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Budapest… turista cronista – Cronache mondane dal mondiale #8

Budapest… turista cronista – Cronache mondane dal mondiale #8

Oggi in crisi esistenziale di ispirazione il turista cronista vi parla di cibo.

L’Ungheria è ufficiale ama molto le girelle.

La girella salata, la girella col cioccolato, la girella coi wurstel. Katinka Hosszú in una intervista rilasciata al canale Hungaria TV ha confessato che più che dai bicipiti suo marito l’ha conquistata con la girella alla marmellata di lamponi.

(Foto: budapestguidata.hu)

Anche mia moglie mi tiene buono con la girella, ne compra tre alla sera e me le rifila durante il giorno.

 

I wurstel sono l’altro grande must dei negozi. C’è un’intera parete di wurstel. L’altra sera era tardissimo (come tutte le sere) e allora ne ho comprata una confezione dal sapore indefinito. Il wurstel ti salva la vita. Nessuno odia i wurstel. Dire preferisco i wurstel o la minestra è come dire preferisco la Efimova o la Meylutite. Ci sono di tutte le forme e dimensioni: ce n’è uno di circa 50 cm, non so come si possa mangiare un wurstel simile.

(Foto: travelsaddicted.com)

Come sappiamo però nell’impero austrungarico tutto deve essere di dimensioni imponenti.

Il goulash. Che poi è uno spezzatino. L’ho mangiato un po’ ovunque.

L’ungherese che non ama il goulash è come il milanese che non ama il risotto e l’ossobuco. Il napoletano che non ama la pizza. Il veneto che non ama il prosecco. Il piemontese che non ama la bagnacauda.

In Ungheria non amare il goulash è punito con un’ammenda di 8000 fiorini o due giorni di lavoro socialmente utile: cucinare goulash per i poveri.

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La birra. Ce ne sono molte marche.

Sono felice di non capire cosa ci sia scritto ma mi sembra molto buona. Il prezzo autorizzerebbe a prenderne dieci al giorno, ma bisogna contenersi. Chiunque lo vedete in giro con la birra.

Non bere birra in Ungheria è un disturbo della personalità. Un po’ come da noi a militare quando rispondi non amo i fiori ma vorrei fare il fiorista.

I pretzel bretzel o pretzl o come diavolo lo volete chiamare. Il pane dell’est. da mangiare da solo o con quello che vi pare. Tipicamete germanico, lo trovate anche qui, nel paese degli Unni (ebbene sì gli ungheresi sono i successori di Attila, che da loro è come dire da noi Marco o Giovanni).

E infine… la zuppa.

Di broccoli, di verza, di riso, di verdure miste, di solito miscelata con dell’ottima panna acida che gli da quel saporino dolce acidulo che tanto amano i paesi orientali, secondo solo alla salsina bianca dal sapore terrificante che usano per condire le insalate.

La zuppa deve essere calda, ma si usa anche fredda. Io l’ho provata fredda… è come leggere It di Stephen King da soli a casa con la colonna sonora dell’Esorcista nelle cuffie.

Calda invece fa la sua onesta figura. L’ungherese ama le zuppe, compra apposta delle zuppiere in cui servire le zuppe e le colleziona. La nonnina che ci ospita ha una zuppiera che credo appartenga alla principessa Sissi o a sua mamma. Molto bella.

La carne. Tutti gli ungheresi devono mangiare la carne. L’ungherese ama la carne. Il vegano non ama la carne. Se sei vegano non sei ungherese. Meglio un rifugiato in casa che un vegano alla porta, dice un detto ungherese.

Per oggi è tutto.

Buon appetito

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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