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Kazan!!! number uan (parte 1)

Kazan!!! number uan (parte 1)
Il magico genio che porta i mondiali in Russia

Il magico genio che porta i mondiali in Russia

Mi ricorda un po’ quel genio dei cartoni di Hanna e Barbera…chi ha la mia etá se lo ricorda: due giovani univano i due anelli e chiamavano il genio Shazzan. Qui é lo stesso: via si decide di fare i Mondiali mandiamoli a Kazan. Un bel posto nel nulla, beh peró é la  capitale del Tatarstan! Con tutto il rispetto per la fiorente cittá, hai detto tutto. Infatti ai Mondiali master, che dal 2013 sono obbligati a organizzare nella stessa cittá dei Mondiali Assoluti, ci andranno 2,500 atleti: a Riccione furono 13,000, solo 2,300 nella sezione del fondo. Un flop? Sí, un flop. Ma perché se fossero stati a Doha ci sarebbe andata piú gente? Cosa fare a Doha, nel deserto, dopo le gare? Una bella gita in cammello, forse. Insomma, in Italia sono stati 4,000 i partecipanti a Riccione agli ultimi italiani master. Staremo a vedere, certo a Budapest potrebbe andare  molta piú gente: é piú vicino, ci sono tante cose da vedere, il movimento master europeo é enorme se paragonato agli altri paesi, e poi ci sono le ungheresi.

Intanto impazzano le defezioni. Hagino si rompe il gomito, la Ottesen litiga con un automobilista (dato il fisico della Ottesen vorrei vedere anche l’automobilista!), Agnel si prende la pleurite, la Belmonte non sta bene, Phelps si spetascia in auto, Magnussen ha le spalle fragili e via cosí, in un crescendo di emozioni.

Gli USA hanno deciso che questi mondiali in Russia proprio non gli piacciono, forse si sono messi d’accordo per non vincerli inviando tutti i selezionati fuori forma. Cosí hanno mandato in crisi Missilona, segato Michelone, fatto fare il giro del mondo a Lochte che ha partecipato a ogni meeting europeo possibile. Ma attenzione perché hanno nascosto il loro maggior talento, Katiusciona (alla russa) Ledecki che si sta allenando per vincere le distanze del mezzofondo con un solo braccio mentre l’altro lo  usa per fare l’hamburger da mangiare a pranzo (magari ci mette il caviale invece del ketchup!)

L’Australia sembra presentarsi a questi mondiali con buoni propositi dopo le mazzate degli anni scorsi. Certo ha perso il 50% della 4×200 femminile che era da oro, la Palmer per motivi noti e la Eimslie per motivi di salute; ha perso la punta dei 100 ma hanno molte frecce al loro arco, anche nel mezzofondo dove Horton é atteso con curiositá alla sfida col gemello diverso, stavolta single, Greg. E poi la staffetta veloce femminile non ha rivali, diciamolo che le sorelle Campbell dovrebbero caricarsi la squadra sulle spalle (e viste le spalle non sará difficile).

Il Giappone sorride poco, Hagino come detto da forfait ma noi attendiamo Irie, il nostro dorsista preferito. E dai che gli avversari te li abbiamo tolti di mezzo tutti! Se Hagino non ride, Seto non piange: la defezione generale apre le porte al nipponico, che ora deve fare il protagonista. Le raniste sono attese al varco, la grande scuola del Sol Levante attende soddisfazioni dal suo stile prediletto.

Chi altri citare se non il buon Leclos, che reduce anche lui dal giro del mondo dei meeting dove ha rivaleggiato con Lochte nelle gare serali di birra e salsicce con in palio una Dune Buggy rossa con cappottina gialla, ora vedrá di fare sul serio. Altrimenti ci arrabbiamo, vero Bud?

 


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About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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