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Campionati italiani assoluti di salvamento 2015

Campionati italiani assoluti di salvamento 2015

E quindi la nazionale è fatta per due terzi. Conclusi i campionati italiani assoluti tiriamo le somme. Una nazionale dove la vecchia guardia scompare definitivamente per farsi vedere solo in borghese alla premiazione della Hall of Fame, simpatico revival per rivedere vecchi amici e premiare chi ha fatto la storia recente del salvamento. E una società, le Rane Rosse, che molti danno sempre per spacciata che ancora si conferma campione, nonostante le molte società in crescita e un grosso ricambio generazionale.

Premiazione della Hall of Fame

Premiazione della Hall of Fame

Diamo un po’ di giudizi sulle cose che vanno e che non vanno. Molto bene l’impianto (che qualche pecca ce l’ha…tipo una tribuna non agibile per cui ci vogliono i Vigili del Fuoco), ricettivo e ampio anche negli spogliatoi…all’impianto si può accedere sempre, ampi ingressi, tribune alte e visibilità perfetta però ragazzi pulirli i bagni ogni tanto eh…e poi la ruggine fa la sua comparsa,  e l’impianto ha solo qualche anno. Sigh. Orari come al solito mattinieri ma si finisce a orari umani, e l’intervallo pomeridiano è accettabile. Bella la cerimonia della Hall of Fame, meno bella la durata di un’ora…che porta le finali della sera alle sette e mezza! Tifo spettacolare, premio tifo alla SAFA Torino. E tifo alle stelle anche per i piccoli Esordienti del Grand Prix, di cui faremo qualche cenno, Iniziativa lodevole l’incontro workshop serale del venerdì con i tecnici delle società, dove diverse richieste di aiuto e collaborazione sono uscite fuori. Ma passiamo alla parte agonistica.

La protagonista femminile è sempre lei, Silvia Meschiari. La simpatica modenese non ha rivali. Stravince gli ostacoli a ritmo quasi da record europeo, mentre nel misto e nel trasporto va vicinissima al record italiano. Record italiani i grandi assenti del campionato, dalle cifre importanti: 306 atleti, 53 società più i piccoli Esordienti del Grand Prix. Ma il livello delle finali riguardo ai tempi dei vincitori non è certo confortante, se paragonato alle edizioni a cui eravamo abituati e al livello che oramai si presenta in campo internazionale. L’unico acuto viene strozzato dalla squalifica nei 100 manichino con pinne dove Bonanni vede annullato il suo mondiale di 45″06 dalla partenza falsa.

Il tifo più bello

Il tifo più bello

Una nazionale quindi dal livello medio buono ma senza punte eccelse riguardo al livello assoluto, che però ora dovrà consolidarsi e alzare l’asticella delle prestazioni, non solo in piscina ma in oceano. Il nome nuovo ma neanche poi molto fra i qualificati è Francesco Ippolito. E se non molti lo aspettavano, non così la sua allenatrice Martina Gratton che non aveva nascosto le sue aspettative nelle puntate di Dummy. Secondo a ostacoli, secondo nel misto, quarto nel trasporto e quinto a super, sempre a poco dai primati di categoria o dai suoi personali, dimostra di essere solido su tutte le distanze. Così Gilardi e Sanna, le due conferme, Il torinese, vincitore negli ostacoli, è terzo nel misto e secondo nel super, mentre il sardo dell’Aqvasport vince la sua gara del superlife con qualche sofferenza riscattando nella giornata della Liberazione un primo giorno un po’ infelice dove dopo il podio delle barriere si vede quarto nel misto. Quindi questi tre atleti sono l’ossatura delle prove senza pinne. Niciarelli ocn la sua vittoria a torpedo in 52″72 è la prima scelta tecnica, e il blocco Ronciglione continua la sua ascesa. Anche Piroddi è infatti protagonista conla vittoria delle pinne, vedremo cosa decideranno le commissioni.

Selfie da podio

Selfie da podio

Le ragazze sono Fimiani, la vincitrice del torpedo in 59″70, e la Pranzo che torna a vincere il super ma con tempi per lei proprio non eccelsi. Scelta tecnica la Marzella, capace di coprire ogni gara tranne gli ostacoli, che qui cicca il torpedo ma sappiamo tutti il suo valore. Ilpunto dolente è sempre l’handicap nel nuoto, dove paga veramente troppo alle avversarie. Il punto critico delle donne si vede in gare come le pinne: a vincere è la giovanissima  Fabbretti, primatista Ragazzi che dalla corsia 7 risale con la consueta seconda vasca e in 56.53 stabilisce il primato Ragazzi che sarebbe anche Junior, Cadetti e Europeo Junior. E senza pinne Glide. Onore a lei ma per noi abituati a vedere finali in 54-55 secondi la delusione è forte.

Se l’unico record assoluto è quello della staffetta manichino femmine in 1’23″24 da parte delle Rane Rosse Aqvasport con Meschiari, Marzella, Gramegna e Sironi, diversi i record giovanili. E qui passiamo a commentare le promesse del futuro. Il primo è già stato chiamato, con la Fabbretti al titolo assoluto. Serena Nigris è la vera protagonista fra le giovani. Finale nel misto e negli ostacoli, record Juniores nel trasporto in 37″45, si candida come conferma di una nazionale giovanile che è stata già sua a Montpellier. Altro record è quello di Carola Musumeci, primato Cadette negli ostacoli in 2’13″04 e che conduce le compagne della Nuotatori Milanesi a un novo record Cadette nella 4×50 in 1’58″67. Secondo le tabelle è record Juniores nel torpedo (e argento finale) la Cappelletti con 1’00″77 (anche se vanta 1’00″64 secondo me), scelta tecnica di Anselmetti. Fra gli Juniores maschili i ragazzi di  Noale si distinguono con Scroccaro e  Zennaro che sono i convocati insieme al brianzolo Fontana che possiede un buon torpedo ma un aggancio così così. Gallo è lo Juniores che segnaliamo nelle pinne con 47″96 a soli tre decimi dal primato di categoria e all ‘argento finale.

Quindi se per gli assoluti i tempi sono così così lasciano sperare i molti Junior in finale, al record nazionale, se non addirittura a a medaglia, e questo deve essere il punto centrale per migliorare il livello del salvamento italiano.

Due parole sul Grand Prix: gli esordienti ci dimostrano che il manichino si può gestire da piccoli, che le pinne si imparano, che il torpedo non è un magico bastone. E quindi che anche in mare possono imparare. Questo ci hanno insegnato Rachele Gega, Veronica Solè, Nereo Boccaccio e Mattia Vianello, i vincitori delle prove e i loro compagni di avventura, aldilà delle vittorie e dei record stabiliti.

 

 

 

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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