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Kazan!!! numer uan (parte tre)

Kazan!!! numer uan (parte tre)

L’Italia decolla per Kazan equamente suddivisa in 19 maschi e 18 femmine: il nostro Cesare si é accorto che c’erano tantissime ragazze e non va bene, per cui ha chiamato qualche bel ragazzo per non lasciare da sola nessuna. Ce n’é uno in piu’ ma se ne fará una ragione, poi ci sono le ungheresi ve l’ho giá detto e lo sapete tutti che gli italiani piacciono. Una coppia resta a casa, ci spiace molto: Detti e Pirozzi non ce l’hanno fatta, ma li aspettiamo alla prossima (ghiotta e sudamericana) occasione.

Bene dopo questa fantastica presentazione che attirerá di sicuro tutte le simpatie, direi di passare alle nostre speranze di medaglia. Come al solito, poche: neanche Shazzan potrebbe fare il miracolo. Sono quattro i presenti nella top three stagionale: il gemello solitario Greg Paltrinieri, primo nei 1500 e nella top anche degli 800, Toniato che é terzo nei 50 rana, e la Fede nazionale nei 200 stile. Poi ci sarebbe una staffetta femminile, che aspettiamo da tanti tanti tanti anni.

Tuttavia noi siamo ottimisti e vogliamo unire i nostri anelli, chiamare Kabubi e Shazzan e far volare in alto i nostri beniamini. E allora chi caricare sul dorso dell’alato artiodattilo? La velocità maschile vede un Orsi (non quelli di Berlino per fortuna) al top delle classifiche di specialità. E ci aspettiamo che insieme al veterano Pippo nazionale conduca finalmente una staffetta competitiva, una staffetta veloce che vogliamo senza intoppi. Soprattutto perchè se non va, chi la sente mia moglie? E se lo stile può dire la sua, qualcosa speriamo anche dal beniamino romagnolo di Fabrizio Fogliani. Che venendo da Riccione, non poteva che chiamarsi Sabbioni…una crescita esponenziale quella del talento della Polisportiva, fino al primato dei 100 dorso. Peccato non avere qui Bonacchi, il suo alter ego. Un’altra coppia di gemelli diversi serve all’Italia: un po’ come Rosolino e Brembilla, Fioravanti e Rummolo, Bud Spencer e …no quelli non c’entrano. Piange invece l’italico batrace, orfano di Scozzoli, che spera nel Tonio di manzoniana memoria per rinverdire (giustamente, essendo rana) i fasti del recente e meno recente passato. Tralasciamo questo stile, e qualche speranziella ce la da il delfino. Il duello fra i due centisti di belle speranze è giunto alfin al momento del tocco: o Piero e Matteo si decidono alla Cyrano a sferrare il colpo decisivo, oppure verranno infilzati dalle fiocine degli atleti nemici: siccome noi siamo per i delfini e contro la caccia ai mammiferi marini, vogliamo finalmente una bella sorpresa e tifiamo per la vittoria dei nostri. Altre grosse chance non le vedo, anche usandoal massimo i poteri del nostro Shazzy (oramai è nostro amico, possiamo chiamarlo così).

Parliamo di rosa? E parliamone! Detto delle staffette 4×200 e di una veloce mai così veloce, con ben 4 atlete quest’anno a 54 secondi, il che chiama già di per sè un tempo sui 3’35”, parliamo di chi può fare qualcosa di buono: una Carli che se tutto va liscio come l’olio (battutona, chi non la capisce non merita di leggermi) può trovareuna bella finale nei 400 e se ha ancora margini…chissà! La veneta Gemo ritrova nel dorso il bel tempo che fu, la cura Nozzolillo funziona anche con lei; potremmo mandare da lui tutti i velocisti d’Italia in difficoltà, anche solo per una buona parola. Un po’ come si va a Lourdes, giusto un pellegrinaggio però dovete crederci. Lui vi guarda negli occhi e via, da 57″ a stile passate a 52″4. Se funziona o no non si sa, però per la Carraro, al primato nazionale dei 50 rana ha funzionato Bastelli, per la Scarcella Meloni: due atlete nell’oblio da anni dopo i primati gommati di sei anni fa. A ognuno la sua cura, a me basta la grigliata di salsicce e braciole o la fiorentina cotta due minuti per lato e sto benissimo: se poi c’è il Nebbiolo o il Barbaresco ancora meglio. L’ultima speranza che abbiamo di far volare qualcuno è l’Ilariona nazionale. La simpatica delfinista di Bologna è attesa al varco mondiale. C’è chi la da per arrivata, al suo limite…ma come dice un vecchio film, è arrivato il giorno del delfino. E noi stiamo sempre con il delfino…e anche con gli ippopotami, vero Bud? Ma questa è un’altra storia.

Buoni Mondiali a tutti: da bierre, da sua moglie (e anche da Kabubi!)

 

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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