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Che nuoto sarebbe senza il fondo

Che nuoto sarebbe senza il fondo

Siamo vicinissimi all’inizio della stagione definita delle Acque Libere o Open Water, e mai come quest’anno abbiamo avuto un incremento sostanziale di appuntamenti.
Oltre alla FIN, con un numero di eventi all’incirca equivalente alla stagione precedente,  una sostanziale differenza viene stabilita dalle moltissime associazioni, federazioni e gruppi di amici (NAL, Italian Open Water, Be Water, UISP per citarne solo alcuni) che hanno ampliato lo spettro sia del chilometraggio ma anche della tipologia di gara da affrontare.
Credo che tutto questo possa soltanto migliorare il mondo del nuoto e la sua disciplina forse meno seguita, ovvero quella del mezzofondo/fondo e delle granfondo in acque libere!

Il nuoto in acque libere è la forma originale del nuoto.
Le più importanti rivoluzioni tecniche in vasca nell’ultimo secolo hanno esattamente origine dall’osservazione dei  cosiddetti “praticoni” del mare. I nuotatori non professionisti  fuori vasca di tutto il mondo sono divenuti così reali artefici di un’evoluzione tecnica di base finalizzata alla maggiore razionalità di spostamento.
Attraverso l’osservazione e l’analisi, si è scoperto che a pancia sotto si potevano usare due braccia invece che una, che con il rollio il recupero era più facile (sopratutto in caso di mare mosso), e che con la nuotata lunga si ottenevano le economie necessarie a coprire ampie distanze marine.
Il crawl come lo conosciamo oggi, inoltre, fu introdotto negli USA agli inizi del XX secolo quando un allenatore osservò un aborigeno australiano nuotare a pancia sotto: prima di allora tutti nuotavano su un fianco.

Anche il rollio, che caratterizza da pochi decenni la nuotata più evoluta, nasce in mare allo scopo di riuscire a recuperare le braccia senza agganciare le fastidiose ondine del vento termico del pomeriggio; io stesso già ero solito farlo quando gli allenatori ancora insegnavano agli atleti professionisti (che vedevo in TV) che, se non assumevano una posizione piatta e a spalle basse, andavano più piano.

Uno degli aspetti importanti del nuoto in acque libere è la pochissima distanza tra il nuotatore master con quello proveniente dall’agonismo: si parte spesso insieme e si gareggia insieme perché lo sport è di tutti e per tutti. Ed ecco che il nuoto si fa portatore di una nuova cultura del vivere lo sport come un’attività per tutti in un ambiente che rispetti le diversità (di età, di approccio, di tecnica, di andature, ecc.) e che esalti i punti di contatto fra gli appassionati in un contesto sociale nel quale nessuno si senta discriminato o prevaricato.

Link utili

Sito NAL 
Sito Italian Open Water
Sito Be Water 
Sito UISP

About The Author

Luciano Vietri

Maturo la passione per il nuoto fin da bambino, dove arrivo a gareggiare a livello nazionale. Dopo anni di stop torno a gareggiare come Master, coltivo l’amore per l’insegnamento, dapprima come istruttore e dal 2009 come allenatore della squadra Master Giallo-Blu del Nautilus. Organizzo varie manifestazioni per beneficienza e non, sempre legate al nuoto fra cui la Traversata dello Stretto di Messina, la Traversata del Bosforo e il Bagno di Capodanno a Roma. Insomma un tecnico amante ed appassionato dell’acqua in tutte le sue forme ma anche qualcosa di più!

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