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Campionati italiani di categoria estivi di salvamento 2015

Campionati italiani di categoria estivi di salvamento 2015

italiani salvamento 2015-08-05 074

Eh sí, cari amici, Roma é sempre Roma. Gareggiare nella cornice del Foro Italico dá sempre qualcosa in piú allo spettacolo, con tribune piene di spettatori e tifo alle stelle. Persino la Tevere vede una larga affluenza, con i gazebo a proteggere i temerari dal sole cocente di luglio e dalle temperature canicolari che hanno messo a dura prova tutti. Nonostante ció venti primati italiani di categoria sono stati stabiliti a testimonianza dell’alto livello della manifestazione.

Peró…c’é sempre un peró. E qui ce ne sono diversi. Cominciamo dalla prima mattina; ci sono volute diverse ore prima di comprendere che dei bambini non possono attendere e gareggiare sotto il sole per molti minuti indossando le loro simpatiche cuffie in silicone. Di chi sia la responsabilitá non importa, ma una manifestazione cosí richiede un minimo di attenzione. Cosí come il funzionamento del cronometraggio, in panne per quasi tutto il primo giorno. Credo che provarlo prima non sarebbe guastato, anche se  di solito funziona. Le lungaggini sulla fornitura dei tempi online le rimando alla discussione che potete trovare nel podcast di “Dummy…notizie sul salvamento” che riscuote grandissimo successo nella rete! Dico solo che stavolta i tempi, almeno per la prima giornata, erano esposti in ritardo anche in campo gara. Sul sito federalepoco si dice sulle varie giornate di gara se non i vincitori, ma tranquilli al resto pensiamo noi!

Dicevamo che con i suoi 1200 atleti e le 84 societá, un pubblico carico che si é fatto sentire l’atmosfera dello Stadio del Nuoto qui é proprio diversa e quando si entra nell’impianto nulla é comparabile: girarsi terminata la gara e vedere l’esultanza sulle tribune romane é una emozione indescrivibile. Il numero di partecipanti ovviamente si é riflettuto sulla durata delle competizioni, cosi come a Riccione. Forse la lunghezza viene pagata piú dagli addetti ai lavori che dagli atleti, che trovano sempre qualcosa per distrarsi e rilassarsi. Comunque la mia personalissima opinione di portaborracce é che manchi un giorno di gare, o che in qualche gara – ne dico una per tutte: il superlifesaver – sia necessario porre un limite di batterie: un esempio sarebbero 4 per categoria, ossia 20-25 minuti a categoria e giá cosí parliamo di piú di 2 ore di gare.

Ma non é che posso fare sempre il brontolosauro, giá sono vecchio e bizzoso ci manca solo che passo il mio articolo a sbuffare. Quindi so che aspettate i commenti sulle gare e commenti siano.

La piccola Gega con l'allentore

La piccola Gega con l’allenatore

Fra gli Esordienti mi limiteró a segnalare  il continuo progresso della piccola Rachele Gega della Manziana, che stabilisce qui il record del manichino in 43″78 (non facile in questa piscina di 2 metri)  centrando il tris di titoli che era sfuggito a Riccione. L’alto livello del trasporto raggiunto dai piccoli atleti é testimoniato dal podio femminile raggiunto in 46″ ma a fatica, e in 43″ e spicci nei maschi. Fa specie vedere come 4 squadre nel trasporto femminile scendano sotto il vecchio primato italiano, un arrivo al cardiopalma! Si va per la prima volta  sotto i 2 minuti, un tempo di tutto rispetto nella staffetta trasporto. Quattro i nuovi record stabiliti in questa categoria sui venti totali, la staffetta trasporto femminile dello Scafati come detto in 1’59″05 e quella ostacoli femminile da Amici Nuoto Riva in una prova contro il tempo dopo la squalifica del mattino  in 2’16″45. Nicola Bertolini del Battipaglia stabilisce il nuovo primato nelle pinne in 29″09. Titolo a squadre alla SAFA Torino.

L'allenatore dell'Accdemia è soddisfatto

L’allenatore dell’Accademia è soddisfatto

Se negli Esordienti bisogna andare coi piedi di piombo, qualche parolina in piú possiamo spendere per i Ragazzi. Sei record di categoria, anche se é vero che quattro vanno nelle nuove gare del misto e del superlifesaver. E proprio qui troviamo le conferme che cercavo. Una crescita continua per la brava Lucrezia Fabbretti dell’Accademia, seguita come un ombra dal suo coach! Un primato nelle pinne che giá sembrava stratosferico migliorato nuovamente qui al Foro in 56″38, e inferiore a quello Junior e Cadette! L’apnea non é velocissima ma il trasporto fa la grande differenza. Ció vale anche senza pinne:  nella fase di nuoto la ragazza…ancora non ci siamo eh! il trasporto invece eccelle, una forza da vendere sott’acqua. Il primato del misto é fatto 1’19″01, quello del trasporto é sfiorato, il torpedo é a mezzo secondo; qui pecca ancora la fase di nuoto con le pinne, secondo il vostro umile portaborracce, ma c’é tempo per darsi da fare! Se Lucrezia porta a casa quattro gare piú due staffette (nelle Junior, con due altri record in saccoccia ma ne parleremo dopo) l’altro nome da segnalare é Martina Dallari sulla soglia dei 2’40″nel super e una supremazia mai in discussione. La canarina modenese se la cava dappertutto e solo Lucrezia la frena nel trasporto, nel torpedo e nelle pinne. Ma con le compagne fa filotto e vince ostacoli, trasporto e mista, qui con il solito record italiano che oramai é un segno distintivo della Ragazze di Sfondrini. Due nomi nelle donne e per par condicio due nomi anche nei maschietti: se Pinzuti del Cortona sfrutta un fisico imponente e domina nel misto portando a 1’09″55 il suo record, Barbati della RN Torino é invece ottimo con le pinne; il suo primato del super straccia il 2’27″dell’inverno portandolo a 2’21″57, oltre 5 secondi e mezzo meglio. Mentre il toscano sfonda negli ostacoli e sfiora il successo anche nel trasporto, il ragazzo allievo di Foggetti per pochissimo non abbatte il record delle pinne di Mattei in una gara dal contenuto tecnico altissimo con due sotto i 52″e il podio a 52″basso: il primo 2001 a 53″9 (l’ex primatista esordienti Bonora). Segnatevi questi nomi, ripasseremo. Un elogio all’ultimo record, la staffetta trasporto dello Scafati maschile, primi in Italia sotto il 1’20″…primi a squadre con brivido i Modenesi…dal pullman del ritorno!

Dalola, Nigris e Maini. Un tris da podio che si è ripetuto più volte

Dalola, Nigris e Maini. Un tris da podio che si è ripetuto più volte

E arriviamo alle categorie che interessano l’azzurro. Lo dimostrano intanto i sette record stabiliti negli Junior, oltre a una voglia di battersi senza pari: i talentini di Gianni Anselmetti si sono dati da fare e come lui stesso dice non solo quelli selezionati per la nazionale ma tutti, e forse proprio per rifarsi! Bravi, anche perché molti hanno sfruttato la possibilitá di fare da quest’anno piú di quattro gare. Ho controllato, dei nazionali Junior soprattutto le ragazze hanno dato sfoggio del loro eclettismo. Cinque gare la Nigris, mai sotto il quarto posto e al titolo nel misto e trasporto, una sicurezza internazionale nella sua categoria e non solo. Pezziardi: cinque gare mai sotto il quinto posto e argento nelle pinne dietro la Repetto, la prima “delusa” che fa 57″1  e batte la Crivelli, la quale dal canto suo prende una squalifica a torpedo ma si cimenta anche in super e ostacoli. Cinque gare pure per la Gazzetta, descritta come un motorino da Tramontana e che Locchi schiera anche in tre staffette: un titolo nel misto, 3 podi, un quarto posto e nelle staffette due ori e un argento…alla faccia della stanchezza! La Cappelletti sempre sulla soglia del  minuto a torpedo e senza rivali nelle pinne dove sfoggia il record italiano ufficiale in 57″71 (resta quello ufficioso di Montpellier mai convalidato). E infine la Musumeci, che deve sudare negli ostacoli complice una forma non perfetta ma dimostra di avere un buon trasporto: ad Alicante servirá! Dimentico qualcuno? Sí, l’unica che fa sei gare fra i protagonisti degli Junior internazionali, piú tre staffette di cui due da podio: la stakanovista Lucrezia Dalola nonostante mille pasticci rivince il superlifesaver e aggiunge due argenti individuali nei trasporti. Tra le altre segnalo la vecchia conoscenza Sara Palmisano, del glorioso Ronciglione, titolo a torpedo e argento nel super. Altri due nomi meritano una citazione: Francesca Maini, sempre sul podio in questi giorni, e la Locchi, che è vero non ha entusiasmato in questa prima stagione da junior ma che io aspetto sempre ai vertici! Nei maschi meno versatilitá. Iniziamo con l’assenza pesante del Noale e dei suoi nazionali Junior, Zennaro e Scroccaro, per motivi logistici.  I ragazzi della SAFA non sono brillantissimi ma non é nemmeno il momento, eppure piazzano la loro zampata: Mazza vince il super e Cerra il trasporto, quindi al momento di mettere la zampetta ci sono. Bravi ragazzi. Fontana è sempre lì pure lui, suo il torpedo. Che altro vi devo dire? Se ascoltate il podcast mi sentirete, elogi per Gorizia e la sua ostacolista e per una staffetta che scende sotto i 2 minuti negli ostacoli Junior femmine – vedremo se la 2000 Licchelli si cimenterá in altre specialitá, il talento c’é! Bravi i ragazzi delle pinne, il primatista Ragazzi Mattei della grande Interamnia stacca un 47″25 record italiano ma viene squalificato: un altro anno per lui per riprovare, nessuno per Gallo che eguaglia il record di Ferrio in 47″59. Delusi entrambi per la mancata convocazione ma risposta da veri sportivi. Passiamo alle staffette…spaziali. I record femminili cancellati, da Gorizia come detto negli ostacoli, dall’Accademia nella mista e nel trasporto.In particolare in quest’ultima tre squadre viaggiano a livello del precedente primato, fare il record non é bastato per vincere, con 1’35″8 si é  terzi, un livello mai visto e limite portato a 1’32″09. Infine spettacolare la staffetta Aqvasport junior maschile, 1’14″33, record polverizzato quasi a livello del podio Senior, cambi perfetti e spinte da manuale.

Nei Senior non cercavamo conferme: assenti Bonanni e Meschiari, Sanna e Gilardi dimostrano di essere le guide della nazionale maschile  mentre solite conferme arrivano da Fimiani e Pranzo nelle loro gare. Ma dobbiamo elogiare come sempre il nostro Federico Pinotti. Chi escluso dalla nazionale, senza obiettivi stagionali prepara un campionato di categoria e si permette un super da 2’07″9, un misto da 1’01″6 e un trasporto sempre alla soglia dei 30″a 32 anni, facendo anche torpedo e ostacoli sotto i 2′? E allora vi saluto qui, e vi do appuntamento sempre su questo sito alla prossima manifestazione.

 

 

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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