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Dieci domande a…Francesco Ippolito

Dieci domande a…Francesco Ippolito

1)Intanto ciao e grazie per la disponibilità di tempo.che dai a Corsia 4. Ci racconti per che squadra gareggi e in che squadra invece sei cresciuto?

Ciao, grazie anche a te. Sono cresciuto e gareggio tuttora nella Gorizia Nuoto.

2)Parlaci un po’ di te, dei tuoi interessi, di quello che riesci a fare quando non sei impegnato negli allenamenti.

Mi chiamo Francesco, ho 19 anni. Nuoto praticamente da sempre mentre il nuoto per salvamento lo pratico da un paio d’anni. Gli allenamenti mi occupano 6 giorni su 7, ma ora che ho finito scuola ho abbastanza tempo libero per rilassarmi, lavorare in piscina, uscire con amici..

3) Hai un ricordo molto bello di questo sport che porterai sempre con te?

Di sicuro la prima convocazione in nazionale, l’anno scorso a Montpellier, ma ancora più bella è stata la convocazione di quest’anno per il Galles, prima convocazione nazionale assoluta per me.

4) C’è invece un momento buio, invece, in cui hai pensato di mollare veramente tutto?

Ci sono stati momenti di delusione più che altro. Gare perse per pochi centesimi con la consapevolezza di non aver dato il massimo. Ma nonostante tutto non ho mai pensato di mollare.

5) Di solito chiedono sempre chi vuoi ringraziare: ecco c’è una persona che non puoi fare a meno di citare nell’ambito del salvamento a cui sei particolarmente grato?

Beh, non posso non ringraziare la mia allenatrice. Colei che mi segue ovunque, negli allenamenti, alle gare, anche all’estero. Grazie Martina! Ti voglio bene!

6)per tantissimi atleti (i più giovani tutti) oltre allo sport c’è ovviamente da affrontare lo studio. Tu come sei riuscito a conciliare i due aspetti? Te la senti di dare qualche consiglio ai nostri lettori?

Ti racconto un po come erano organizzate le mie giornate..di mattina mi svegliavo presto e andavo in piscina a fare allenamento. Alle 8 finivo e andavo a scuola. Tornavo a casa alle 2, mangiavo e studiavo fino alle 5 e poi allenamento serale. Queste erano le mie giornate.

7)A questo proposito si dice che la scuola italiana non aiuti gli sportivi, e molti dei ragazzi che ci seguono non fanno neanche sapere di esser atleti agonisti. Come era la tua situazione?

Per me e per tutti gli atleti agonisti che hanno frequentato la mia scuola è stato diverso. La mia scuola ha un occhio di riguardo per chi pratica attività sportiva e cerca di aiutarli sempre

8)Diciamo che la famiglia gioca un ruolo fondmantale nella crescita dell’atleta…la tua come era (o è se ti segue tutt’ora): ti incita,va ti osteggiava, indifferente…

La mia famiglia era ed è molto presente! Mi segue ovunque, mi incita, fa il tifo per me. E per me è molto importante sapere che loro ci sono sempre.

9)Hai già dei progetti per la tua vita dopo il salvamento? Conti di restare nell’ambiente o pensi che ne uscirai definitivamente?

Non penso al futuro adesso, ma credo comunque di rimanere nell’ambiente natatorio in generale

10) Un consiglio ai ragazzi del forum: perché fare nuoto per salvamento?

Perche è uno sport completo. Oltre alle competenze natatorie, bisogna avere buone doti tecniche e un buon fisico! E a me piace un sacco.

Grazie mille, e a presto!

Grazie anche a te, ciaoo

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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