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Rubrica: CloroCuffia e la sua Swim The Island #3

Rubrica: CloroCuffia e la sua Swim The Island #3

Guardando il mare il primo pensiero è stato: “Eolo e Nettuno dovevano per forza sfogarsi qua a Bergeggi stamattina?” E’ il grande giorno. Il giorno della SwimTheIsland (www.swimtheisland.com). La pancia brontola e io quel brontolio lo riconosco. E’ quello che compare all’improvviso ogni volta che sto per affrontare una sfida con me stesso. Capita anche a voi?

L’ambiente e’ esaltante. Aria impregnata di salsedine, musica due tacche sopra il livello massimo  e voce degli speakers due tacche sopra la musica. 800 e più nuotatori hanno deciso di confrontarsi nelle tre distanze previste: 1.8, 3.5 e 5 km.  A quale poteva iscriversi CloroCuffia?  La 5 km. Se mi voglio fare del male tanto vale farmene di piu’, no?

Eolo intanto continua a fare il dispettoso e Nettuno lo asseconda. Bravi Bravi, Simpatici

Partono quelli della distanza piu’ Corta. Bel colpo d’occhio

Finita La Corta iniziera’ il conto alla rovescia per i quasi 300 swimmers  della 3.5 km.  Io continuo a guardarmi intorno con un misto di curiosità,  adrenalina in forte rialzo il tutto condito con un pizzico di timore reverenziale.

A tutti i  nuotatori  e’ stato dato in dotazione il ResTube (www.restube.eu) da indossare come una cintura. Si presenta come un piccolo borsello con una cordicina. Avete presente le hostess quando danno le indicazioni sulle procedure di sicurezza? qui tirando la cordicella  si aprirà alla velocità di un airbag  un galleggiante cilindrico da usare solo  in caso di necessità.  Nulla è stato lasciato al caso.

Ci siamo, tocca a noi. Intorno a me solo Bronzi di Riace vestiti da pinguini. Chi rotea le braccia come pale di un elicottero,   chi  limona duro con gli occhialini per non farli appannare e chi, son sicuro, immobile starà pensando ChiMeL’haFattoFare.

Sorrido. “oh caspita, ma che ci faccio qua in mezzo” . Mi dico. Di una cosa sono sicuro che anche stavolta mi divertirò.

3,2,1…….Via.

Mi ritrovo dentro una friggitrice: schizzi, piante dei piedi che si muovono disordinatamente, bolle bollicine e “patapam”, qualche manata involontaria che mi fa subito rialzare la testa. Riprendo la mia nuotata scomposta e cerco di rompere il fiato. Niente. Vengo risucchiato sino alla prima boa e ad un tratto invece di essere uno dietro all’altro ci ritroviamo una sopra l’altro. Un ingorgo. “andiamo bene. Ma tutta sta fretta?”

Boe rosse a destra e gialle a sinistra, lo ripeto come un mantra. E intanto Eolo soffia. Soffia soffia  che  sino all’ isola sei a favore.  Nuoto, nuoto, e i pensieri cominciano a liquefarsi.  Nuoto, Nuoto, qualche onda mi prende a ceffoni, bevo, nuoto, raddrizzo la rotta, nuoto…..nuoto……e tutto ad un tratto quando si comincia a puntare verso Bergeggi la corrente diventa nemica. Il braccio di Ferro con il Dio del mare si fa sempre piu’ intenso e come disse John Belushi,  quando il gioco si fa duro i duri cominciano a nuotare(giocare).

Ho ancora in testa quella boa rossa davanti all’ isola. La vedevo la, vicina. Era sempre vicina ma mai più vicina. Le bracciate si trasformavano sempre più in bastonate ma nulla.  Eolo e Nettuno hanno qualcosa di personale con me, penso,  ma io non mollo.

Dopo interminabili minuti mi lascio finalmente la boa alla mia destra e nel mentre con la coda dell’ occhio vedo un nuotatore attaccato alla corda. “tutto ok?” , gli chiedo. “Si , si. Prendo fiato. Grazie”.

La voglia di arrivare cresce bracciata dopo bracciata. Attraversato il passaggio tra gli scogli comincio a vedere in lontananza la spiaggia di Bergeggi. L’arrivo.

Nuoto, nuoto, bevo quasi ad ogni schiaffo dell’ onda, nuoto, resisto alla corrente e al vento, nuoto…nuoto e tutto ad un tratto vedo il fondo a portata di palmo. “E’ fatta”. Mi alzo e barcollo. La sensazione è la stessa che potrebbe provare  lo sparring partner di Tyson.  Sento l’urlo di incitamento dei miei compagni (eh si, loro sono così forti che saranno già puliti ed asciutti). Mi carico tanto da  accennare anche una corsetta per  saltare e toccare la plancia del rilevamento chip.

Piegato su me stesso mi giro,  guardo il mare e la smorfia della fatica si trasforma in un esile sorriso . Ce l’ho fatta. Bella avventura. Bella sfida.

CloroCuffia per un giorno si può sentire uno Swimmer da Open Water. Suona “tosto”, eh?  Non ci devo pensare troppo anche ora che lo sto scrivendo sennò rischio di crederci.

Bravi tutti. Bravo anche quel pazzo che ha nuotato prima i 1800m e poi i 5000m TUTTI A DELFINO.

Brava l’organizzazione che ci ha assistito prima, in acqua e dopo.

Bravo anche tu che sei arrivato a leggere fino in fondo questo mio racconto.  Grazie.

Buone bracciate e alla prossima.

Segui le avventura di @CloroCuffia su twitter.

P.S.

Per l’occasione SaleCuffia.

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