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Life Style, Schuyler Bailar, un nuotatore transgender ad Harvard

di Valeria Molfino

Questa è la storia di Schuyler Bailar, una promettente nuotatrice della squadra femminile di Harvard. Schuyler, 19 anni, è una brava atleta e riesce a competere con successo con le proprie avversarie.
Vi starete chiedendo cosa c’è di tanto strano in questa storia all’apparenza ordinaria. Nulla, finchè la giovane americana non ha chiesto di cambiare team: da quello femminile a quello maschile.

Schuyler nel corpo di donna non si sente a suo agio ed inizia un lungo percorso che porta alla completa asportazione del seno e ad una specifica cura di ormoni che le fa conquistare lentamente un aspetto maschile. La passione per il nuoto continua ad essere, però, una costante nella sua vita e grazie al sostegno del coach Kevin Tyrrell riesce ad entrare nella squadra di nuoto maschile e a gareggiare nella prestigiosa National Collegiate Athletic Association che riunisce le più importanti federazioni sportive dei college e università americani.

L’atleta sa che gareggiare con una squadra maschile significherà rinunciare alle potenziali vittorie e alle medaglie che avrebbe potuto conquistare confrontandosi con nuotatrici dello stesso sesso e quindi dotate di simili potenzialità fisiche. Decide però di andare avanti nella sua scelta e lo stesso allenatore incoraggia la squadra ad accettare come proprio “compagno” di team il coraggioso Schuyler.

Schuyler Bailar non ha cambiato la sua personalità, ha deciso però di trasformare il suo corpo affichè potesse sentirsi meglio con esso. Oggi si allena e gareggia, proprio come i suoi compagni di squadra di sesso maschile e si è fatta portavoce degli sportivi trans gender urlando a gran voce: Come Out, Be Visible, Don’t Be Miserable (esci, renditi visibile non essere infelice n.d.r.). L’atleta non si è fermata qui ed ha documentato il suo processo di trasformazione attraverso la propria pagina Instagram affichè tutti potessero seguire il suo percorso contro i pregiudizi.

Ancora una volta lo sport, in questo caso il nuoto, diventa spaccato di vita perché tutti, ma proprio tutti, possano avere gli stessi diritti e le stesse opportunità: senza distinzioni.

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