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Dieci domande a…Vittoria Borgnino

Dieci domande a…Vittoria Borgnino
Fonte Federnuoto

Foto da Federnuoto

Oggi le nostre dieci domande vanno a un’esordiente in nazionale, che dopo anni di “gavetta”finalmente ha coronato il suo sogno di vestire la maglia azzurra, e lo ha fatto agli ultimi Europei insieme alla sua compagna. E’ con noi oggi Vittoria Borgnino

1)Intanto ciao e grazie per la disponibilità di tempo.che dai a Corsia 4. Ci racconti per che squadra gareggi e in che squadra invece sei cresciuta?

Ciao! Grazie a voi per avermi contattata! Io gareggio per la SAFA 2000 da quando mi sono dovuta trasferire a Torino per motivi di studio, ma sono nata a Ivrea e ho iniziato la mia carriera agonistica con Gianni Anselmetti nei Nuotatori Canavesani.

2)Parlaci un po’ di te, dei tuoi interessi, di quello che riesci a fare quando non sei impegnata negli allenamenti.

Da tre anni vivo da sola a Torino, in questo modo ho potuto frequentare l’università di Scienze Motorie e laurearmi nell’ottobre scorso. Passo molte ore della giornata in piscina perchè oltre agli allenamenti faccio qualche ora di acquaticità. Mi piace moltissimo seguire i bambini piccoli perché danno molte soddisfazioni e sono molto divertenti. Come loro anche io da piccola avevo una gran paura dell’acqua!

3) Hai un ricordo molto bello di questo sport che porterai sempre con te?

L’esperienza in assoluto più soddisfacente è stata il Rescue di Montpellier 2014, in cui ho raggiunto dei risultati inaspettati in piscina nella gara a pinne e al mare in canoa. Ma non posso dimenticare l’esperienza di Adelaide (2012 NDR)

4) C’è invece un momento buio, invece, in cui hai pensato di mollare veramente tutto?

Ho fatto molta fatica quando ho dovuto cambiare squadra e sono andata ad allenarmi a Torino, perché ero molto affezionata e lo sono tuttora alla mia squadra e al mio allenatore di Ivrea. Dopo breve tempo ho ottenuto grandi soddisfazioni e ho realizzato che per me questo cambiamento era più che positivo, mi sono perfettamente inserita in un nuovo bel gruppo e ho ottenuto un grande supporto da Elena Prelle, la mia attuale allenatrice.

5) Di solito chiedono sempre chi vuoi ringraziare: ecco c’è una persona che non puoi fare a meno di citare nell’ ambito del salvamento a cui sei particolarmente grata?

Difficile ringraziare solo una persona! Per primo, il mio primo allenatore Gianni Anselmetti, che mi sostiene ancora adesso e senza il quale non sarei arrivata a questo punto. Elena Prelle, la mia attuale allenatrice, che ci da la possibilità di allenarci al mare tutto l’ anno e ci permette di partecipare a gare all’estero. Franco Abbà, il mio presidente, sempre presente e disponibile per i suoi atleti.

6)per tantissimi atleti (i più giovani tutti) oltre allo sport c’è ovviamente da affrontare lo studio. Tu come sei riuscita a conciliare i due aspetti? Te la senti di dare qualche consiglio ai nostri lettori?

Non è semplice conciliare allenamenti, gare, studio e amici ma di certo lo sport insegna ad organizzare e sfruttare il tempo al massimo. Ci vuole sacrificio!Bisogna affrontare e raggiungere gli obiettivi nello sport e nella vita di tutti i giorni, quindi sono riuscita anche a completare i miei studi.

7)A questo proposito si dice che la scuola italiana non aiuti gli sportivi, e molti dei ragazzi che ci seguono non fanno neanche sapere di esser atleti agonisti. Come era la tua situazione?

Sicuramente la scuola italiana non incentiva molto questo genere di sport. Alle medie la mia professoressa di italiano era assolutamente contraria alla mia attività extrascolastica, così all’esame di terza nel tema ho deciso di parlare delle mie prime gare oceaniche. Alle superiori invece la mia professoressa di matematica era una master della mia stessa squadra, quindi devo ammettere che non ho mai avuto problemi a far sapere di essere una nuotatrice.

8)Diciamo che la famiglia gioca un ruolo fondamentale nella crescita dell’atleta…la tua come era (o è se ti segue tutt’ora): ti incita,va ti osteggiava, indifferente…

I miei genitori mi hanno sempre sostenuto sia nel nuoto che nel resto delle mie attività, altrimenti senza il loro aiuto non sarei potuta arrivare a questo punto. Hanno fatto molti sacrifici per permettermi di nuotare e solo grazie a loro mi sono potuta trasferire per continuare ad allenarmi. Venivano a vedere le mie gare quand’ero piccola e vengono ancora adesso a quelle più importanti.

9)Hai già dei progetti per la tua vita dopo il salvamento? Conti di restare nell’ ambiente o pensi che ne uscirai definitivamente?

Spero di riuscire a nuotare ancora per qualche anno per potermi togliere qualche soddisfazione, quindi diciamo che vedo la fine ancora un po’ lontana e indefinita.

10)  Un consiglio ai ragazzi del forum: perché fare nuoto per salvamento?

A me piace un sacco perché è un’attività molto varia e che richiede dedizione. Le gare si tengono sia in piscina che al mare quindi doppio impegno e doppia soddisfazione!

Grazie mille, e a presto!

 

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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