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Nuoto, quali primati mondiali cadranno a Kazan?

di Alessandro Foglio

A meno di un mese dall’inizio dei Campionati Mondiali di Kazan, lanciarsi in pronostici su chi e come vincerà l’alloro mondiale o salirà sul podio iridato non è affatto semplice. Quello visto fino ad ora potrebbe essere rimescolato in un attimo, tanti atleti sono ancora lontani dalla condizione migliore e molti altri danno il loro  meglio sotto pressione o viceversa. Quello che possiamo però provare a fare è ipotizzare se e quanti primati mondiali cadranno in questa prima edizione dei Mondiali in terra russa.

Il 2009, grazie all’evoluzione tecnica dei costumi gommati fu un anno zero, con ben 27 record del mondo stabiliti nell’edizione dei campionati di Roma. Una volta abolito il “supercostumone” realizzare o anche solo avvicinare uno di quei primati è stato quasi impossibile, tant’è che a Shanghai due anni dopo ne arrivarono solo due (Sun Yang nei 1500 e Ryan Lochte nei 200 misti). Per rivedere più primati mondiali in un’edizione dei Campionati medesimi si è dovuto aspettare Barcellona 2013, quando fu Katie Ledecky ad abbattere i record degli 800 e 1500, tra l’altro migliorati ancora dalla giovane americana poco tempo dopo e le raniste Ruta Meilutyte e Rikke Pederesen a migliorare quelli di 50,100 e 200 (tra l’altro tutti in semifinale).E quest’anno? Se l’evoluzione del nuoto sta proseguendo, come dimostrano comunque le tante ottime prestazioni sia a livello assoluto che a livello giovanile, la sedicesima volta dei Campionati del Mondo dovrebbe regalarci qualche primato in più. Andiamo a scoprire quali potrebbero essere.

Donne

Osservando i crono stagionali abbiamo un paio di “certezze”: Katie Ledecky sembra inarrestabile e già da un paio di mesi nuota veloce come non mai. Se il suo stato di forma è in crescita, a Kazan aspettiamoci di vedere cadere il 15’28”36 nuotato lo scorso anno e soprattutto l’8’11”00  sempre del 2014. Il talento americano nuotava già ad aprile 15’42”23 e addirittura a gennaio 8’11”21. Il tutto in solitaria, perché le avversarie in queste distanze sembrano davvero troppo lontane. E questo potrebbe essere la parte più difficile per quanto riguarda la caccia al record, seppur per quello che abbiamo visto fin’ora, la Ledecky non è tipo da rallentare quando è sicura della vittoria. Anche nei 400 può cercare di ritoccare il suo primato e il fatto che siano la prima gara in programma a Kazan dovrebbe aiutare.

L’altro mondiale che ci aspettiamo potrebbe arrivare da Sarah Sjostrom. La svedese al Sette Colli è volata al record Europeo, non mancando di molto il mondiale, in mano a Dana Vollmer che nel 2012 a Londra nuotò in 55”98. La Sjostrom è scesa a 56”04 e la caccia al primato, per lei che detiene già quello dei 50, è partita.

Infine occhio alla rana. A Barcellona fu spettacolo con tre record caduti rispettivamente per mano di Ruta Meilutyte e Rikke Pedersen, anche se poi a portare a casa due ori fu Julia Efimova. In Russia ci saranno tutte e tre..chissà che succederà! Anche la 4×200 stile donne è un’incognita. Il record è ancora della Cina, realizzato nel 2009 a Roma in 7’42”08 e saranno i soliti Stati Uniti a giocarsi oro e primato.

Uomini

Più dura sbilanciarsi sugli uomini. Dai 50 ai 1500 sembra impossibile vedere cadere record mondiali. Manaudou dovrebbe inventarsi un 50 perfetto e scendere sotto i 21”, mentre tutti sogniamo un Paltrinieri oro e detentore, ma ci basterebbe vederlo sul gradino più alto del podio. Sono poco chiare le condizioni di Sun Yang, ma sembra difficile rivederlo nelle condizioni di Londra 2012 mentre è un’incognita il giovane Mack Horton, capace di nuotare tre mesi fa in 3’42”84  a circa tre secondi dal mondiale di Biedermann. Difficile vederlo di già così veloce.

Molto più probabile che crolli qualcosa a rana. Adam Peaty si è preso pochi mesi fa il record anche nei 100, portandolo a 57”92 e potrebbe scendere ancora, magari anche nei 50. Sembra scritto quello dei 200 rana, arrivato un po’ per caso nel post Olimpiade del 2012 dal giapponese Akiro Yamaguchi che nuotò 2’07”01. Quest’anno il connazionale Koseki Yasuhiro ci si è avvicinato, toccando in 2’07”77 e l’assalto al crono del compagno è ipotesi piuttosto concreta.

Inavvicinabili, almeno per quanto fatto vedere fino ad ora i primati di Phelps nei 100 e 200 farfalla e 400 misti, dove l’assenza dell’ultim’ora di Hagino rimescola i piani per la medaglia d’oro. Le staffette sono datate, quindi non ci sarebbe da stupirsi se una almeno crollasse!

Di sicuro, dovrebbero arrivare al record le mistaffette: per la prima volta ai mondiali, la 4×100 stile è in mano all’Australia con 3’23”29 (D’Orsogna, Campbell C., Magnussen, Campbell B.) mentre la 4×100 mista alla Gran Bretagna (Hebborn, Peaty, Lowe, Halsall).

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