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Campionati invernali di categoria di salvamento 2016

Campionati invernali di categoria di salvamento 2016

Arieccoci, come direbbe Ferrero. Ma noi non siamo mai andati via: si ricordano che ci siamo solo ai Categoria! E allora li facciamo sempre più in massa. Questa volta è record: sfondate le 100 società, 1400 atleti iscritti, più di 500 serie di gare. Un campionato elefantiaco, quindi, che per visibilità è certo superiore a quello degli altri anni. Questo sport si sta diffondendo, oramai, e poche regioni ne sono esenti. Prova ne è che abbiamo cinque vincitori di cinque regioni diverse. Anche il livello sta crescendo. Non solo per i sedici (e non diciannove come dice la FIN) record italiani al mio conteggio, di cui uno assoluto, i due record europei Juniores di Nigris e il mondiale Juniores di Repetto (non è primato invece Fontana, come segnalato da FIN: ha fatto meno in Spagna). Il livello è alto perchè la base comincia a crescere, i podi si fanno difficili da conquistare. Faccio l’esempio delle pinne Cadette tutto sotto il 58″, il podio delle pinne Ragazzi racchiuso in pochi centesimi a 51″ basso. Ma ce ne sarebbero tanti e tanti altri e allora prima di dare spazio ai veri protagonisti, due parole sull’organizzazione.

Campionati dai numeri elefantiaci...e arriva anche l'elefante

Campionati dai numeri elefantiaci…e arriva anche l’elefante (foto Romanenghi)

Le gare sono state lunghe, dato il numero. Inevitabile arrivare quindi ad orari non consoni: ma questo è accaduto solo sabato, una non stop con la fine delle gare oltre le 21. Per il resto, non c’era certo da pisolare ma è stata una durata rispettabile. Ottima anche la gestione degli orari, questa volta l’impianto era disponibile da mezz’ora prima, e tanti volontari per la piscina a controllare. Quindi niente scontri da titani per entrare. Ma il posto è quello che è, o entra il pubblico o entrano gli atleti. Sarà da fare una scelta per il prossimo anno, non lasciare tutto al caso ma destinare in maniera corretta gli spazi: e credo che la tribuna supplementare sarà una scelta obbligata. Un plauso comunque a tutta l’organizzazione, che cresce con noi.

Finalmente abbiamo avuto il live timing di Microplus, e difatti i risultati si sono visti, con  premiazioni quasi in tempo reale. Tuttavia non so quanto gestibile sia un ulteriore aumento di numeri. Mi aspetto che qualcosa cambierà.

Ma partiamo a bomba e vediamo quello che più vi interessa: i risultati! E quest’anno, per omaggiare il ritorno di Andrea Longobardo, storica penna del salvamento italiano, ritorno agli albori e parlo di ogni categoria.

Esordienti A: SA…da FA

Il podio Esordienti

Il podio Esordienti (foto Romanenghi)

Come sempre due parole sui piccoli Esordienti A, la nostra fabbrica di talenti.  L’anno scorso era Rachele Gega (e quest’anno ha mantenuto le promesse, come vedremo), in questi giorni invece è Gioia Mazzi che con tre successi e un argento possiamo considerare la protagonista della categoria. Ma le medaglie se le è dovute sudare, precedendo gli avversari di pochi centesimi, tranne a trasporto, dove il suo 44″59 è veramente pregevole. Ma se la ragazza del Guidonia Manianpama ha fatto esultare il largo seguito di tifosi in tribuna (con magliette sfoggiate per l’occasione) i record sono giunti da tutt’altra parte. E’ infatti il Noale che segna i due nuovi primati individuali, prima con Riccardo Berto nel trasporto con 36″72, un tempo e un trasporto già da Ragazzi e poi nella infinita mattina conclusiva con Laura Mion nel torpedo per soli 12 centesimi: 1’18″48. Se le prestazioni individuali sono state ottime, considerando la giovane età dei protagonisti, il podio di società è dato dalla forza dei numeri. Vince infatti la SAFA, che conquista due staffette, settando il record italiano della mista maschile. Abdica con onore la IN Sport, che infila nell’albo primati il primo record femminile della mista. Sempre la forza del collettivo porta sul podio lo SC Alessandria. Ultimo record da citare quello del Nuovo Nuoto Bologna, che batte il suo primato del 2010 con 2”03″22 nella ostacoli maschile.

Ragazzi:  GYM a tutta forza

Scafati uber alles

Gym Sport uber alles (foto Romanenghi)

Una dimostrazione di superiorità senza pari: 478 punti contro i 197 dei secondi classficati, gli Amici Nuoto Riva e i 177 delle Rane Rosse. I ragazzi di Guido, a cui come dice Andrea nel podcast Dummy (che uscirà a breve) venire in radio porta bene, hanno dominato in lungo e in largo. Dove non vince uno c’è l’altro, e a volte si fa la coppia. Quattro successi e due argenti in staffetta su sei gare, due primati italiani nella trasporto (1’16″68) e mista  (1’38″05) maschili con livelli già da Junior e sfiorato lo storico primato a ostacoli delle Fiamme Oro. Primato nel misto per D’Angelo in 1’08″80 e vittoria a ostacoli,  Cipriano nel trasporto, la Vitiello nel superlife conun pregevole 2’42″84. La ragazza è dotata, viaggia anche negli ostacoli e nei trasporti (argento a misto)

Ma la categoria vive non solo sul dominio Scafati. La squadra trentina di Riva, ormai sulla breccia da diversi anni, sfoggia il nuovo talento di Helene Giovanelli: sue le gare senza pinne, ottimo il 39″64 con cui tiene a bada un altro under 40″, Giulia Cozzi. Livelli elevatissimi in alcune gare. Ostacoli ad esempio, podio a 59″ basso nei maschi e 1’04″nelle donne. La gara più combattuta in assoluto sono stati però i 100 pinne maschili, dove la scuola Interamnia viene battuta in un arrivo al fulmicotone da Negrotto Cambiaso dello Sturla, che stabilisce il nuovo primato di categoria: 51″29, ma il podio si prende con 51″91! Si rifà l’erede di Procaccia, Emanuele Mattei,  vincendo torpedo a 3 centesimi dal record in 56″92 e superlife. Non possiamo dimenticare la piccola Gega, vincitrice già da primo anno a pinne con un ottimo 1’03″65 e seconda a super. Infine citiamo nell’ultima combattutissima staffetta il record italiano della Rane Rosse, 1’40″20: ma il GYM è a soli 25 centesimi.

Juniores: Amici Ar…RIVA..e Alessia ritorna!

Nessun particolare personaggio che potrà puntare alla nazionale Juniores, ma sicuramente una forza globale che pur con numeri non altissimi porta Amici Nuoto Riva a primeggiare nella categoria. La squadra del Benaco corona qui un lavoro di diversi anni, da quando si è affacciata al nuoto per salvamento. E i ragazzi verde blu hanno qui raccolto il massimo, con la doppietta ostacoli di Morbin e della Pesole, dopo un acceso duello con la primatista Licchelli (che si prende la più grande facciata contro un ostacolo che io abbia mai visto in vita mia). L’ unico primato qui è stabilito proprio da Riva, 1’58″07 e enplein di tutti i record da Esordienti a Junior (e più basso del record Cadette). Successo anche nella trasporto femmine, un pregevole 1’33″36.

 

Alessia Locchi nella premiazione delmisto

Alessia Locchi nella premiazione del misto (foto Romanenghi)

Questa categoria vedrà a Milano sfidarsi i protagonisti delle selezioni per la Nazionale Juniores. Io do qui i miei nomi, quelli che mi hanno favorevolmente colpito. Alessandro Fontana, oramai una certezza a pinne e torpedo, un po’ meno nei trasporti. Nichita Revenco, forte invece senza pinne, con il suo 31″56 e 1’07″12. Emanuele Mattei, scuola Interamnia, già primatista Ragazzi, qui secondo a pinne, torpedo,  trasporto e terzo a super: una polivalenza che può tornare utile. Faccio un quarto nome, Cristian Barbati: il ragazzo di Torino non ha risentito del cambio di categoria e ha sbaragliato il campo nel superlife. Ci sono anche degli outsider, ma qui non mi sbilancio, mi sono piaciuti diversi ragazzi in enorme progresso e dai mezzi fisici non indifferenti. Ma forse per loro è presto.

Certo non è presto per Alessia. La figlia di Mauro Locchi, dopo un anno un po’ così, è tornata più forte di prima. Io lo avevo detto, e non mi ha smentito. Dominio nel super, nel misto, nel trasporto. Ancora carente a pinne, dove secondo me non ha ancora la potenza necessaria, ha trovato nei trasporti la giusta dimensione. Il suo 37″46 è il terzo tempo delle Junior internazionali, e nel misto è quarta. Progressi anche nel superlife, che ha cominciato a digerire. Certo la sua candidatura non è da buttare. Due parole anche per un’altra allieva di Bachetti, Giulia Calistri. Dominatrice delle prove a pinne, la giovane teramana porta il suo personale dei 100 a 58″27. E’ una nuova dimensione, al momento non sufficiente: ma staremo a vedere.

Due parole ma proprio due: non vedere la primatista Ragazze Fabbretti nella bagarre non fa piacere, una ragazza da 56″deve poter dire la sua. E come lei alcune tra le staffette più forti d’Italia.

Cadetti: fatiche da…Nigris!

Dalola, Nigris e Maini. Un tris da podio che si è ripetuto più volte

Nigris in una foto di repertorio (foto Romanenghi)

La battuta è un po’ infelice, ma che dire. In questa categoria, come nella precedente, il passaggio ha visto diverse ragazze proiettate nella mischia ad un livello più alto con molte avversarie e  alcune hanno pagato lo scotto. Vedi la primatista Junior di super Dalola o la Maini, e nelle Junior la Dallari che aveva promesso molto bene nelle gare di inizio anno: hanno sofferto in alcune specialità, ma di sicuro sono pronte al riscatto. Chi invece non sembra patire scossoni è Serena Nigris. L’atleta dell’Orizzonti si impone senza colpo ferire nei trasporti realizzando il record europeo Juniores in entrambe: 1’13″51 e 36″22. Questi ultimi devono essere ratificati con l’antidoping, che non so se è stato fatto. Il primato di trasporto comunque non è questo, ma è stato realizzato a Monastier un mese fa, in 35″75 (sull’aggiornamento dei primati c’è ancora parecchio lavoro da fare). E seppur faticando a pinne riesce a tenere a bada le avversarie nel super, trovando il suo primo titolo in 2’33″53. Con l’argento ottenuto a ostacoli il candidato numero uno per la maglia azzurra è sempre lei…e attenzione…l’azzurro Juniores potrebbe andargli stretto, fra un po’. Altro nome imprescindibile da tenere d’occhio è Greta Pezziardi. Lei è la polivalenza. Forte a super dove cede di pochissimo, quarta nel trasporto, seconda nel misto con un pregevole 1’17″93, ma può dire la sua a pinne dove ora vanta 57″33, e a torpedo. La mia domanda è come farne a meno, visto che fa anche tavola e canoa? La dura lotta delle pinne e torpedo finisce in parità. Un titolo per Valeria Cappelletti, a fatica ma d’autorità su Ardito e Palmisano (tutte sul filo dell’1’02”), uno per Martina Repetto. La sturlina si impone di autorità, scippando il record mondiale Juniores (da confermare…) alla brianzola in 55″35. Attenzione come sempre agli ostacoli della Musumeci…e manca ancora qualcuno che qui non ho visto.

Due parole sui maschi, e due nomi su tutti. Nomi che devono essere Ippolito e Ponziani. Se il primo ha già trovato la sua consacrazione assoluta con la convocazione e la medaglia nel misto a Swansea, il secondo deve ancora misurarsi col mondo dei grandi ma il suo 1’02″82 nel misto dimostra che è quasi pronto. I numeri ci sono tutti, manca ancora un quid. Il discorso fatto per le ragazze vale anche per i ragazzi: sebbene primeggiano fra i categoria, i vari Cerra, MazzaScroccaro, Zennaro, Gallo e Ferrio dovranno scontrarsi con gli Assoluti d’ora in avanti. Da parte mia un augurio di successo, come per tutti i talenti del nostro salvamento.

Ecco i nomi sono fatti. A Milano l’ardua sentenza, alla Modenesi invece il titolo Cadetti.

Senior: la Pranzo è servita

Il titolo non è farina del mio sacco ma posso usarlo (grazie Andrea). Ebbene sembra proprio tornata Laura Pranzo, con il suo bel torpedo in 58″86 (record Senior per l’arzigogolato sistema dei record del salvamento). Ora però ci deve ridare quel bel superlife di Livorno, e le pinne di Riccione di due anni fa anzi anche meglio. E poi non ho visto bene, se porta ancora il manichino a rana (purtroppo mi è sfuggito)…se lo fa orrore! Controllerò a Milano.  Non va mai via invece Silvia Meschiari, imbattibile a misto, ostacoli e super: quasi noiosa nel suo dominio. Da dietro sembrano arrivare, ma manca tanto tanto ancora! Il super viaggia oramai stabile sui 2’25”, il misto su 1’10”, ostacoli meno di 2’10” è una formalità. Allora citiamo la Padovano, vincitrice nelle pinne in un 55″88 che non buttiamo via (il suo nome lo avevamo fatto già a novembre, per chi ci segue sui podcast). E infine un plauso alla fine dell’inseguimento al record di Cristina Leanza: 34″73, un tempo di valore mondiale, e abbiamo anche quest’anno un record italiano assoluto. Il trasporto è perfetto, una macina. Io un occhio in chiave maglia azzurra lo darei anche a Samantha Ferrari e Rossella Fimiani

Fimiani and CO...felicità a Riccione

Fimiani and CO…felicità a Riccione (foto Romanenghi)

Nei maschi, ai soliti duelli Gilardi-Sanna si aggiunge un altro pretendente: è Sasha Bartolo. L’alessandrino disputa ostacoli (ed è secondo dietro a Gilardi), trasporto (secondo dietro al monumentale Paragallo, 29″52 senza respirare) e vince poi misto in 1’02″46. Ecco il nome nuovo che cerchiamo, anno 1994 e tutto da scoprire. Come Silvia invece la certezza è Sanna nel superlife, 2’07” in tutta sicurezza. Nelle pinne grande lotta e al momento grande incertezza, da lì usciranno altri due nomi: ci sono al momento quattro pretendenti: Musso, Niciarelli, Piroddi e la sorpresa del torpedo Petruzzi: una vera lotta fratricida Rari Nantes/Fiamme Oro.

Io credo che questo fosse per i Senior un momento di passaggio: a parte i due record citati e una Silvia Meschiari sui suoi standard i tempi non sono stati eccezionali. Fra tre mesi, lo scopriremo. Intanto complimenti alle FFOO nuove campioni di categoria. A presto.

 

 

 

 

 

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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