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Nuoto, intervista a Sarah Sjöström

Sarah Fredrika Sjöström è nata il 17 agosto 1993 a Salem in Svezia. A soli 14 anni vince la sua prima medaglia d’oro nei 100 farfalla ai campionati europei di Eindhoven in Olanda. La conferma mondiale arriva a Roma in occasione dei Campionati del Mondo del 2009 dove in finale vince la medaglia d’oro stabilendo il record del mondo con il tempo di 56.06 nei 100 farfalla.

Sei arrivata sotto le luci della ribalta mondiali a soli 16 anni vincendo un ‘oro con record del mondo a Roma 2009, come sei riuscita a gestire la pressione in questi anni?
«Penso che la pressione per me sia sempre stata una cosa positiva, senza pressione non potrei nuotare così veloce, mi aiuta a essere più motivata.»

Il tuo primo record è appunto arrivato nell’era del gommato, è stato difficle tornare al tessuto com’è cambiata in proposito la tua nuotata.
«Non è stato facile abbandonare il poliuretano, non mi piaceva l’idea che avessero vietato quel tipo di costume. Ma durante la prima gara nel 2010 ho cambiato subito opinione: quando mi sono resa conto che in pochi minuti ero riuscita a mettere il cotume, mentre con il poliuretano ci voleva almeno un’ora!»

Oltre al delfino, tua specilità, a Doha ti abbiamo visto battere il record della Pellegrini nei 200 stile libero, pensi che in vasca lunga potrai essere competitiva anche in questa distanza?
«I 100 farfalla e i 100 stile libero saranno le mie gare principali, poi i 50 stile libero e i 50 farfalla. I 200 stile libero sono gli ultimi nella mia “lista delle priorità”. Sono sicura di poter essere competitiva sui 200 stile libero anche in vasca lunga, se voglio, ma a volte non mi sento di nuotare questa gara.»

A Londra sei arrivata appena 19enne e come favorita, ma qualcosa non ha funzionato, troppa pressione? Rio sara l’olimpiade del riscatto?
«Poche settimane prima dei Giochi di Londra ero malata. Mi sono resa conto che sarebbe stato molto difficile recuperare “la forma” dopo questa degenza. E così è stato!
Non ho mai avuto problemi con le pressioni esterne, l’unico problema è che mi sono ammalata proprio nelle settimane più importanti della preparazione.

Come ti prepari prima di una gara importante, quali sono i tuoi riti pre-gara?
«Beh, se sintende nei minuti/secondi prima della gara, Indosso occhialini, cuffia e il mio sorriso migliore»

Quando ti rivredemo gareggiare in Italia? Cosa ti piace del nostro Paese?
«Mi piace molto il Trofeo Sette Colli di Roma, quindi potrei esserci quest’anno, lo spero!»

La tua beniamina è sempre stata Federica Pellegrini, cosa diresti ai giovani che ora vedono te come loro beniamina?
«Si mi ha molto ispirato Federica, però la cosa che vorrei consigliare di più ai giovani nuotatori e che se qualcosa va storto o non va bene di non abbatersi e provare ancora perchè se uno lo vuole alla fine tutto andrà per il bene.»

Cosa pensi della steffatta uomini e donne insieme, una novità che è entrata nelle competizioni internazionali solo da quest’anno, credi che sia stata una nota positiva oppure pensi che avrà vita breve?
«Non ho mai provato a nuotare la staffeta mista. Al momento ho già molte gare da disputare, quindi le staffette miste non sono una mia opzione. Inoltre a Doha la Svezia aveva solo un ragazzo, quindi se volevamo partecipare alla staffetta mista dovevamo mettere in formazione un allenatore.
Sinceramente penso che ci siano troppe staffette nel programma, specialmente in vasca corta, se non sbaglio sono sette in vasca corta e 5 in vasca lunga!»

Mancano 8 mesi a kazan, dove passerai dalla vasca corta alla lunga e il palcoscenico delle tue avversarie si allargherà, quali saranno le tue avversarie più temute?
«Nuotando molte gare, ho molti avversari.. Ma credo che i miei rivali più grandi a Kazan saranno i record del mondo.»

foto: La Presse

About The Author

Responsabile sezione Master, istruttore di nuoto, ex-ago di nuoto e salvamento, “Ing-mamma-atleta” Master

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