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Italiani Master OW, da Scanno… con furore

Italiani Master OW, da Scanno… con furore

Lago di Scanno, Campionati Italiani Masters di Nuoto in Acque Libere: dal 21 al 23 luglio 2017.

Prove in programma, nell’ordine: 8 km, 5 km, miglio “marino” e 3 km.

Le classifiche con i risultati le trovate a fondo articolo, vogliamo raccontarvi questi Campionati da un altro punto di vista… dalle pagine di un “diario virtuale”. Grazie Guidone Nazionale!

Cristiana

Giovedì 20/07/2017 – Il Viaggio

Finisco l’ultimo appuntamento di lavoro in zona Imola e parto direttamente per Scanno nel tardo pomeriggio con il bisogno psico/fisico di uno stacco… si insomma un bel reset

Di solito gli spostamenti per raggiungere i campi gara li uso per godermi il paesaggio che cambia della nostra meravigliosa Italia, ma questa volta arrivo alle 21:50 a Scanno senza accorgermene e giusto in tempo per una foto in pseudo notturna del lago (chi organizza una gara in notte???).

Considerato l’orario, la proprietaria dell’Agriturismo (sopra la Spiaggetta della partenza del 2013) ha avuto pietà e mi ha cucinato delle Fettuccine al ragù di guanciale – sono troppe 150 grammi ??? … Signora facciamo 250 di fettuccine e 250 di ragù – e una bella bistecca a chilometri zero. Placata la fame astrale, decido di visitare il vero campo gara (la Spiaggetta era nel 2013, l’ormeggio dei pedalò e delle barche è stato scelto nel 2014) si perché la mia strategia di prendere la camera fronte partenza è stata cannata brutalmente!

Mentre cammino lungo lago, mi viene in mente che se ho iniziato a fare le gare in open è grazie a due miei cari amici (Valeria e Fabio) che mi “rapirono” nel 2013 e mi portarono in questo paradiso nonostante la mia fobia delle acque libere, praticamente non nuotavo neanche al mare… da buon piscinaro. Mi ricordo che arrivammo più o meno verso le 21:30, neanche il tempo di uscire dalla macchina che erano già in acqua. Non potendo essere da meno mi tuffai e nuotai a occhi praticante chiusi insieme a loro fino al centro del lago… ci fermammo, aprii gli occhi e vidi lo spettacolo di queste montagne che affioravano dall’acqua abbracciando una luna piena formidabile, l’aria pulitissima che mi entrava nei polmoni, il contesto e l’ottima compagnia cancellarono per sempre la mia fobia.

Remember a parte, nel frattempo raggiungo il luogo di partenza del campo gara situato nell’area per i noleggi dei pedalò e della barche di servizio del lago, di fronte all’Hotel del Lago (mia locazione del 2013… si praticamente in 2 volte, non l’ho mai azzeccata!!!).

C’è tutto… zona premiazioni, imbuto di arrivo, parco con prato e alberi ad alto fusto, fontana con acqua bella gelata, parcheggi per le auto (a pagamento), ristorante (a pagamento), lettini (a chi si alzava prima), si insomma un campeggio abbastanza figo.

L’unica cosa… i servizi igienici, non ne vedo e penso che li porteranno il giorno dopo.

Ritorno all’Agriturismo e a mezzanotte e mezza, perdo conoscenza come un fagiano sotto tiro di una doppietta.

Venerdì 21/07/2017 – DAY 1 – Race 8 Km 

Al risveglio, sentendo un bel freschino, il primo pensiero va alla #cazzodimuta, perché se la temperatura va sotto i 20° c’è l’obbligo, però lo stesso pensiero dura meno di un nano secondo, perchè la Signora che mi ha adottato, mi sta portando una colazione imperiale e il problema finisce dove stava finendo tutto quel bendidio.

Alle 07:50 sono al FIN Village e trovo i “Custodi” (Gaia e Michele) che sono già operativi. Prendo possesso (proprio nel senso che praticamente in 3 giorni l’ho posseduto) del lettino e iniziamo a ricevere gli ospiti… cioè, iniziano ad arrivare gli Atleti.

Questo è uno dei momenti che apprezzo più di tutti… rivedersi, rincontrarsi tra una gara l’altra, tra un anno e l’altro oppure conoscersi dal vivo dopo mesi a commentarci nei social. Tra una saluto, una prestazione e uno sguardo a come vengono posizionate le boe, la segreteria per la verifica delle iscrizioni e il saldo delle iscrizioni, apre perfettamente in orario alle 08:30 e le procedure di punzonatura procedono regolari, con comunicazione immediata che le mute non erano obbligatorie (temperatura dell’acqua a 23°).

Ma è proprio durante l’attesa della partenza che tra di noi inizia a serpeggiare l’eco de “I Misteri del Lago di Scanno”… ehhhh si, San Googlee a volte diventa il diavolo in persona e in men che non si dica le leggende diventano realtà. Riassumendo il Lago di Scanno ha poteri elettromagnetici che fanno impazzire le bussole – e molti come me, che manco se gli metti la striscia sul fondo vanno dritti – dovuti a una nave aliena, che qualche migliaia di anni fa, atterrando dolcemente nel suolo scannasse, fece un buco tra le montagne originando il lago. E fin qui, vabbè, noooo, ma figurati, gli alieni avrebbero fatto esperimenti con la fauna locale, generando specie che, Lokness levati, farebbero impallidire il più cazzuto Squalo Megalodonte.

Tutto sto delirio ha fatto passare in secondo piano la paura del freddo, che ha animato le chat e i post da quando Scanno è stata resa nota come sede degli Italiani.

Alle 10:40  il Brief Tecnico con spiegazione del percorso: una M da percorrere 2 volte in senso orario. Boe di virata gialle, di direzione arancioni e la comunicazione delle 2 ondate.

La vera prova, superiore ai carboni ardenti è stata raggiungere a piedi nudi la zona della partenza (100 mt), camminando sulla ghiaia, sassi e sterpaglie!

Fatto il secondo appello, alle 11.00 entriamo in acqua nella prima ondata e impavido di fronte ad alieni e squali geneticamente modificati, parto a fagiano allo start inseguendo i primi. Per 5 km, tutto più o meno ok: la temperatura dell’acqua era per me perfetta, le braccia giravano bene, i 1.050 mt di altezza davano un po’ da fare all’asma senza comunque crearmi particolari problemi, poi succede che, ho un “imprevisto” alle parti basse, provo di sistemare alla benemeglio la situazione, ma niente… nel frattempo i “ragazzi” davanti cambiano passo, ci provo ma il fastidio aumenta. Provo a dare l’ultima sistemata e con lo slancio il braccio mi fa gire un occhialino – #@⊗ – si insomma mi ritrovo cecato e il “problema rimane”.

Decido di fermarmi, perdo il contatto con il gruppo davanti e chi era dietro mi svernicia. Metto “mano” ai gioielli passando con il braccio dalla parte alta del costumone e al terzo tentativo “ripristino” la giusta posizione. Metto a posto gli occhialini e mi rendo conto che posso andare al bar… ma non può finire così. Mi ributto a fagiano per raggiungere chi mi aveva sverniciato, ci metto più di un altro km per andare in pari e fare insieme gli untimi due km prima dell’arrivo, dove vengo asfaltato a un metro dall’arrivo!

Due fagianate in una 8 km non le reggo… come non reggo la fame megagalattica che mi ha assalito. Vedo il mio amico Omar e ci spariamo dei ravioli Burro, Salvia e Parmigiano come se non ci fosse un domani… anche perché lo snack promesso all’arrivo è una tragedia.

Mentre spazzolo a quattro mandibole, vedo che i ritirati aumentano e tra shock anafilattici, ipotermie, spossatezza ecc., i ragazzi del Salvamento e il Medici presenti hanno lavorato preziosamente.

Alle 15:00 le premiazioni e poi liberi da impegni competitivi fino al giorno dopo.

Nel pomeriggio, provo a coricarmi ma l’adrenalina, come l’acido l’attico, la stavo producendo a barattoli, quindi decido verso le 18:00 di farmi una nuotata in solitaria per sciogliermi un pochino: ci ho messo 2 km circa per ritrovare la sensibilità, ma soprattutto non dimenticherò mai la libidine di stare li, in mezzo a lago a godermi quei momenti.

Docciato e soprattutto preoccupato per l’innalzamento del livello di guardia della fame, vado a cena insieme a Giacomo e un gruppo di suoi amici nel centro di Scanno e sono stato comunque leggero degustando solamente una Chitarrina alla Scannese e Arrosto di Vitello (… no non un Vitello intero!!!).

Alle 23:45 a letto in Agriturismo e complice il venticello bello fresco, mi addormento con la finestra aperta.

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Sabato 22/07/2017 – DAY 2 – Race 5 Km Morning – 1 Mile Afternoon 

Alle 05:30 la sveglia me la dà il muggito impressionate di un toro di 14,5 quintali e 2,05 mt di altezza: la finestra aperta ha amplificato il boato e devastato le mie coronarie. Ma si sà… l’alza bandiera la mattina non è solo un problema degli uomini! Fortunatamente ha trovato la Mucca e si è tranquillizzato… sennò chi usciva dalla camera… e mica mi presentavo al FIN Village !!!

Dopo aver replicato la colazione dalla mattina precedente, raggiungo i Custodi del FIN Village e il mio lettino.

Alle 08:30, sempre in perfetto orario, apre la segreteria e nel giro di mezz’ora il “villaggio” si è riempito più del giorno precedente.

Come sempre accade, nell’attesa della partenza si raggiungono i livelli più alti di ilarità. I partecipanti alla 8 km del giorno precedente che si raccontano i loro stati fisici devastanti (modello reduci del Vietnam), i bonari insulti di cuore a chi si presenta bello fresco avendo saltato la 8 km e in un mix di ansia, adrenalina e cazzeggio arrivano le 10:40, ora del Brief Tecnico e relativa spiegazione del percorso – una M un po più allungata, da percorrere 1 volta in senso orario. Boe di virata Gialle, di direzione Arancioni – e la comunicazione delle 3 ondate.

Ripercorrendo i 100 mt di tortura, alle 11:00 parte la prima ondata. Io sono nella seconda.

Parto a semi-fagiano solo fino alla prima boa gialla, perché la testa c’era ma il fisico era ancora a giocare con il Toro… mi affianco a Maurizio e ci spariamo quasi tutta la gara paralleli. Bracciata dopo bracciata, di fianco al tuo avversario è una delle cose che più mi piacciono perché nessuno dei due, sfrutta la scia dell’altro e si va via così, fino a che uno ne ha di più dell’altro. Nel frattempo, stavamo facendo le scie per un bel gruppetto che, presi da delirio da guerra alla baionetta, mi hanno strappato il costume all’altezza del tendine d’Achille. Voglio ricordare che ci stiamo giocando una Birra o un piatto di Tagliatelle al massimo. Comunque, tiriamo come cavalli da tiro ungheresi fino al traguardo e in volata, arriviamo a parti invertite rispetto alla 8 km del giorno prima.

Ma dove stabilisco il Nuovo Record Mondiale è stato il tempo da quando sono arrivato a quando mi sono seduto a tavola a mangiarmi doppia porzione di Spaghetti alla Chitarra, olio d’oliva locale e due formaggiere di parmigiano, un cesto di Pane locale e un braccio del povero cameriere, ignaro del rischio che lo aspettava quando ha tentato di portarmi via il piatto prima della scarpetta…

Altro record ma questa volta solo Italiano, il tempo che ci ho messo dal tavolo al lettino, spalmato in condizione di incoscienza… sono un professionista.

Verso le 15:00 qualcuno che ha avuto pietà di me, mi sveglia e solo dopo 10 min, inizio a comprendere chi sono , dove sono e cosa sto facendo. Ecco, proprio al cosa sto facendo, mi parte di nuovo l’adrenalina ad anfore, pensando al Miglio

Se nell’attesa della partenza della mattina si è cazzeggiato amabilmente, a quella del pomeriggio, sembrava il raduno dei morti viventi, a parte i belli freschi che, in tutti i casi, non abbiamo risparmiato dal bonario insulto..

Alle 15:40, ora del Brief Tecnico e relativa spiegazione del percorso – un cuneo un pò più allungato all’arrivo da percorrere 1 volta in senso orario. Boe di virata Gialle, di direzione Arancioni – e la comunicazione delle 3 ondate.

Devo dire che percorrere due volte in un giorno i 100 mt di tortura per arrivare alla partenza, è un accanimento terapeutico… alle 16:20 parte la prima ondata. Io sono ancora nella seconda.

A sto giro dico al Fagiano di aggrapparsi alla mia schiena e parto come se la gara finisse alla prima boa gialla. Sorprendentemente non esplodo e continuo con quel passo, il venticello dà il cambio a suo padre e iniziamo a ballare, con la libidine del controvento dal giro boa fino all’arrivo. Gara che non mi sarei mai aspettato di fare con una 8 + 5 km sulle spalle.

Passaggio radente a cambiarci e poi tutti al Pan Dell’Orso in centro a Scanno per le premiazioni e un aperitivo musicale… apericena non lo posso sentire… o aperitivo o cena… o moto o ciclista!!! [cit.] 

Alle 18:30 partono le premiazioni e con un bel passo arriviamo alla fine. Devo dire che a metà, c’è stato l’assalto delle cavallette (non so chi ha iniziato… ma immaginate chi lo ha finito!) ribadisco che non è mancanza di rispetto ma è come pretendere che un rotwailler a digiuno da due giorni, con un osso davanti, riesca a non toccarlo.

La prossima volta, se posso permettermi, consiglio di fare tutto sul campo gara, prendere un bel catering e servire dopo le premiazioni.

Nonostante il fermino, la voragine stomacale era al pari del buco fatto dall’astronave degli alieni in fase di atterraggio e insieme a quel meraviglioso e affiatato gruppo del Rapallo Nuoto, andiamo a Cena ad Anversa d’Abruzzo… per decenza e rispetto nei confronti della fame nel mondo, non scrivo cosa ci siamo degustati e soprattutto che per quanto abbiamo speso, ogni sera per fare cena.

Alle 00:00 sono al letto, però chiudo la finestra.

Domenica 23/07/2017 – DAY 3 – Race 3 Km 

Alle 06:30 mi sveglio da solo e preparo la valigia con un po’ di tristezza… che passa subito quando la mia Zia pro-tempore mi fa trovare la colazione imperiale pronta.

Molto lentamente in macchia raggiungo il FIN Village, do il 5 ai Custodi e il buogiorno al mio lettino.

Alle 08:30, ancora in perfetto orario, apre la segreteria e nel giro di mezz’ora il “villaggio” è una fotocopia del del giorno precedente pero con più pubblico.

L’attesa della partenza è un rincuorarci a vicenda al motto “dai che sono gli ultimi 3 km”. Ma in effetti, siamo forse tutti un po’ più preoccupati nel cercare di arrivare veramente in fondo.

Alle 10:40, c’è il Brief Tecnico e relativa spiegazione del percorso – una parallelepipedo  da percorrere 1 volta in senso orario. Boe di virata Gialle, di direzione Arancioni – e la comunicazione delle 3 ondate.

‘Sti 100 mt di tortura, proprio non mi sono andati giù, comunque alle 11:00 parte la prima ondata. Io sono nella seconda.

Il fagiano l’ho mangiato la sera precedente a cena, quindi la partenza è stata normale. Io e Maurizio capiamo subito subito che questa è la gara della sopravvivenza: facciamo tutta la gara paralleli, facendo fatica a tenere la rotta, a volte anche scontrandoci involontariamente (due ubriachi al volante con un casco in testa messo a rovescio). Da dietro ci fanno capire che stiamo rallentando troppo e ci affiancano a 800 mt dall’arrivo… volata finale a 4… con la forza della disperazione e l’entusiasmo di avere la fortuna di essere lì a giocartela dopo tutti sti chilometri!

Ecco… la stanchezza gioca brutti scherzi e nonostante il tentativo, non riesco a battere il mio precedente record mondiale sul tempo da quando sono arrivato a quando mi sono seduto a tavola. Però a sto giro la doppia porzione è di Chitarrina al Ragù Scannese con Polpettine Abruzzesi!!!

Mi riporto lentamente sul mio lettino e gli faccio capire che ormai, le nostre strade si stanno per separare… iniziano anche il giro dei saluti e dei reciproci complimenti.

Le premiazioni partono alle 14:10 e procedono spedite. Ultime foto, ultimi abbracci e poi via di corsa a Casa.

Il vero unico vincitore assoluto di questi Campionati Italiani Master open water è stato…. L’entusiasmo!!!

Guido Cocci

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