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Nuoto, si scaldano i motori anche in Europa e Australia

di Alessandro Foglio

Nizza, Melbourne, Anversa e Ginevra. In giro per l’Europa fino dall’altra parte del mondo, il week end appena trascorso ha visto in acqua tanti protagonisti del nuoto mondiale. Qualche ritorno, su tutti quello di James Magnussen nuovamente in gara dopo l’infortunio alla spalla che lo ha tenuto fuori dai Campionati Mondiali di Kazan, ma anche di Florent Manaudou, pronto nel cammino che lo porterà ad un’Olimpiade da protagonista. Tra le conferme Katinka Hosszu, che torna stakanovista in Francia, e Mitch Larkin, già velocissimo e non lontano dai tempi nuotati in estate. Dopo il “risveglio” dei big USA ad Austin, è toccato al resto del mondo mettere in luce i propri talenti nel primo di tanti appuntamenti di questa caldissima stagione.

Victorian Open Championships
Inziamo a vedere quel che è successo in Australia, a Melbourne, dove era di scena il “Victorian Open Championships” (vasca da 50 m.). Il grande atteso era James Magnussen, oro ai Mondiali di Shangai e Barcellona e argento a Londra 2012 nei 100 stile, che ha dovuto saltare l’appuntamento con la storica tripletta per un problema alla spalla, operata a ridosso di Kazan che gli ha permesso però di ritornare già adesso in buona forma. Per lui due successi, nei 50 stile con 22’’51 e nei 100 con 49’’35 (davanti a Kenneth To con 49’’68). Due buone prove, ma per essere certo di un posto a Rio dovrà guardarsi oltre che dall’argento mondiale Cameron McEvoy anche dal giovane Kyle Chalmers che pochi giorni prima aveva nuotato in 49’’30.

Grande protagonista è come al solito Mitch Larkin: il giovane dorsista, dopo il doppio oro iridato non si è più fermato, “volando” in Coppa del Mondo, infilando un record mondiale in corta e continuando a mantere un livello altissimo anche in questa manifestazione. Per lui vittorie nei 50, 100 e 200 dorso ( 24’’98 – 52’’85 – 1’55’’16) e anche nei 200 misti, grazie al crono di 1’59’’31.

Se Larkin si conferma in gran forma, e il pensiero che faccia questi tempi in una fase solitamente di carico non può che metter pressione a tutti, Mack Horton non brilla particolarmente. Circa un anno fa riscriveva i primati mondiali Juniores nel mezzofondo, candidandosi come sorpresa per Kazan, non riuscendo però a ripetersi completamente quando contava (comunque bronzo negli 800 stile a 19 anni). Qui arriva secondo nei 400 stile in 3’49’’47 (dietro a Sthepen Milne con 3’48’’99) e settimo nei 200, nella gara vinta da Daniel Smith in 1’48’’23. Da segnalare anche la presenza di Ryan Cochrane, due bronzi a Kazan, che vince gli 800 stile in 7’56’’11 e chiude secondo i 1500 in 15’12’’02.

Tra le donne tris di successi per Emma McKeon, che si impone nei 50 farfalla (26’’12) e nell’accoppiata 100-200 stile (54’’06 – 1’56’’29). In assenza della Seebohm, domina la scena del dorso Madison Wilson, anche con ottimi tempi. Per lei vittoria nei 50 in 28’’17, nei 100 in 59’’22 e soprattutto nei 200, dove tocca in 2’07’’18. Sorpresa nei 50 rana, dove la campionessa mondiale in carica Jennie Johansson si ferma sul 31’’16 alle spalle di Georgia Bohl, oro in 30’’92.

Il nuoto australiano si conferma dunque in salute nonostante le assenze di molti big ( sorelle Campbell, Seebohm, McEvoy, Fraser-Holmes, Hackett…) e per i Trials lo spettacolo sarà garantito.

Golden Tour
Voliamo in Europa, più precisamente a Nizza dove si è tenuta la prima tappa del Golden Tour (vasca da 50m), intitolato alla memoria di Camille Muffat. Presenti tutti i nomi grossi francesi, ma anche qualche “intromissione” dall’estero. Una su tutte Katinka Hosszu, che ritorna marziana partecipando e vincendo gli  800 stile (8’39’’89), i 1500 stile (16’55’’85), i 400 misti (4’39’’86) e  i 50 dorso (28’’52) nella prima giornata di venerdì e il tutto in un ora e mezza, dalle 17.00, quando è entrata in acqua per la finale degli 800, alle 18.30 quando ha toccato per prima nei 50 dorso. L’Iron Lady non si è fermata qui e nei restanti due giorni si è messa al collo l’oro anche nei 200 misti vinti in 2’08’’20, nei 200 dorso con 2’09’’65 e nei 200 stile in 1’56’’31. Tra le francesi brillano Coralie Balmy, prima nei 400 stile con l’ottimo crono di 4’05’’45 e Charlotte Bonnet oro nei 100 stile in 54’’62 oltre che nei 50 rana. Vince anche Lara Grageon nei 200 farfalla, con il crono di 2’09’’65 in una prova in cui sale sul terzo gradino del podio l’azzurra della Rari Nantes Torino Aurora Petronio (2’13’’85).

Più alto il livello maschile. Occhi puntanti su Florent Manaudou, a caccia del bis 50 e 100 a Rio. Lo sprinter francese si limita a gareggiare nei 50 stile, vinti in 21’’71, inavvicinabile non solo da Bousquet che tocca secondo in 22’’36, ma da nessuno al mondo attualmente. Anche i 50 farfalla sono di suo dominio, grazie al crono di 23’’44 ancora davanti a Bousquet (23’’94). Si rivede anche Camille Lacourt, che firma la doppietta 50 e 100 dorso (25’’29 e 54’’82) entrambe le volte davanti a Benjamin Stasiulis a sua volta primo nei 200 in 2’00’’55.

Torna dagli States Jeremy Stravius, che rientra in acqua nei 200 stile nuotando leggermente di più dell’ 1’47’’56 fatto registrare ad Austin, ma vincendo comunque in 1’47’’68. Buon momento per il francese, che da qualche tempo si cimenta meglio nello stile rispetto al dorso che gli ha portato le maggiori gioie individuali, tanto che mette la mano davanti a tutti anche nei 100  vinti in 48’’89 (secondo Metella in 49’’37 e terzo Gilot in 49’’91). Proprio il francese di colore si aggiudica l’ultima prova in programma, i 100 farfalla con il crono di 53’’24. A rompere l’egemonia francese ci pensa poi Marco Koch, oro sia nei 100 che nei 200 rana con 1’01’’62 e 2’09’’37.

Se in Australia abbiam visto come tanti big aspettino ancora per il debutto annuale, la Francia ha già spolverato i suoi gioielli, tenuti nascosti a Netanya ma già in ottima forma, soprattutto in campo maschile, mentre tra le donne manca quella stella che negli ultimi dieci anni è stata Laure Manaudou prima e Camille Muffat poi.

Flanders Cup
Spostandoci un po’ a nord arriviamo ad Anversa, dove tra sabato e domenica si è tenuta la “Flanders Speedo Cup” (vasca da 50 m). Questa era l’occasione del rientro in vasca di James Guy, visto l’ultima volta al “Duel in the Pool” di Indianapolis a metà dicembre. Il campione mondiale dei 200 stile si conferma nella distanza vincendo con il crono di 1’46’’91 firmando il nuovo record della manifestazione (il precedente era suo dello scorso anno con 1’46’’94). Guy raddoppia poco dopo conquistando anche i 400 in 3’49’’20.

Il suo non era l’unico grande nome presente. In acqua anche il più veloce dei 100 rana ai recenti Campionati Italiani Invernali Open, ovvero l’uzbeko Vladislav Mustafin che si impone sia nei 50 rana in 27’’83 che nei 100 con 1’00’’64. Sorprende poi la crescita del lituano classe 95’ Danas Rapsys che conquista i 100 dorso nuotando in 54’’31, realizzando il nuovo primato della manifestazione ( precedente Christopher Walker-Hebborn 54’’33 nel 2014) mettendo anche la mano davanti al più esperto Liam Tancock, secondo in 55’’95. Per Rapsys vittoria anche nei 200 con l’ottimo 1’56’’72 con cui migliora il suo record della manifestazione (1’58’’04 dell’anno scorso) ma soprattutto grazie al quale stampa il nuovo primato lituano, anch’esso già suo in 1’57’’60 del 2014.

Tra le donne brilla il nome di Francesca Halsall. La velocista britannica è ancora lontana dalla forma migliore ma vince sia i 50 stile in 24’’78 che i 50 farfalla in 26’’06. Infine veloce un’altra giovane britannica, Rachael Kelly, che nuota 57’’74 nei 100 farfalla migliorando il record della manifestazione di Inger Dekker di 57’’90 del 2007.

Challenge International de Geneve
Chiudiamo con il “49° Meeting Internazionale di Ginevra” (vasca da 50 m) al quale hanno preso parte grossi calibri come Cseh, Dugonjic, Jakabos e le americane Hannis e Kennedy. Il rivale numero uno di Phelps e Le Clos nella caccia all’oro dei 200 farfalla ai Giochi sarà probabilmente Laszlo Cseh che comincia a scaldare i motori vincendo 200 e 400 misti (2’00’’00 e 4’27’’77) e tutte le prove del delfino (23’’60 – 52’’55 – 1’57’’37) stabilendo sempre il nuovo record della manifestazione. Bene anche Damir Dugonjic che fa suoi 50 e 100 rana in 27’’71 e 1’01’’61 ( anche per lui due primati dei campionati).

In campo femminile spicca la presenza della ranista statunitense Molly Hannis che vince i 50 in 31’’28 e i 100 con l’ottimo crono di 1’06’’47, mentre nel dorso spazio a Madison Kennedy, prima nei 50 in 29’’27 oltre che nella stessa distanza anche nello stile (24’’94). L’atleta dello SwimMac Carolina si è imposta inoltre anche nei 100 stile con il crono di 55’’19. Bene infine anche Zsuzsanna Jakabos. La bella magiara vince i 200 dorso con il nuovo record dei campionati in 2’14’’91, record ottenuto anche con le vittorie dei 200 farfalla (2’10’’78) e 400 misti (4’46’’58).

Europa e Australia rispondono così agli States, in questo lungo periodo che ci separa dai Giochi di Rio. Aspettiamo allora di vedere in acqua gli azzurri, alcuni dei quali protagonisti nel prossimo week end a San Marino, consapevoli che l’importante sarà andare forte in quella magica settimana di agosto!

About The Author

Responsabile sezione Master, istruttore di nuoto, ex-ago di nuoto e salvamento, “Ing-mamma-atleta” Master

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