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Kazan!!! number uan (parte 2)

Kazan!!! number uan (parte 2)

Dopo la presentazione (anzi lo smontaggio) delle nazioni di solito protagoniste ai Mondiali, passiamo al Vecchio Continente, dove tra l’altro i Mondiali si svolgono, se la geografia non mi inganna.

Dopo anni di delusioni, forse la Gran Bretagna si prepara a diventare protagonista. Con un mezzofondo finalmente all’altezza, una mista competitiva per tre quarti e un comparto di ranisti capitanati dal maghetto nerd Peaty, mondiale dei 50 e 100 rana e capofila stagionale. Ma se gli sfimaghetti inglesi sono carichi, le streghette non sfigurano: la Carlin nel mezzofondo e nei misti e nel delfino personaggi come Miley, O’Connor, Willmott non vengono certo a fare presenza .

Germania sempre attaccata all’asso Biedermann (cognome triste, ma che volete farci, mica é colpa sua), speriamo che quest’anno i duecento tecnici teutonici non debbano fare come gli staffettisti a Berlino: travestirsi da orsi per non farsi riconoscere. Il ranista Koch é l’altro fiore all’occhiello, spera di ripetere l’europeo di casa: la grossa speranza dell’orso tedesco di non…vestirsi da orso. Una crisi profonda quella tedesca, che attraversa in misura maggiore il comparto femminile dove nessuna compare nella top three stagionale (grazie Marco Agosti, il nostro ghost redazionale, per i dati precisi e puntuali).

Un’analisi dei cugini transalpini rivela anche qui il de profundis femminile: al di lá dei tragici eventi, che non sto qui a  rimembrare, ben poca cosa rimane di una nazionale che aveva impressionato fino al bronzo olimpico di Londra nella 4×200. Attenzione ai maschietti, che sono come sappiamo campioni della 4×100 stile e mista (qui di culo, ma lo sono). E queste bestie francesi (ma li avete visti che fisici? Sono tra i best di mia moglie, che ancora non ho citato ma arriva pure lei tranquilli) sono sempre lí nascosti ma finalmente liberi da ogni inibizione e pronti a dare la zampata vincente. Stravius e Lacourt nel dorso, ma soprattutto il gigante Manadou, campione olimpico e mondiale dei 50, Metella, D’Ortona, Gilot, Stasiulis. Un beau parterre de geants, ça va sans dire.

Parliamo dei padroni di casa? Chi non avrebbe difficoltá a parlare della federazione con il maggior numero di casi di doping delle ultime stagioni, anche se certo non bisogna sempre generalizzare… e poi non é che ci siano tanti santi in giro…peró la nostra Yulia non da un buon esempio. Ferma un anno e mezzo, rientra qui e ne abbiamo parlato diffusamente nei podcast. Saró quindi leggero e sorvoleró leggermente sui padroni di casa, come il nostro genio Shazzan e il cammello volante Kabubi dei suoi amici. Si vuole un nome coi favori del pronostico: ne faccio uno, Morozov, che ha la capacitá esplosiva di…esplodere (negativamente) nell’appuntamento clou. Insomma non ho fatto una bella pubblicitá, me ne dolgo.

Piccole nazioni ma grandi prestazioni. Sono scuole al top da sempre, vincono medaglie quando da noi si nuotava ancora nel golfo del Tigullio o nel Lambro, eppure sono sempre lí  a tirar fuori da quattro gatti fior di campioni. Lo squadrone ungherese va in Tatarstan con 22 atleti: piú o meno la metá di noi, ma la sperazna di medaglie é doppia! A parte la scissionista Hosszu – che da anni chiede l’indipendenza come la Catalunya o i Paesi Baschi (tralasciamo gli esempi di casa nostra per pudore), e che fará diciotto specialitá piú le staffette piú un bagno nella fontana del Cremlino di Kazan indossando la sua nuova linea di costumi Arena Iron Lady – c’é l’eterno Cseh (ah ah ah ve l’ho fatta anche stavolta). Poi Verraszto, che si attende a conferme fuori dai confini continentali (intesi come campionati). Jakabos a parte, ovviamente (interesse del tutto personale, mia moglie tanto non legge).

Piccole nazioni come la Danimarca che il vostro sa essere presente nel medagliere con continuitá. Ma chi si ricorda dei piccoli danesi (insomma…si fa per dire). Eppure hanno la mista campione d’Europa, d’altronde se hai la prima del dorso, la prima della rana e la prima del delfino (che qui peró forse mancherá) come perdere? La Pedersen dovrá vedersela con le nipponiche, la Nielsen con le australiane, ma acca nisciuno é fesso come dice il mio collega partenopeo.

Piccole nazioni orange! Non piú fortissime ma sempre temibili. La perdente Femke Heemskerk ha il dovere morale di darci un segnale positivo, e ringalluzzire la nostra Fede (in lei e nella divina) cosí da vedere una bella battaglia sportiva, che é quella che ci interessa. L’acqua si scalderá per il fluire delle bracciate e la tensione agonistica e nessuno potrá lamentarsi della temperatura, voglio vedere le fiamme dell’inferno far ribollire le corsie (mi sento molto il Re di Hokuto in questo momento). Non dimentichiamo Ranomi, questa stagione un po’ in stasi, ma non si puó dire e la Dekker, componente fondamentale della staffetta

Piccole nazioni un po’ freddine: lí magari le piscine non sono tanto calde, peró gli atleti ci sono. E una atleta attendiamo noi…la nostra Saretta la vogliamo al top, soprattutto nella sua gara, quella che la porterá a Rio: i 100 farfalla. E vediamo se la Sioegerg…Sioboerg…sí insomma Sarah, finalmente saprá far conoscere bene il suo cognome. E freddino fa anche in Finlandia: non la cito perché ci siano grandi protagonisti (almeno ora) ma per un ricordo personale:  a questi mondiali ci sará ancora l’eterna Seppala, campione a Barcellona 2003 neo 100 stile…insomma ancora un bel personaggino (mia moglie capirá).

Qualcuno mi ha sgridato, che ho dimenticato la volta scorsa i cinesi e i brasiliani! Oggi non li ho scordati. Trovatemi a parte Sun (pure lui coinvolto nel doping anche se fumoso, e non certo in gran spolvero questo giro) un altro atleta cinese su cui puntereste i vostri euro al fantanuoto. O un brasiliano a parte Cielo e Da Silva. Certo, i carioca hanno vinto il medagliere ai mondiali in corta…ma attendiamo al varco questa nazione, per un motivo o per l’altro (speriamo non l’altro, vedi Russia) mai al top nelle grandi manifestazioni in vasca lunga. Quindi al momento prima vedere moneta, poi dare cammello: e non Kabubi di Shazzan, quello costa troppo!

 


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About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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