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Universiadi, Taipei, day 1: l’Italia è d’argento con la 4×100 stile uomini!

Universiadi, Taipei, day 1: l’Italia è d’argento con la 4×100 stile uomini!

Giorno uno subito ricco di protagonisti, con tanti giovani ma anche parecchie stelle già discretamente affermate. Una di queste è senza dubbio l’ucraino Mykhailo Romanchuk, che dopo l’argento mondiale e il testa a testa con Paltrinieri va a prendersi gloria in solitaria con la cavalcata vincente dei 400 stile, vinti in 3’45’’96, nuovo record delle Universiadi.

Per i colori azzurri restano fuori dalla finale sia Filippo Megli undicesimo che Fabio Lombini tredicesimo, ma una stretta al cuore mi arriva quando leggo il nome di Andrea Mitchell D’Arrigo chiudere in ultima posizione la finale (nuotando quasi dieci secondi in più della qualifica dove aveva chiuso quarto in 3’49’’84!), non tanto per la prestazione ma per la bandierina USA a fianco del suo nome!

Faccio un salto in avanti per andare a vedere invece quanto di bello c’è stato per l’Italia. I sogni di medaglia di questa prima giornata erano affidati ai velocisti della 4x100 stile maschile e i ragazzoni della next generation non hanno steccato. Solo gli Stati Uniti sono più forti di Lorenzo Zazzeri, Ivano Vendrame, Alex Di Giorgio e Alessandro Miressi che strappano l’argento in 3’15’’24.

Tornando indietro troviamo la buona finale conquistata da Elena Di Liddo nei 50 farfalla. La pugliese, vista in ottima forma all’Energy for Swim, trova un piazzamento tra le migliori otto con 26’’74, mentre l’altra azzurra in semi, Aglaia Pezzato, rinuncia a scendere in acqua in vista della finale della 4x100 stile.

Altra semi è quella dei 100 dorso uomini, priva di azzurri in acqua, tutti eliminati in mattinata con Matteo Milli 17° e Matteo Restivo 22° entrambi appena sotto al 56’’. Il primo tempo d’accesso lo ottiene l’americano Justin Ress con 53’’34 mentre tra i big spicca la qualifica di Kosuke Hagino, quinto al momento con 54’’57.

Tocca alla finale dei 400 misti donne, dove Carlotta Toni lotta ma chiude in ottava posizione con 4’47’’35 dopo il buon 4’43’’91 della mattina. Stravince la giapponese Yui Ohashi con il nuovo record Universitario di 4’34’’40.

Si torna alle semifinali con i ragazzi dei 100 rana. Un campione olimpico al via, è il kazako Dmitriy Balandin che si prende il primo posto parziale in 1’00’’27 di due decimi più veloce dell’australiano Wilson. Poca Italia, con Andrea Toniato ultimo e fuori in 1’01’’92, mentre Federico Poggio è rimasto il primo degli esclusi dopo le batterie con 1’01’’83.

La vasca lunga del 2017: graduatorie e bilanci

La stagione 2017 in vasca da 50 metri può dirsi conclusa: è tempo di stilare bilanci e di guardare le graduatorie!

Record Mondiali

Così come nel 2016, anche nel 2017 sono stati migliorati due record del mondo maschili in vasca da 50: a gennaio fu Ippei Watanabe a risvegliare il mondo del nuoto abbassando il primato dei 200 rana (2’06”67) dopo 5 anni dall’expoit di Akihiro Yamaguchi nel 2012, mentre a Budapest ci ha pensato il solito Adam Peaty a limare il già suo record dei 50 rana, prima in batteria (26”10) e poi in semifinale (25”95).

Tra le donne, invece, sono ben sei i record del mondo abbassati in vasca lunga durante il 2017, contro i quattro del 2016. Sarah Sjöström è stata grande protagonista dell’annata ed ha aggiunto alle medaglie anche due record pesanti in una specialità, quella dello stile libero, nella quale non ne aveva ancora messi a segno (50 in 23”67 e 100 in 51”71). Due record migliorati anche per la nuova dominatrice della rana mondiale, l’americana Lilly King, che ha suggellato i due ori mondiali di Budapest con altrettanti primati (29”40 e 1’04”13). Un record del mondo in finale mondiale anche per la canadese Kylie Masse, regina dei 100 dorso (58”10) ed infine un primato migliorato anche nella 4x100 mista femmine, con gli USA protagonisti dell’oro a Budapest in 3’51”55 (Baker, King, Worrel, Manuel).

Record Nazionali

In campo italiano la situazione è praticamente invertita, con ben sei primati nazionali migliorati dagli uomini contro uno donne.

Martina Carraro è stata l’unica ad abbassare un limite, quello dei 50 rana, nelle batterie dei mondiali di Budapest, portando il record a 30″33. Tra gli uomini, grande impresa per Gabriele Detti che ad aprile è finalmente riuscito a migliorare il record dei 400 stile che apparteneva a Rosolino dal lontano 2000, portandolo a 3’43”36. Lo stesso livornese ha poi messo a segno anche il record negli 800, in occasione dell’oro mondiale di Budapest, facendo in quest’occasione registrare anche il record europeo.

Nella rana l’annata è stata caratterizzata dalla sfida tra Fabio Scozzoli e Nicolò Martinenghi: il primo si è ripreso il record dei 50 (26”91) mentre il secondo si è pesantemente avvicinato ad abbattere il muro dei 59 nei 100, fermandosi a 59”01. Gli Assoluti di Riccione sono stati anche teatro del miglioramento dei record dei 200 dorso – Matteo Restivo, 1’56”55 – e dei 200 farfalla – Giacomo Carini, 1’55”40 – mentre Piero Codia ha portato il limite dei 100 farfalla a 51”09 nelle batterie di Budapest.

Migliori prestaioni Mondiali e Nazionali

Passiamo alla nostra prima analisi: in una tabella riassumiamo le migliori prestazioni mondiali e le migliori prestazioni italiane del 2017 in vasca lunga. Sotto la colonna P troviamo il piazzamento del miglior italiano nella graduatoria mondiale, mentre sotto la colonna D troviamo il miglior tempo italiano raffrontato (su base 100) a quello mondiale.

Partiamo dagli uomini.

Come nel 2016, abbiamo due primi posti nella graduatoria mondiale, ma a differenza dell’anno scorso sono di due atleti diversi: Gregorio Paltrinieri si conferma al top dei 1500 per il quarto anno consecutivo mentre Gabriele Detti torna al top negli 800, dove era già stato nel 2014, sostituendo proprio il compagno di allenamenti che era in vetta nel 2016.

La “peggior” miglior prestazione è invece quella dei 50 dorso, dove Matteo Milli si piazza 39° in graduatoria mondiale.

Passiamo alle donne.

Come già accaduto l’anno scorso (e da molti anni in realtà), Federica Pellegrini è la donna azzurra piazzata meglio nelle graduatorie mondiali: quest’anno il suo clamoroso quarto oro mondiale nei 200 stile le vale la seconda posizione nel ranking.

La posizione più bassa è invece nei 100 dorso (49° posto di Margherita Panziera, specialista dei 200), mentre il differenziale più elevato lo paghiamo nei 50 farfalla.

Da notare la conferma nella top five di Simona Quadarella, quarta sia nei 1500 che negli 800.

Diamo adesso un’occhiata alla progressione delle migliori prestazioni mondiali ed italiane nel quadriennio 2014-2017, partendo dai maschi.

In campo internazionale, 8 su 17 delle migliori prestazioni maschili del quadriennio sono state ottenute nel 2017, 10 su 17 in campo italiano: quello che si sta concludendo è stato un anno molto prolifico, nonostante fosse la stagione post olimpica che, solitamente, vede un lieve livellamento delle prestazioni.

Tra le donne il quadro rispetto al 2017 è lievemente ridimensionato: 7 migliori prestazioni mondiali dell’ultimo quadriennio sono di quest’anno, solo 4 in ambito italiano.

I migliori tempi del quadriennio restano suddivisi quasi equamente anche sugli altri anni, soprattutto nel caso italiano.

I TOP performer

Un ultimo sguardo lo diamo alla classifica dei nuotatori che hanno il maggior numero di vette nel ranking mondiale ed italiano nell’ultimo quadriennio: per stilare la classifica abbiamo tenuto conto delle graduatorie al termine degli anni dal 2014 al 2017, un nome per ogni gara.

Guardando le graduatorie italiane, nessuna sorpresa tra le donne: con 9 migliori prestazioni è di nuovo Federica Pellegrini a distaccare tutte le colleghe. Seguono a quota 6 Silvia Di Pietro e Stefania Pirozzi.

Tra i maschi, Federico Turrini fa la parte del leone, grazie al suo dominio nei misti: 8 migliori prestazioni nell’ultimo quadriennio, 200 e 400 misti di ogni annata. Dietro di solo un punto troviamo Gabriele Detti e Piero Codia, mentre Paltrinieri, secondo in questa graduatoria a livello mondiale, in Italia è “solo” quarto.

(Foto copertina:  Fabio Cetti | Corsia4)

Le statistiche 2016 - clic per aprire
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Training Lab, paradigmi di allenamento del nuoto: un esempio pratico

Nelle ultime discussioni e riflessioni sempre in tema di allenamento del nuoto moderno ci siamo quasi sempre soffermati sugli stessi punti focali:

  • Un allenamento volto a migliorare la tecnica sempre correlata alla prestazione, quindi un programma di lavoro con l’obiettivo di migliorare l’ampiezza di bracciata.
  • Un allenamento che non trascura in nessun modo la fisiologia, ma non la rende fine a se stessa, al contrario la considera al servizio della prestazione. Tradotto in termini pratici l’obiettivo è mettere il fisico nella condizione di fornire l’energia che è effettivamente richiesta nella prestazione e nei tempi giusti (di cui il concetto di potenza metabolica), il tutto riferito in maniera specifica alla disciplina interessata, intesa come stile e distanza di gara
  • Non esiste l’allenamento dei velocisti o dei mezzofondisti, ma l’allenamento della specificità.

Sintetizzando i punti precedenti, come avevo illustrato in uno degli articoli precedenti – Training Lab, nuove forntiere oltre Budapest e Riflessioni di fisiologia natatoria – si era arrivati alle conclusioni seguenti:

  • Un allenamento che tenga conto dei fattori intrinseci dello sport in oggetto; sia fisiologici che biomeccanici dal momento che vi è una correlazione, e solo così contengono l’informazione corretta sul vero costo energetico e quindi sui reali requisiti per progettare al meglio la macchina atleta nuotatore.
  • Per adeguarsi a quanto appena riportato al punto precedente ci si trova di fronte a una realtà che impone senza troppe discussioni la strada dell’evidence-based coaching, quindi sulla reale conoscenza delle evidenze scientifiche del caso, da cui possa scaturire un programma di lavoro basato su tali evidenze.

Solo in questo caso possiamo parlare di veri paradigmi di allenamento. Il paradigma non è una parola scelta a caso, per come è stata definita in tempi remoti dalla filosofia della scienza.

Nel testo La struttura delle rivoluzioni scientifiche il filosofo Thomas Kuhn ha definito paradigma scientifico come:

un risultato scientifico universalmente riconosciuto che, per un determinato periodo di tempo, fornisce un modello e soluzioni per una data comunità di scienziati

ovvero il paradigma costituisce e delimita il campo, logica e prassi della ricerca stessa. In altre parole i paradigmi servono a indirizzare il più possibile sulla strada giusta, aumentano la probabilità di successo.

Ecco quindi che ho deciso di fornire un esempio di ricerca scientifica sul nuoto che definisce proprio dei paradigmi condotta dal grande studioso americano David Pendergast, professore all’Università di Buffalo, che abbiamo avuto l’onore di ascoltare all’ultimo Convegno Nazionale degli allenatori di nuoto tenutosi a Torino il mese scorso.

La ricerca che ha presentato a noi italiani (siamo nel 2017) fu condotta in realtà nell’anno 2000, quando venne pubblicata sulla rivista americana Journal of Swimming Research. Il titolo dell’articolo è emblematico, e può fare a meno di una traduzione in italiano: “Training using the stroke frequency-velocity relationship to combine biomechanical and metabolic paradigms”.

Questo studio dell’americano è partito da un’analisi intrinseca caratterizzante la prestazione sportiva in oggetto; il punto chiave di questa ricerca è di essersi basati su osservazioni oggettive e riscontrate in vasca, non su preconcetti mutuati da altri sport, che si sono rivelati in passato solo fonte di miscredenze scientifiche. Questo studio è stato condotto su dei nuotatori maschi universitari, i quali sono stati monitorati nel loro allenamento per quattro anni. Questi atleti in esame provenivano da un precedente programma di lavoro basato prettamente su overdistance-training, quindi un allenamento sempre a basse intensità, con un volume di lavoro compreso tra 60000 e 80000 yard alla settimana (circa fra i 55 e 73 km).

Lo scopo di questo studio è stato quello di determinare l’effetto di un nuovo regime di allenamento utilizzando velocità più alte e distanze di allenamento più corte, sulla relazione frequenza di bracciata/velocità, sul costo energetico della nuotata, sulla potenza e sulla capacità metabolica.

Il punto di partenza è stato quello di determinare le relazioni frequenza di bracciata/velocità per ogni nuotatore. I soggetti hanno svolto delle serie nuotate partendo con la spinta dal muro a velocità e frequenza costanti. Il nuotatore partiva alla frequenza minima e doveva ricercare la massima ampiezza. Poi la frequenza veniva aumentata e il nuotatore doveva mantenere la massima ampiezza fino a raggiungere la massima velocità possibile. Da allora in poi, il soggetto doveva aumentare esclusivamente la frequenza e non concentrarsi più sull’ampiezza. Tutto questo fino ad arrivare al punto di non riuscire a incrementare più la velocità con la frequenza, definendo così la velocità massima possibile del soggetto. La massima velocità per ciascuna frequenza è stata utilizzata nel tracciamento di una curva utilizzata per l’allenamento.

Sono stati poi raccolti i dati relativi al costo energetico per le velocità aerobiche, dopodiché per stimare il costo energetico alle alte velocità ci si è basati sulla considerazione seguente: la potenza anaerobica richiesta è definita come la differenza tra il totale di quella richiesta e quella proveniente dai processi metabolici ossidativi. A partire dai prelievi del lattato (considerando il valore di picco) tali valori sono stati convertiti in consumo di ossigeno equivalente sulla base dei dati di altre ricerche. È stato così ricavato il costo energetico complessivo in funzione della velocità.

Il programma di allenamento ad alta velocità utilizzato in questo studio è quindi basato sui dati biomeccanici e metabolici raccolti durante inizio e metà stagione per ciascun singolo nuotatore. Il programma di allenamento è durato 26 settimane. L’allenamento ad alta velocità è stato basato sulla relazione velocità/frequenza di bracciata, che è stata determinata ogni inizio e metà stagione per ognuno dei 4 anni. Il principio generale di questa allenamento ad alta velocità è stato quello di shiftare progressivamente per ogni atleta questa curva frequenza/velocità a una nuova curva teorica e da lì insegnare all’atleta la nuova ampiezza di bracciata necessaria per acquisire la nuova velocità obiettivo.

Questa ricerca è andata di pari passo con una vera e propria periodizzazione suddivisa nelle seguenti fasi.

Fase #1 – fase biomeccanica: allenamento a velocità moderate in modo da far concentrare il nuotatore sulla ricerca dei nuovi pattern biomeccanici di nuotata (senza eccessivi stress metabolici).

Dal momento che il nuotatore riusciva a raggiungere la velocità desiderata alla frequenza desiderata per almeno due sedute di allenamento successive, ecco che la velocità e la frequenza venivano incrementate e il nuotatore doveva mantenere l’ampiezza costante. Questa prima fase di allenamento durava approssimativamente 2-3 settimane. Le velocità medie di questa fase sono partite con 1,32 m/s per arrivare fino a 1,56 m/s. A questo punto i nuotatori si sono spostati verso la seconda fase e per ciascuno è stata aggiornata la nuova curva di velocità in base alla nuova massima ampiezza di bracciata acquisita.

Fase #2 – fase metabolica aerobica: è partita solo nel momento in cui il nuotatore era in grado di nuotare fino alla sua massima andatura aerobica.

Questa seconda fase dell’allenamento è stata disegnata con l’obiettivo di incrementare la massima potenza aerobica e la rimozione dell’acido lattico. Questo allenamento ha coinvolto il nuotatore alle velocità che lo stesso era in grado di sostenere per 10 minuti (intensità tra il 115% e il 129% del VO2max). Durante i 10 minuti successivi il nuotatore nuotava di continuo al 60% del VO2max in modo da ottimizzare la rimozione del lattato. Questo blocco era ripetuto tre volte nell’arco di un’ora di allenamento. Durante un periodo che è durato dalle 6 alle 7 settimane, con l’aumento della potenza metabolica dei soggetti la loro velocità di nuotata da 1,61 a 1,81 m/s.

Fase #3 – fase metabolica anaerobica: è stata progettata per incrementare la frequenza di bracciata alla velocità massimale, mantenendo o migliorando il VO2max, e aggiungendo l’allenamento deputato al miglioramento dei sistemi metabolici di tipo anaerobico.

Nel corso di questa fase durata 15-16 settimane, i nuotatori hanno nuotato progressivamente a frequenze e velocità sempre maggiori. Ogni volta che il nuotatore riusciva a svolgere due sessioni consecutive alla frequenza prescritta, ecco che questa veniva aumentata. All’inizio di questa fase veniva svolta una serie di 16×25 yard con 15 secondi di riposo tra le ripetizioni, riposando 1 minuto e mezzo al termine e proseguendo con questo set di allenamento per un’ora. Una volta raggiunto l’obiettivo della frequenza di bracciata su un’ora di lavoro, si è passati a serie di 16×50 yard con 30 secondi di riposo tra le ripetizioni. Non appena il nuotatore progrediva ecco che il riposo veniva progressivamente ridotto a 20 secondi.

Nonostante le distanze nuotate erano corte era altrettanto breve il riposo. Così, sia il sistema aerobico che anaerobico erano entrambi impiegati su un’ora di lavoro. Se il nuotatore non era in grado di mantenere la frequenza di bracciata prestabilita ecco che questa veniva diminuita per tornare al livello precedente in modo da permettergli di recuperare. I nuotatori hanno progressivamente aumentato la frequenza di bracciata e la velocità di nuoto. Questa era esattamente la frequenza da tenere in gara.

Fase #4 – L’ultima fase del programma è stata di 21 giorni prima dell’evento competitivo. Questa fase era basata su sedute con mezz’ora di lavoro con ripetizioni da 25 yard con 10 secondi di riposo a frequenza e velocità progressivamente crescenti. Nessun tapering (intenso in modo convenzionale) è stato effettuato in questa programmazione, gli atleti si sono allenati in questo modo fino a tre giorni prima del meeting obiettivo.

In tutte le quattro fasi l’allenamento è stato condotto a blocchi di due giorni con questo allenamento ad alta velocità seguiti da due giorni di recupero. I due giorni di alta velocità hanno appunto seguito gli schemi che abbiamo appena riportato. I due giorni di recupero al massimo includevano degli scatti brevi (meno di 15 secondi) nuotati con 2-3 minuti di riposo, con questa logica venivano utilizzati solo i substrati energetici di pronto impiego (fosfati) senza intaccare le riserve di glicogeno. Inoltre i giorni di recupero erano utilizzati per enfatizzare la tecnica di nuotata così come le partenze e le virate. Quindi i due giorni ad alta velocità massimizzavano lo stress mentre i due giorni successivi permettevano il completo recupero. In tal modo era permesso al nuotatore di effettuare degli allenamenti di elevata qualità i giorni di allenamento ad alta velocità. Se in questi ultimi si aveva una significativa riduzione del glicogeno nei muscoli, le due giornate successive si aveva il completo recupero dei livelli iniziali di glicogeno.

Conclusione

L’unico aspetto caratterizzante questo programma svolto è stato l’utilizzo della curva velocità/frequenza. Le fasi sono state tre: aumento dell’ampiezza di bracciata, allenamento a velocità più alte riuscendo a mantenere l’ampiezza di bracciata e infine raggiungimento della frequenza di bracciata più alta possibile per ogni velocità.

Si sente sempre più spesso parlare di un allenamento di nuoto ottimale intenso come miglioramento sia della biomeccanica così come delle debolezze a livello metabolico. È stato in precedenza riportato che i nuotatori di élite hanno una curva frequenza/velocità spostata verso la destra, una maggiore ampiezza di bracciata, maggiori frequenze di bracciata alle diverse velocità comparate con i nuotatori di minor livello. Una relazione frequenza/velocità spostata a destra, è stato dimostrato essere correlato con un costo energetico della nuotata ridotto.

L’alto livello di performance è legato ad una maggiore frequenza di bracciata, una maggiore ampiezza di bracciata e alla capacità di sostenerle fino in fono durante la gara. Per i nuotatori di élite di una specifica disciplina le curve frequenza/velocità sono simili, almeno nella forma. In tal modo, migliorare la propria performance implica spostare tale curva in alto e a destra. I dati ricavati da questo studio dimostrano che è possibile effettuare questo spostamento anche del 10% all’anno (40% in 4 anni) e tali miglioramenti sono stati osservati in altri nuotatori in diverse distanze e stili.

Un simile miglioramento della curva non è stato invece rilevato per nuotatori praticanti over-distance training. È stato rilevato che in tali programmi (over-distance) non ci sono significativi miglioramenti di performance, VO2max, capacità anaerobica e dei vari enzimi ossidativi. Questo è deducibile per il fatto che l’allenamento a intensità troppo basse non provvede uno stimolo sufficiente, o piuttosto uno stimolo adeguato al miglioramento del VO2max come invece forniscono le intensità più elevate di questo programma di allenamento oggetto di studio.

La performance natatoria è legata al picco di lattato (ematico). Nel presente studio c’è stato un significativo aumento di questo parametro. Nel programma di allenamento ad alta velocità partendo con riposi di 30” e diminuendo fino a 10” si è dimostrato efficiente per massimizzare la velocità di nuotata e il consumo di ossigeno, mentre si è ritardato dell’acidosi muscolare. Inoltre, è stato maggiore l’aumento della potenza anerobica, che delle capacità anaerobica, il che suggerisce un miglioramento della capacità di ”buffering” del lattato dai tessuti muscolari.

Infine, nel presente studio il miglioramento delle performance finali è stato supportato da dati oggettivi. Questi allenamenti esercitano cambiamenti nella capacità del corpo di trasportare sangue e ossigeno verso i muscoli impiegati e consentono di aumentare la quantità di lavoro svolto. Gli adattamenti periferici includono sia l’aumento della capacità ossidative dei muscoli che della capacità anaerobica. Perifericamente c’è un aumento della capacità ossidativa che produce una migliore estrazione dell’ossigeno dal sangue consegnato, nonché un aumento del flusso sanguigno.

Il nuoto ha dimostrato un elevato grado di specificità all’allenamento, questo programma di allenamento è stato progettato per condizionare l’atleta alle specifiche intensità che la competizione richiederebbe piuttosto che semplicemente specifico per il nuoto. L’aspetto univoco dell’allenamento ad alta intensità è l’utilizzo di distanze di allenamento e di velocità più elevate rispetto a quelle degli allenamenti che sono tipicamente associati ai programmi standard basati sul volume, nei quali si è osservato oggettivamente una diminuzione significativa del glicogeno muscolare e un affaticamento cronico.

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Swimming World Cup 2017: a Tokyo tris di WRJ per la Ikee, Li cancella Wang

Si torna subito in vasca a Tokyo allo Tatsumi Interantional Swimming Center, per la penultima prova di Swimming World Cup 2017.

Con Chad Le Clos e Sarah Sjöström ormai a un passo dai rispettivi successi al maschile e al femminile, il settimo appuntamento della Coppa del Mondo regala, come accaduto anche a Pechino, tempi e primati da stropicciarsi gli occhi.

Giapponesi che ci tengono giustamente a fare bella figura, e per dare la carica a tutta la squadra l’apertura è lasciata ai 100 rana uomini, con Yasuhiro Koseki che conferma la buona forma vincendo in 56″49 davanti a Kirill Prigoda ormai out dalla corsa alla Coppa del Mondo.

Chi qualche minima speranza ancora l’aveva è Vladimir Morozov, re uscente e ormai prossimo alla caduta: il russo fa comunque il suo vincendo per la quarta volta i 100 stile in 45″65, proprio davanti a Chad Le Clos, argento in 46″09. Batteria di livello con in vasca anche Nakamura, McEvoy e Park.

Se i 200 dorso vedono ancora un sornione Xu, i 50 farfalla ci riportano all’attualità con Le Clos nuovamente oro in 22″49 (imbattuto in stagione) con Morozov quinto e ormai rassegnato.

Dal corto al lungo con i 1500, dove Romanchuk vince il duello con Park dopo una gara tirata, vinta dall’ucraino in 14’28″26, quattro secondi abbondanti meglio del coreano per poi passare ai 200 misti vinti in scioltezza da Seto.

La seconda giornata vede calare il sipario sulla lotta al titolo: Le Clos infila l’ennesima vittoria nei 200 farfalla con 1’50″71 per poi arrendersi nei 200 stile a uno straripante McEvoy, primo in 1’43″37.

Xu scende sotto i 50″ nei 100 dorso mentre a chiudere i conti facendo felici i tifosi nipponici ci pensa nuovamente Daiya Seto, che nei 400 misti scende sotto il crono nuotato pochi giorni prima in Cina toccando in 3’57″66, nuovo record di World Cup.

Fioccano primati in campo femminile: pronti via, day 1, e subito un record!

Nei 50 stile vinti tanto per cambiare da Sarah Sjöström in 24’’65, Rikako Ikee chiude terza (dietro alla Kromowidjojo) in 25″14, siglando il nuovo WRJ (in attesa di ratificazione FINA).

Alla svedese risponde Katinka Hosszú, battagliera fino alla fine, che si impone nei suoi 400 misti con 4’22″05, lasciandosi alle spalle le padrone di casa Ohhasi e Shimizu.

Sjöström che chiude i conti però poco dopo, aggiudicandosi i 200 stile per la quinta volta in stagione grazie al crono di 1’52″94 con il quale tiene a bada facilmente le ambizioni di Cate Campbell. Bella sul finire di giornata la prova dei 200 rana, con la vittoria di Rikke Møller Pedersen in 2’18″29 su Aoki ed Efimova.

Squillo di tromba che arriva però da Daiya Seto, autore di un 400 misti da favola. Il giapponese vince in solitaria con 3’58″20, strappando il World Cup Record a Thomas Fraser–Holmes datato 2014 (guarda il VIDEO dei 400 misti).

Seto che è anche spettatore nella finale dei 100 misti chiusa al terzo posto: il nipponico può solo guardare infatti quanto veloce riesca ad andare Vladimir Morozov, vicinissimo al suo WR in 50″36 (e 996 punti FINA). Ma in gran forma si dimostra anche Michael Andrew (foto Facebook), campione del mondo in carica, che tocca secondo con il nuovo WRJ di 51″86.

Day 2 ancora più spettacolare! Si apre infatti al meglio con Katinka Hosszú che deve soffrire più del previsto nei suoi 100 misti. La magiara infatti sente il fiato sul collo della baby Ikee, che con 57″75 è seconda con tanto di nuovo WRJ, ma anche record giapponese ed asiatico.

Se la Hosszú comunque vince (57″38), Sarah Sjöström le risponde velocemente: argento nei 50 stile dietro alla primatista mondiale Kromowidjojo ma sopratutto oro con tanto di World Cup record nei 100 farfalla, nuotati in 55″07. Non manca nemmeno qui Rikako Ikee, sempre più a suo agio nel mondo dei grandi: la nipponica non è sazia e si prende il terzo WRJ in 55″99, abbinato al nuovo record giapponese.

Finita??? Assolutamente no! Le ragazze terribili di Giappone e Cina continuano a stupire e questa volta lo fanno con una “vecchia” conoscenza di questo 2017. Bingjie Li cancella il nuovo WRJ della connazionale Wang nuotato solo pochi giorni prima a Pechino nei 400 stile grazie al crono di 3’59″14.

Infine Efimova (che vince in 1’03″90), Atkinson, Watanabe, Vall e Pedersen ci regalano una finale dei 100 rana donne da campionato mondiale!

Tokyo ci consegna dunque re e regina di Coppa 2017.

Manca solo l’ultimo appello a Singapore, ma ormai i giochi sono fatti: Le Clos rosicchia ancora qualche punto a Morozov rendendo impossibile la rimonta di più di 130 punti del russo (402 contro 273), così come per la Sjöström che continua a scavare un solco incolmabile tra lei e la Hosszú (578 punti contro 446).

Nel week appuntamento conclusivo della Swimming World Cup 2017 a Singapore… Non perdetevelo!

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Livorno ospita il 41° Trofeo Internazionale di nuoto “Mussi Lombardi Femiano”

Nel week end attesi oltre 1000 atleti, sia italiani che stranieri, venerdì incontro alla Bastia con Federica Pellegrini

Livorno, 15 novembre 2017 – La 41ª edizione del Trofeo internazionale di nuoto Mussi Lombardi Femiano che vede la collaborazione di Amministrazione Comunale, Federazione Italiana Nuoto e Comitato Regionale FIN Toscana, si svolgerà alla piscina comunale del Complesso “La Bastia” , come programmato, il 18 e il 19 novembre prossimi.

È questo il dato più importante che emerge dalla conferenza stampa che si è svolta a palazzo comunale mercoledì 15 novembre, a cui erano presenti l’assessore allo sport Andrea Morini, il presidente dell’ASD Versilia Nuoto, Giambattista Crisci, il delegato provinciale del Coni, Gianni Giannone, e il presidente del comitato regionale Toscana della Federazione Italiana Nuoto, Roberto Bresci.

Le parole dell’assessore Morini si sono subito concentrate sulle voci circolate nei giorni scorsi che avevano messo in dubbio la realizzazione del trofeo a causa dell’agitazione di lavoratori e operatori delle piscine.

Mi hanno informato che gli stipendi di settembre dei lavoratori sono stati pagati stamani – ha detto Morini – e che vi è la disponibilità da parte delle Officine dello Sport al pagamento anche di quelli del mese di ottobre. In attesa del tavolo di venerdì previsto in Prefettura, questo gesto di Officine dello Sport è apprezzato dall’Amministrazione e contribuisce a rendere il clima meno teso, consentendo di svolgere regolarmente il trofeo.

Massimo rispetto e comprensione per il disagio dei lavoratori ODS e di tutti gli operatori delle piscine, ma il “Mussi Femiano Lombardi” è un’opportunità da non perdere per rilanciare il nuoto livornese e quindi le stesse piscine comunali.

La due giorni rappresenta di fatto una vetrina importante per Livorno – le finali di sabato 18 saranno in diretta televisiva su RAISPORT dalle 17.30 alle 19 con replica alle 1.30 della notte e alle 10 di domenica 19 – e daranno ai livornesi la possibilità di vedere gareggiare grandi campioni come Federica Pellegrini, Filippo Magnini, Luca Dotto, Stefania Pirozzi e tanti altri.

Questo l’elenco degli atleti più importanti in gara:

PELLEGRINI Federica, MAGNINI Filippo, QUADARELLA Simona, DOTTO Luca, ORSI Marco, MARTINENGHI Nicolò, RIVOLTA Matteo, MIZZAU Alice, MIRESSI Alessandro, SABBIONI Simone, TURRINI Federico, FRANCESCHI Sara, CARINI Giacomo, ZOFKOVA Carlotta, PIROZZI Stefania, ZAZZERI Lorenzo, VENDRAME Ivano, MAGLIA Gianluca. SANTUCCI Michele, CARLI Diletta, PIZZINI Luca,  PEZZATO Aglaia, MASINI LUCETTI Chiara, LEONARDI Luca, MUSSO Erica, GALIZI Giada, CICCARESE Christopher, BONACCHI Niccolò, MENCARINI Luca, PIZZAMIGLIO Stefano, GIORGETTI Edoardo.

BIAGIOLI Paola, BORI Alessandro, CAPONI Linda, CERACCHI Rachele, CIAMPI Matteo, Di COLA Stefano, Di FABIO Nicolangelo, FANI’ Martina, GAVAZZI Francesco, GESMINI Gianluca, LAUGENI Fabio, MAIORANA Gianluca, MORCIANO Victor, NESTI Alice, PESCE Alberto, SERGIO ErikTARZIA Claudia, TAVOLETTA Flora, VERONA Giulia.

Il Trofeo internazionale di nuoto “Mussi Lombardi Femiano” è nato 41 anni fa per onorare la memoria dei tre uomini della Polizia di Stato ai quali è intitolato: il brigadiere Gianni Mussi e gli appuntati Giuseppe Lombardi e Armando Femiano, vittime del terrorismo e Medaglie d’Oro al Valor Civile, uccisi nel 1975 in un agguato terroristico a Querceta.

Nell’attentato rimase gravemente ferito il maresciallo Giovambattista Crisci, oggi presidente del Comitato organizzatore del Trofeo. Un gruppo di sportivi versiliesi, per non dimenticare quella tragedia, dettero così vita al trofeo di nuoto, intitolandolo ai caduti di Querceta. Un trofeo che nel giro di pochi anni è cresciuto di prestigio fino a diventare, nel 1982, una manifestazione Internazionale.

Alla manifestazione partecipano ogni anno più di 1000 atleti appartenenti alla Federazione Italiana Nuoto e a Federazioni straniere di elevato e provato valore mondiale.

PROGRAMMA GARE e ORARI

Anche quest’anno il trofeo si svolgerà in due giornate.

  • Sabato 18 novembre scenderanno in vasca gli atleti Assoluti (“Unica”, seniores e cadetti). Gareggeranno con qualificazioni, al mattino, e finali, al pomeriggio, sulle seguenti prove singole, nell’ordine: m.200 sl F/M, m50 farfalla F/M, m. 50 dorso F/M, m. 50 rana F/M, m 50 stile libero F/M, m. 200 mx F/M, m. 400 sl F/M, m.100 farfalla F/M, m. 100 dorso F/M, m. 100 rana F/M, m.100 stile libero F/M;
  • Domenica 19 novembre è riservata agli atleti delle categorie ragazzi e Juniores. Gareggeranno, femmine e maschi, con la formula delle gare a serie, sulle seguenti prove: m.50 e m.100 farfalla, m. 50 e 100 a dorso, m. 50 e 100 a rana, m. 50 e 100 stile libero, m. 100 mx e m. 200 stile libero. I tempi conseguiti dagli atleti italiani nel corso del trofeo saranno validi per l’ammissione ai Campionati Italiani Assoluti in programma il 1 e 2 dicembre prossimi.

Nel primo pomeriggio di domenica sarà riservato spazio agli atleti della Federazione Italiana Nuoto Paraolimpico.

Per tutti i tifosi e gli appassionati del nuoto, il comitato organizzatore del 41° Trofeo “Mussi, Lombardi, Femiano” ha riservato una sorpresa per venerdì 17 novembre alle ore 11.30, quando presso la piscina “Bastia” (via Mastacchi, 188), si svolgerà un incontro con la nuotarice Federica Pellegrini.

Per informazioni: SITO Versilianuoto

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Pagellino SuperMaster 2017-18: Saronno e Trieste a confronto

Ultimo fine settimana di calma appartente con soli due trofei al nord Italia e le Distanze Speciali Lazio.

La prima tappa del Circuito Nord Ovest – il 9° Trofeo Città di Saronno – è stata la manifestazione più frequentata e ha ottenuto il miglior voto in pagella. Buoni risultati anche per la seconda edizione del Memorial Maurizia Lenardon di Trieste che può vantare uno degli impianti più belli presenti sulla penisola e l’unico record italiano stabilito nel fine settimana.

La squadra di casa – US Triestina Nuoto – in un tentivo isolato stabilisce il nuovo primato italiano M120 della 4×200 stile lbero femminile: il queartetto composta da Gaia Peracca, Valentna Zogovich, Paola Germani e Marzia Di Giovanni con il tempo di 9.21.94 sbriciola il precedente 10.16.32 nuotato a marzo dalla Fonte Meravigliosa.

Non ancora pubblicati i risultati delle Distanze Speciali, vediamo tutti i dettagli delle manifestazioni in progamma nel fine settimana.

Vi ricordiamo le classifche elaborate:
Individuale TOP3: suddivise in fasce di categoria e redatte calcolando la somma dei punteggi delle due gare di ogni atleta.
Individuale TOP10 della settimana: calcolate senza distinzione di categoria e considerando il singolo punteggio.
Miglior Squadra della Settimana: calcolata in termine di numero di presenze gara e punteggio medio.
Miglior Trofeo della Settimana, tenendo conto di diversi fattori: caratteristiche del campo gara (numero di corsie, vasca di riscaldamento, blocchi), programma gare, media punteggio della manifestazione e presenze gara.

Ovviamente il nostro voto non può tenere in considerazione dell’organizzazione, dell’accoglienza e dei servizi che sono annessi alle manifestazioni, dovremmo essere presenti a ogni trofeo e questo è complicato da realizzare.
Il nostro giudizio è puramente statistico e dato sulle informazioni che la “carta” ci trasmette e non un voto assoluto ma comparativo.

MANIFESTAZIONI: 11/12 NOVEMBRE 2017

9° Trofeo Città di Saronno – Milano Nuoto Master

Manifestazione: 9° Trofeo Città di Saronno

Data: 12 novembre 2017
Sede: Saronno – Piscina comunale
Vasca: 25 metri – 8 corsie
Organizzazione: Rari Nantes Saronno

VOTO

Vasca: 6.5; Programma: 6 (bonus staffette); Gare disputate: 7.8 ; Punteggio medio: 7

Società

Gare individuali

HIGHLIGHTS

Grande successo per la prima tappa del Circuito Nord Ovest che ha registrato un record di partecipazioni al 9° Trofeo Città di Saronno organizzato dalla Rari Nantes Saronno.

Le migliori prestazioni assolute sono ottenute da Carlo Travaini che ipoteca un nuovo record nei suoi 200 rana M55 – da confermare nel nuovo anno – con 2.31.74 (1032,82 punti) e Daniela De Ponti nei 100 farfalla M50 grazie al crono di 1.09.63 (984,35 punti).

Segnaliamo inoltre un altro record “virtuale” e prestazione a quattro cifre: il 100 dorso di Enrico Catalano nuotato in 56.52 negli M35 vale ben 1007,25 punti.

Tutti i dettagli nello Speciale MasterS, 9° Trofeo Città di Saronno: tris del Milano nuoto master

Classifica di società
1 Milano Nuoto Master 69.524,50
2 Nuotatori Del Carroccio 65.653,98
3 Smgm Team Nuoto Lombardia 57.074,76

Metodo: somma dei punteggi tabellari ottenuti dai primi 10 classificati di ogni categoria e gara, maschi e femmine comprensive anche dei risultati delle staffette.

TOP3 DONNE Saronno

TOP3 M25 ÷ M35
BOUROVA OLESSIA M35 RN SORI 1907,01
VENICE CARLA M30 B.FIT LEGNANO N 1835,95
BARAVALLE SIMONA M35 VIVISPORT UISP FOSSANO 1787,56

TOP3 M40 ÷ M50
DE PONTI
DANIELA M50 NUOTO MASTER BS 1932,71
HOAG JANE ANN M50 TEAM INSUBRIKA 1891,74
LUI CHIARA M40 MILANO N MASTER 1847,78

TOP3 M55 ÷ M60
PEDACCHIOLA DANIELA MARIA M55 MILANO N MASTER 1887,32
CASTELLI CAROLA M55 ASA CINISELLO 1810,46
CAVALLERO SIMONETTA M55 SC ALESSANDRIA 1747,45

TOP3 M65+
CERNICH VELLEDA M75 RN SARONNO 1693,83
VILLA LUIGIA M65 SC 63 1296,47
REBOLINI ANTONIETTA M65 B.FIT LEGNANO N 1278,80

TOP3 UOMINI Saronno

TOP3 M25 ÷ M35
CATALANO
ENRICO M35 B.FIT LEGNANO N 1966,47
GARZONIO STEFANO M35 B.FIT LEGNANO N 1884,10
FEDERICI LEONARDO M35 B.FIT LEGNANO N 1869,08

TOP3 M40 ÷ M50
TOJA ANDREA M50 ASA CINISELLO 1915,83
PIOVESAN IGOR M40 NATATIO MASTER TEAM 1893,69
NOTTE RAFFAELE M45 NC MILANO 1822,52

TOP3 M55 ÷ M60
TRAVAINI CARLO M55 ACQUA 1 VILLAGE 1961,25
VAGHI STEFANO M55 MILANO N MASTER 1810,74
AGLIETA CESARE M55 DERTHONA N 1674,78

TOP3 M65+
SCARAMEL GIANNANTONIO M65 DERTHONA N 1816,58
AUGUADRI GIANCARLO M65 MILANO N MASTER 1708,77
NEGRI CLAUDIO M80 NORD PADANIA N 1674,27

2° Memorial Maurizia Lenardon – Trieste | 4x200 sl US Triestina Nuoto

Manifestazione: 2° Memorial Maurizia Lenardon

Data: 12 novembre 2017
Sede: Trieste – Piscina del Polo natatorio Bruno Bianchi
Vasca: 25 metri – 10 corsie
Organizzazione: Triestina Nuoto

VOTO

Vasca: 10; Programma: 5.5 (bonus staffette); Gare disputate: 3.4 ; Punteggio medio: 7.8 (bonus RI)

Società

Gare individuali

HIGHLIGHTS

Come anticipato in apertura a Trieste si registra l’unico nuovo record italiano del fine settimane grazie alla 4x200 stile della US Triestina Nuoto.

Le migliori prestazioni assolute – premiate con targa ricordo – sono arrivate entrambe nei 400 stile libero: Nicola Nisato con il crono di 4.05.72 negli M40 raccoglie 991.86 punti e Gaia Peracca vince le M35 in 4.44.25 collezionando 940.69 punti.

Segnaliamo inoltre le prestazioni over-950 di Maurizio Tersar M40 nei 50 dorso con 27.20 (978.68) e nei 400 stile con l’argento da 4.15.16 (955.17), mentre il compagno di squadra Andrea Maniero si aggiudica gli M30 in 4.11.54 (956.67). Bene anche Mirko Cecchin nei 50 rana M30 vinti in 29. 21 (951.39) e Tansek Zoran autore di un 25.89 nei 50 stile che negli M50 fruttano 948.24 punti.

Il premio speciale in memoria di Maurizia Lenardon – alla migliore prestazione femminile dei 100 rana – è andato a Alessandra Leuzzi vincitrice nelle M55 in 1.33.84 (881,93), inoltre premi gastronomici consegnati per ogni specialità al miglior punteggio assoluto sia maschile che femminile.

Classifica di società
1 Us Triestina Nuoto 56.435,85
2 G – Udine  37.143,48
3 Gymnasium Spilimbergo 30.796,69

Metodo: somma dei primi 6 punteggi tabellari di ogni gara, categoria e sesso, e tutte le staffette disputate (1 x categoria di ogni tipologia).

TOP3 DONNE Trieste

TOP3 M25 ÷ M35
PERACCA
GAIA M35 US TRIESTINA N 1842,41
CECCHINELLO GIULIA M25 GYMNASIUM SPILIMBERGO 1795,90
DI GIOVANNI MARZIA M30 US TRIESTINA N 1780,95

TOP3 M40 ÷ M50
MURGIA ANNA M45 STILELIBERO 1760,61
CANAZZA SILVIA M45 AMATORI N 1732,27
RUSTICI STEFANIA M45 US TRIESTINA N 1711,28

TOP3 M55 ÷ M60
ETZI LAURA M55 SPORTIVAMENTE BELLUNO 1686,54
STERNI LAURA M55 US TRIESTINA N 1678,42
LEUZZI ALESSANDRA M55 G – UDINE 1628,30

TOP3 M65+
KALCICH LICIA M70 EFFETTO SPORT 1429,81
MANFRIN FERNANDA M80 GORIZIA N 1399,24
LONGHETTO MARTA M65 ARCA ODERZO 1081,02

TOP3 UOMINI Trieste

TOP3 M25 ÷ M35
CECCHIN MIRKO M30 GYMNASIUM SPILIMBERGO 1880,82
MANIERO ANDREA M30 NUOTO MASTER BS 1858,65
SACILOTTO MARCO M30 GYMNASIUM SPILIMBERGO 1850,24

TOP3 M40 ÷ M50
TERSAR
MAURIZIO M40 NUOTO MASTER BS 1933,85
ZORAN TANSEK M50 KDP PRIMORJE 1868,58
BEARZOTTI DANIELE M40 ORIZZONTI UDINE 1820,26

TOP3 M55 ÷ M60
DELLI GUANTI GAETANO M55 NATATORIUM TV 1835,13
CUCE` ROSARIO M60 US TRIESTINA N 1704,12
ZAJA GIORGIO M55 STILELIBERO 1650,31

TOP3 M65+
GIACCHETTO ROBERTO M65 JESOLONUOTO 1278,24
DE CARLI VALERIO M65 RN VENEZIA 1267,04

TOP10 della SETTIMANA

200 ra TRAVAINI CARLO M55 2’31″74 1032,82 (Saronno)
100 do CATALANO ENRICO M35 56″52 1007,25 (Saronno)
400 sl NISATO NICOLA M40 4’05″72 991,86 (Trieste)
50 do TERSAR MAURIZIO M40 27″20 978,68 (Trieste)
400 sl PIOVESAN IGOR M40 4’10″65 972,35 (Saronno)
100 far TOJA ANDREA M50 1’01″46 963,55 (Saronno)
400 sl MANIERO ANDREA M30 4’11″54 956,67 (Trieste)
400 sl SCARAMEL GIANNANTONIO M65 5’09″67 956,37 (Saronno)
50 ra GALLAZZI EMILIANO M45 30″85 956,24 (Saronno)
50 ra CECCHIN MIRKO M30 29″21 951,39 (Trieste)

100 fa DE PONTI DANIELA M50 1’09″63 984,35
100 fa PEDACCHIOLA DANIELA M55 1’14″25 969,29
50 sl BOUROVA OLESSIA M35 27″02 966,32
100 do HOAG JANE M50 1’12″92 952,96
400 sl PERACCA GAIA M35 4’44″25 940,69
200 ra LUI CHIARA M40 2’50″68 937,31
100 mi CECCHINELLO GIULIA M25 1’08″98 929,25
100 mi BORIO PATRIZIA M40 1’11″79 923,94
50 ra VENICE CARLA M30 34″86 920,25
50 sl CASTELLI CAROLA M55 31″29 917,55

MIGLIOR SQUADRA della SETTIMANA

TOP5 – NUMERO PRESENZE GARA – MEDIA

1. RARI NANTES SARONNO 133 – 715,55
2. NUOTATORI DEL CARROCCIO 99 – 667,42
3. SMGM TEAM NUOTO LOMBARDIA 93 – 693,18
4. MILANO NUOTO MASTER 87 – 786,68
5. US TRIESTINA NUOTO 77 – 732,68

TOPdiFASCIA – MEDIA ATLETI – numero prestazioni

Da 50 a 99 presenze gara
1. B.FIT LEGNANO NUOTO 823,99 – 54
2. MILANO NUOTO MASTER 786,68 – 87
3. DERTHONA NUOTO 771,87 – 50

Da 20 a 49 presenze gara
1. GYMNASIUM SPILIMBERGO 819,09 – 35
2. AICS PAVIA NUOTO 785,48 – 27
3. SPORTIVAMENTE BELLUNO 770,07 – 33

Da 10 a 19 presenze gara
1. NATATORIUM TREVISO 873,91  -10
2. FORUM SSD – ASSAGO 809,89 – 10
3. SPORT TRAINING 2 802,38 – 11

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Lifestyle, Cosa definisce un ATLETA?

Chi si allena in una squadra di nuoto conosce bene il significato della parola confronto.

Il primo di essi avviene con noi stessi quando ci mettiamo alla prova non soltanto in gara ma anche in allenamento; ma c’è un altro confronto che in misura ancora maggiore può metterci in difficoltà, quello con i nostri compagni di squadra.

Talvolta sono gli stessi amici, che con voi condividono la corsia a dubitare delle vostre capacità e della possibilità che poteste definirvi con il termine “atleti”.

Atleta… chi era costui?

La prima volta che ciò mi è capitato mi sono soffermata a lungo a riflettere ciò che definisse la parola stessa atleta: chi è che si può forgiare di questo nome?

Forse chi ha partecipato ad almeno una competizione? Chi si è cimentato in una specifica distanza? O ancora, chi in passato era un agonista?

Questione di prestazione?

Ci sono nuotatori che trovano difficile definirsi atleti perché pensano che la propria prestazione non sia soddisfacente a sufficienza, e ci sono poi quelli che, per la stessa ragione, giudicano negativamente chi si definisce tale.

Eppure tutti noi ci alleniamo duramente, lottiamo per raggiungere i nostri obiettivi e sacrifichiamo il nostro tempo e le nostre forze per il nuoto. Ognuno lo fa a suo modo e in diversa misura, ma tutti con egual impegno e dedizione.

Il mio essere atleta

Non saprei dire con certezza cosa definisca un atleta, ma una cosa è certa, se dovessi dare una personale risposta direi che atleta è chi, con la fatica e la determinazione, prova ogni giorno a tagliare il traguardo sperato.

Chi con i muscoli ancora doloranti, torna in vasca il giorno successivo all’allenamento e soprattutto chi non si preoccupa delle definizioni ma si sforza soltanto di dare il meglio perché al di là delle parole, nei fatti, senza la piscina non potrebbe proprio stare!

Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4

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Notizie migliori arrivano dai 200 dorso donne, dove Margherita Panziera spalleggia con le migliori ed entra in finale con il terzo tempo. 2’10’’50 è un buon crono, ma per la medaglia servirà almeno quanto nuotato a Budapest (2’09’’43) perché la concorrenza è alta.

L’ultima semifinale di giornata sono i 50 farfalla uomini, con il dominio del bronzo di mondiale Andrii Govorov, primo senza affanni in 23’’17. A spessore internazionale solo Konrad Czerniak può infastidirlo, ma il polacco non sembra al meglio ed è dentro solo con l’ottavo crono in 23’’76. Per l’Italia out Carini in batteria, fuori anche Andrea Vergani, che trova la semi chiusa al 14° posto in 24’’20.

Chiudono le ragazze della 4x100 stile: il Canada con Katerine Savard in apertura vince in 3’39’’21, due decimi meno della Russia e poco meno di un secondo più veloce degli USA. L’Italia con Aglaia Pezzato, Paola Biagioli, Rachele Ceracchi e capitan Laura Letrari chiude settimana in 3’42’’71.

Oggi la seconda giornata con le finali a partire dalle 13.02 italiane!!

(foto copertina: Federnuoto.it)

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Alessandro Foglio

Istruttore e nuotatore, segue il mondo del nuoto assoluto e tutti i suoi appuntamenti!

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