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Life Style, le 5 scuse per nuotare di meno

di Cristiana Scaramel

Alzi la mano chi non ha mai “tagliato” in allenamento: master o agonista non fa differenza!

Perché, diciamo la verità, sia che ci si alleni la mattina prima di andare a scuola o a lavoro, sia che si vada in piscina in pausa pranzo o post-scuola o addirittura in serata capita sempre quella volta che non si abbia proprio voglia.

Se si nuota in “fai-da-te” crearsi l’alibi è abbastanza semplice, ammesso poi che non si soffra per i sensi di colpa. Ma se c’è qualcuno fuori che ci allena e un’orda di compagni di squadra pronti a infamarci, ecco che scatta il meccanismo della “scusa plausibile”.

  1. Il top delle giustificazioni è quella dell’acqua negli occhialini che permette un taglio minimo sotto-bandierine per lo scarico dell’acqua – e recuperare anche l’eventuale “terreno” perso rispetto a chi nuota in parallelo con noi – o una versione più sostanziosa di pausa per risolvere il problema alla radice: una nuova elaborata regolazione dell’elastico.
  2. Segue a ruota la pausa “bagno”, che nel caso di agonisti per i quali gli allenamenti sono più prolungati ci potrebbe anche stare, ma per chi fa allenamenti di un’ora o poco più risulta davvero strano non riuscire a tenerla per questo periodo! Maschietti un controllino alla prostata lo vogliamo fare?
    Nelle ultime peregrinazioni di piscina poi mi è capitato di avere gli spogliatoi e quindi i bagni divisi dal piano vasca con una rampa di scale che in inverno raggiunge temperature molto vicine a quella esterna.. mi sono subito chiesta: chissà se qui i ragazzi dell’agonistica usano ancora questa scusa!
  3. Una scusa sempre molto in voga è l’emergenza crampo, per la quale volendo si può coinvolgere anche il compagno di fatiche in improbabili evoluzioni in acqua per cercare di risolvere l’inghippo muscolare. Non importa se la parte colpita è il piede con le ditina che si aggrovigliano o il polpaccio con i gemelli che tentano di scambiarsi di posizione: una bella passeggiata sul bordo vasca permette di prolungare il tempo di riposo.
  4. Sfatiamo una volta per tutte la credenza che in acqua non si suda! E allora perché un nuotatore non può prendersi il suo tempo per combattere la secchezza delle fauci? Sul bordo vasca abbiamo sempre la nostra fedele bottiglietta d’acqua o la borraccia con gli integratori, allora sfruttiamole a nostro favore!
    L’alternativa in tema è la bevuta a tradimento causata dallo tsunami del compagno che sposta una inimmaginabile mole d’acqua: si assiste quindi a poderosi colpi di tosse con eccessi di crisi respiratorie per rendere il tutto più credibile.
  5. Infine nell’era dei social non può certo mancare la scusa per controllare se qualcuno ci ha cercato, messaggiato o whatsuppato.. naturalmente per questioni di vitale importanza rimaste in sospeso prima dell’allenamento o per la scontata reperibilità sul lavoro.

Se invece la poca voglia si trasforma in un irrefrenabile desiderio di andarsene a casa l’opzione abbandono precoce dell’allenamento con un perentorio: “coach devo studiare” è sempre di moda. E non pensate che nei master non succeda.. l’appuntamento con un fantomatico cliente è sempre in agguato!

About The Author

Responsabile sezione Master, istruttore di nuoto, ex-ago di nuoto e salvamento, “Ing-mamma-atleta” Master

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