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Le 5 domande che i nuotatori di fondo sono stufi di sentire

Le 5 domande che i nuotatori di fondo sono stufi di sentire

“La vita del fondista è molto dura e faticosa”

 

Ho sentito centinaia di volte pronunciare questa frase e sicuramente, leggendola, avrete iniziato a pensare alle ore di nuoto spese in piscina, alle migliaia di vasche macinate un giorno dopo l’altro, alle fatiche fisiche e mentali di una vita trascorsa in acqua, e tutto ciò è innegabile.

A cosa pensi mentre nuoti?

Questa è una delle domande più frequenti e ricorrenti. Ma voi sapreste davvero dare una risposta al quesito? Ricordate davvero i pensieri che, magari, avete lasciato volutamente in vasca a fine allenamento? Prima di porre questa domanda pensateci bene perchè, probabilmente, il fondista mentirà spudoratamente non volendo o non potendo ricordare le migliaia di pensieri fatti in chilometri di nuoto percorsi.

 

Ma non ti stufi a nuotare tutti quei chilometri?

Per quanto si possa amare il nuoto, farlo per decine di chilometri ogni giorno diventa logorante, stancante. Ricordarlo a chi deve farlo per piacere o per lavoro potrebbe risultare una vera tortura!

 

Ma non ti stanchi a fare il criceto? Come il criceto macina chilometri nella suo ruota, il fondista fa altrettanto in acqua. Additando un fondista come “criceto” potrete dire facilmente addio alla sua amicizia: pensateci bene prima di proferire quella parola!

 

Non hai paura dei pesci/meduse?

Credete davvero che a qualcuno piaccia essere punto da una medusa o inseguito da uno squalo famelico? E soprattutto, perché ad un fondista dovrebbe piacere a differenza del resto della popolazione? Evitate quindi questa domanda!

 

Cos’è quel segno?

Ogni nuotatore di fondo che si rispetti porta sulla pelle i segni del proprio sport. A cosa mi sto riferendo? Semplice! Al segno degli occhialini (nella maggior parte degli svedesi) ad incorniciare lo sguardo, al segno dell’abbronzatura da panda per quelli che si allenano in vasca scoperta ed ancora al segno dei numeri segnati sulla pelle prima di una gara open water. Sentirsi chiedere “cos’è quel segno” è un vero e proprio must per i nuotatori di fondo ma anche una delle frasi che inserirebbero volentieri in blacklist!

(ph: www.nalasd.com)

About The Author

Valeria Molfino

Appassionata di nuoto e running ma soprattutto innamorata della scrittura. Blogger da sempre, ama osservare e descrivere persone e relazioni cogliendone le sottili connessioni e le sfumature più nascoste.

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