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Europei 2015 di nuoto per salvamento: Meschiari regina

Europei 2015 di nuoto per salvamento: Meschiari regina
Silvia Meschiari con l'oro del super foto Giorgiana Emili

Silvia Meschiari con l’oro del super
foto Giorgiana Emili

In una nazionale rivoluzionata per quattro quinti, è lei la regina d’Europa in vasca. Tre titoli individuali e un bronzo,  più un oro in staffetta conditi da un argento e un bronzo. Un totale di sette podi per Silvia Meschiari, la Rana Rossa regina d’Europa. Un cammino impreziosito dal record italiano del percorso misto, sfiorato il primato europeo di Magali Rousseau in 1.10.88. Dominio assoluto negli ostacoli, un super sofferto ma portato a casa con il cuore, il trasporto di bronzo strappato coi denti. Trascinatrice, calma e consapevole dei suoi mezzi, un’atleta nel pieno della sua carriera anche se ha già vinto moltissimo. E adesso a lei il compito in spiaggia di trascinare gli azzurri alla conferma del titolo europeo. Titolo nient’altro che scontato.

La Germania infatti non mollerà neanche un centimetro. Lo dimostra lo strapotere maschile: i tre successi nelle staffette maschili su tre gare, ostacoli, mista e trasporto. Anche se la mista aveva preso una squalifica poi revocata, in modo quantomeno strano. Hassemeier non c’è ma non lo fanno rimpiangere: Schirmer lo sostituisce degnamente, vincendo sia torpedo che pinne con la beffa per Bonanni secondo nell’ultimo centimetro dopo aver dominato la gara. Dominio tedesco anche nei trasporti con Wieck e Ertel a tenere botta. Wieck sfiora il record del mondo nel trasporto in 28.30 e vince il misto facile dando un secondo al compagno. Due gare sole sfuggono al Wunderteam: gli ostacoli con un super Gilardi in 1.54.84 e il superlife dove Sanna stabilisce il terzo record italiano in 2.06.47. Perchè terzo? Perchè il secondo lo fa, purtroppo per lei in batteria, Alice Marzella: 34.98 e record europeo. Una gioia di breve durata, al pomeriggio l’inglese Williams fa l’impresa: 34.30 e record del mondo demolito. La britannica corona così uno splendido europeo dopo il bronzo negli ostacoli e l’argento del misto. L’ultima protagonista è l’olandese Paulsen. Oro nel torpedo, qui sfruttando un errore in partenza della Fimiani che va al bronzo e la non perfetta forma della Luengas. Oro nelle pinne, con un 54.06 che non ammette repliche. Certo i tempi dell’anno scorso sono lontani, ma onore alla ragazza olandese che vince a sorpresa anche la mista, con un tris per lei insperato alla vigilia.

Parliamo però degli altri azzurri: la vera sorpresa è la Marzella, che va al bronzo nelle pinne, e purtroppo la gara si svolge subito prima del trasporto e sicuramente ciò avrà influito, altrimenti avremmo potuto vedere un bel duello con la Williams. La Pranzo purtroppo non trova un buon aggancio nel torpedo ed esce dalla lotta, ma ottiene un bel bronzo nel super. L’ ex primatista europea sembra sulla via del ritorno, speriamo bene. E infine positivo l’esordio per Francesco Ippolito: nel misto infatti, il friulano mette in atto una splendida rimonta: quasi ultimo al manichino sesto ai 15 metri dalla fine, la sua progressione è micidiale e arriva il bronzo individuale, prima medaglia assoluta dopo i fasti del mondiale Junior. La Fimiani come detto poteva vincere, ma l’errore in partenza è stato grosso: si disunisce per una caduta del torpedo, scivola e perde diversi metri. Peccato, poteva essere almeno un secondo meno e ci stava forse l’oro. Niciarelli ha fatto il suo con il bronzo nel torpedo ottenuto con una splendida rimonta, e Piroddi con quello delle pinne. L’apporto di Tetta e Borgnino nelle staffette è stato fondamentale e sono arrivate l’oro a ostacoli, l’argento nella mista e il bronzo nella trasporto. Da ultimo le staffette maschili: è mancato anche un pizzico di fortuna, soprattutto negli uomini, dove i due arrivi al fotofinish hanno sempre premiato i tedeschi. Ma negli ostacoli bisogna ancora lavorare: i migliori fanno gambe delfino, e non si spingono quasi più: è ora di imparare anche noi. Silvia, la regina, ne è l’esempio. Inchino.

 

 

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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