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Nuoto, intervista a Gregorio Paltrinieri: onore e perseveranza

Manca davvero poco all’inizio di questi mondiali in vasca corta e l’attenzione cresce con il passare delle ore che ci separano dal primo via.

Siamo riusciti a strappare qualche pensiero a Gregorio Paltrinieri, che dopo la conferma berlinese è salito alla ribalta della popolarità, un ragazzo che mostra sempre grande allegria, disponibilità e semplicità.
Non è facile rimanere impassibili davanti alla popolarità, talvolta ti plagia, spesso ti illude e se non si è  attenti ti tradisce, ma non è il caso di Gregorio, un giovane 20enne che è diventato vanto di quest’Italia sgangherata che sta vivendo un periodo difficile.

Sei rientrato da poco dall’Australia dove hai fatto uno stage di allenamento, cose ne hai tratto da questa esperienza?

E’ stata un’esperienza bellissima dalla quale torno arricchito sia dal punto di vista umano sia da quello sportivo. Ho conosciuto un paese splendido , dove le persone mi hanno accolto benissimo non facendomi soffrire la distanza da casa più di tanto.

Hai trovato molte differenze con il lavoro che svolgi in Italia?

Diciamo che in Australia il lavoro è molto tecnico e meno incentrato sui carichi fisici. Loro si concentrano molto sull’insegnare i giusti movimenti, vivendo il nuoto in maniera un pochino più rilassata, credo che questo approccio faccia parte della loro cultura sportiva. In generale però non siamo poi cosi diversi.

Ti alleni a stretto contatto con Gabriele Detti, siete uno dei pochi casi di atleti che si allenano in modo continuativo assieme, nuotare assieme è stimolante oppure sarebbe indifferente?

Ormai è un po’ di tempo che ci alleniamo insieme con Gabriele, abbiamo un bel rapporto fondato sull’amicizia e il rispetto reciproco. Ci siamo abituati a nuotare insieme e sicuramente il livello che ha raggiunto Gabriele mi stimola a dare sempre il massimo  e a non rallentare mai abbassando l’intensità del lavoro.

Tra meno di una settimana inizieranno i mondiali a Doha, l’Italia ha molte aspettative su di te, senti il peso di una certa “pressione” oppure riesci a vivere il tutto con disinvoltura?

Sono abbastanza tranquillo per questi mondiali, è una verifica importante per testarmi e per capire come sta procedendo il lavoro cha abbiamo impostato in Australia. Farò solo una gara, i 1500 sl, perciò mi concentrerò su quella e gli altri giorni sarò tranquillo senza subire particolare pressione.

Cosa provi a vestire i colori della nazionale italiana durante una manifestazione internazionale?

E’ sempre stato un grandissimo onore rappresentare il mio paese e sempre lo sarà. Rappresentiamo il vertice del nostro movimento e siamo consapevoli che i giovani nuotatori ci guardano perciò abbiamo il dovere di dare sempre il nostro 100% anche attraverso i giusti comportamenti fuori e dentro l’acqua.

Dopo Doha quali saranno gli appuntamenti importanti di questa stagione?

I mondiali di Kazan saranno un test fondamentale, ci tengo ad arrivarci al massimo della forma e provare a migliorare il bronzo di Barcellona 2013.

A Rio le finali saranno “in notturna” pensi che sarà un problema abituarsi a questi orari?

Non credo sarà un problema, basterà abituare il corpo e la mente al cambio di orario. E programmare il tutto con il giusto anticipo.

Un episodio che ha lasciato perplessi sulla correttezza della federazione nuoto cinese, cosa ne pensi del caso di doping di Sun Yang? 

C’è poco da dire. Ho trovato strano il fatto che abbiano fatto uscire la notizia a squalifica scontata. Credo che queste sono cose che devono essere rese pubbliche anche per l’immagine che vogliamo dare del nostro sport, di una disciplina pulita che premia chi è corretto e punisce chi sbaglia.

Tutor di ARENA Swim You Best, un progetto innovativo e ricco di prospettive, quale è il tuo pensiero a riguardo? sei riuscito a parlare con i tuoi ragazzi?

Per me è un progetto molto affascinante, sono stato contentissimo di essere stato coinvolto e spero di riuscire a contribuire con la mia esperienza alla crescita di questi potenziali giovani campioni. Sono riuscito ad incontrarli tramite webcam perché non mi trovavo in Italia, mi sono sembrati dei ragazzi molto responsabili e disponibili. Spero di incontrarli personalmente molto presto.

In Italia si sa, non c’è una predisposizione da parte delle strutture scolastiche allo svolgimento di attività agonistiche, un pensiero ai tanti giovani nuotatori che nonostante le tante “resistenze” continuano a non mollare?

E’ vero che in Italia bisognerebbe rivalutare il discorso Studio – Sport Agonistico. Non credo che le due cose siano inconciliabili, anzi, se si ha chiaro un percorso professionale da voler intraprendere una volta terminata la carriera bisogna programmare attentamente e fare in modo di portare a termine entrambe le cose. Bisogna fare dei sacrifici è vero, ma si tratta di sacrifici che senz’altro ti ripagheranno in futuro.

foto credit: La Presse/Pentaphoto

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