privata.

La proposta era una graduale cogestione con passaggio di consegne (vedi lettera AICS). Ci è stato risposto di no (vedi lettera CUSB).
Tra le tante scuse accampate per giustificare il ritardo nella definizione dell’acquisto dello Sterlino, anche quella dell’ostruzionismo.
La nostra proposta, per sentirci sicuri, condivisa dal tavolo del mondo natatorio bolognese, è la seguente: il CONI proroga al Comune di Bologna, il quale proroga gli attuali gestori.

Per il bene della città, del mondo del nuoto, per salvare posti di lavoro e le tante attività motorie offerte alla cittadinanza!

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Alla voce delle società e degli enti si aggiunge quella dello stesso Mirco Di Tora che ha dichiarato a Corsia4: Quello che mi sento di dire al riguardo è questo: non importa chi sia a gestire l’impianto, è normale che nel corso del tempo ci siano avvicendamenti nelle proprietà e nelle gestioni, però è importante che questi avvicendamenti avvengano in modo intelligente e senza danneggiare chi fa delle piscine il proprio posto di lavoro. Per questo motivo ci deve essere garantito lo spazio acqua. Non va bene una situazione come quella attuale, dove viviamo nell’incertezza di sapere dove andremo ad allenarci il giorno dopo, tutti sappiamo quanto è importante la tranquillità ai fini del risultato.

Corsia4 esprime la sua solidarietà ai nuotatori, vittime innocenti di una situazione creatasi sulle loro spalle e auspica una soluzione in cui unico vincitore sia lo sport e coloro che lo praticano con passione e sacrificio.

About The Author

Matteo Gratton

Admin (detto altrimenti boss) di Corsia4 Musicologo, informatico e.. grande appassionato di piscine e dintorni!

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