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Campionati Assoluti di salvamento: inizia la danza verso il Rescue orange

Campionati Assoluti di salvamento: inizia la danza verso il Rescue orange

I numeri ci dicono 320 atleti di 56 societá, e 16 Esordienti scelti a febbraio. Ci dicono anche due record mondiali, dieci primati nazionali di categoria di cui cinque dovuti agli Esordienti A.

La fotografia finale la da il podio dei superlifesaver maschile e femminile che sancisce coloro che dovranno guidare la nuova nazionale verso il ballo olandese di settembre (nelle foto copertina i convocati a punti). Un duello maschile che vede prevalere Gilardi su Pinotti e Sanna (vedi foto sotto), perfetto fino a quel momento e in testa alla classifica a punti che sbaglia l’aggancio e non riesce nel recupero, e quindi mette nei guai il CT che vede il suo miglior superlifesaver terzo nel trial. Tutti e tre comunque sono in nazionale a punti.

Al femminile Meschiari, Fimiani e Ferrari (che io aspettavo al vertice da anni) sono le tre a podio e a punti. Silvia in precarie condizioni (vista dal vivo) nulla ha potuto contro la Rousseau e il suo fantascientifico record di 2’24″03: ma siamo curiosi di vederla in piena forma, il suo 2’26″64 non le rende giustizia.

 

Le scelte tecniche sono azzeccate a parer mio, tanto che nel ballotaggio sfida con Martina Gratton ho azzeccato undici nomi su dodici e spero di aver vinto la mia birra a Roma  con i 10/12 della Junior: tuttavia sono un signore e dico che chiunque venga ai Categoria della capitale avrá il caffé pagato come si usa lí. Per Martina, la birra é pagata subito, anche se ho vinto rinuncio!

Iniziamo come al solito: i punti dolenti. La struttura della piscina Daniela Samuele in sè la conosciamo, come ha detto in un nostro podcast Roberto Del Bianco: dobbiamo rendere presentabile una piscina che non lo è. Per fortuna i numeri di questi Assoluti sono contenuti, gli spazi abbondanti ma l’atmosfera non è certo quella torinese o di Roma! Ma questo è inevitabile: evitabile invece aprire la piscina quindici minuti prima della manifestazione. Lo avevo detto quando ci furono i giovanili e lo ripeto oggi; l’ospitalità è importante e Riccione lo ha appreso. Per il resto a parte qualche incomprensione iniziale tutto fila via liscio, soprattutto il secondo giorno. Bella festa con gli Esordienti del GP, accolti secondo me un po’ tiepidamente; l’anno scorso a Torino il tifo era più caldo. Ascoltata la proposta delle finali giovani internazionali, che hanno spesso sconvolto l’ordine del mattino. Trovo francamente inutile la premiazione poco comprensibile per il pubblico visto il regolamento strano: lo scopo non era di dare altre medaglie ma fornire una seconda opportunità di migliorare agli Junior internazionali esclusi dalle Finali A del pomeriggio.

 

A proposito degli Junior, due parole. La convocazione in nazionale si è trasformata in questo campionato in una serie di piccole tragedie. Voglio solo ricordare ai nostri giovani atleti che lo sport è intanto un gioco, con regole dure, ma un gioco. Lo scopo è migliorare e diventare sempre più bravi. Vestire una maglia deve diventare la conseguenza del miglioramento e non lo scopo della stagione per dei giovani atleti – a meno che non parliamo già di atleti professionisti evoluti e quindi dalle qualità di fuoriclasse. Il salvamento si è sempre distinto per essere una famiglia, e io lo ritengo tale. Per questo seguo con piacere tutti e sottolineo tutti i ragazzi e le loro squadre che da me ricevono sempre un saluto e un sorriso. E un sorriso vi deve sempre accompagnare, anche dopo una grossa delusione o quello che credete la fine del sogno: perchè il sogno finisce solo se smettete di crederci.

A proposito di sogni e predizioni, a febbraio avevo visto giusto. Nuovi protagonisti si sono affacciati seppur non riuscendo a scalzare i nomi che siamo soliti sentire, con la solita eccezione. Tuttavia credo che in prospettiva dobbiamo attenderci molto da personaggi come Musso, Bartolo, Ponziani, Paragallo, Ippolito (che già ha assaggiato la nazionale e il podio lo scorso anno). Musso ha compromesso tutto con un errore al mattino a torpedo, e quindi a poco è servito il bronzo nelle pinne. Bartolo deve consolidare i tempi ma il futuro é suo: il suo 29″98 nel trasporto e 1’02″nel misto sono giá considerevoli  senza tralasciare il nuoto a ostacoli, cosí come per il torinese. L’eccezione come dicevamo é Ponziani. Ha nella giovane età (anno 1996) la sua forza, ma già è medaglia nel misto con nuovo record tolto a un certo Costamagna in 1’01″82. Quello che manca però in generale è l’acuto tecnico, la gran prestazione che ci fa spellare le mani. Certo da una manifestazione in cui l’importante è qualificarsi tutto puó risolversi nella tattica, ma ci si aspetta sempre quei tempi che ci riportino in cima al mondo come ci eravamo abituati. In ogni modo avere un podio del trasporto sotto i 30″ fa ben sperare, così come un super in cui si veleggia al ritmo di 2’07”. Guarda caso però due dei migliori interpreti di queste gare sono Sanna e Pinotti. Gli ostacoli sono messi molto bene, oramai la discesa sotto i 2 minuti non è affare di pochi, ma tempi sotto 1’55” sembrano alla portata del solo Gilardi. Per le gare a pinne è il torpedo a destare preoccupazione, mentre Bonanni pare una certezza e il mondiale del suo collega Procaccia è a tiro: tuttavia il ragazzo di Roma mi pare l’unico ad avere un’uscita vicino ai 1o metri, e questo fa la differenza, bisognerebbe imparare. Alla fine l’ultima scelta é stata direi obbligata con il vincitore del torpedo Niciarelli che viene convocatoro e il suo gemello Piroddi questa volta guarderà le gare in streaming.

Il volto della Fimiani e della Ferrari sul podio dice tutto: e io lo avevo visto ai categoria. Insieme a tutta una schiera di almeno otto protagoniste che seguivano l’inarrivabile Silvia, la cui forza nelle gare lunghe (ostacoli, misto, super) al momento non ha paragoni, c’era una dura lotta per la nazionale in rosa. La spuntano stavolta la caparbietà e la continuità delle due ragazze, capaci di non abbattersi dopo una gara non perfetta (vedi le pinne della Fimiani o gli ostacoli della Ferrari) e conquistare il titolo di torpedo con un lusinghiero 59″64 per Rossella e le pinne con 54″80 per Samantha. Se per i trasporti non ci possiamo lamentare, nel versante pinne sembra quindi che le cose rispetto all’ambito maschile vadano all’opposto, anche se in prospettiva si sono margini di miglioramento grazie ai nomi nuovi e alle nuove leve.

 

Certo siamo lontani ancora dal mondiale pinne della Rousseau ma anche dalla Weiders, vista qui a Milano infrangere il record mondiale di torpedo della Luengas con 57″94 e scendere a pinne a 53″99.

Due paroline per il rientro della Mazzi e della Fabbretti, che avevamo perso di vista. Si può fare meglio, ma la strada è quella giusta. Ferrari docet.
Le scelte tecniche non hanno dato sorprese: Leanza reduce dal record italiano assoluto nel trasporto si limita qui a dimostrare di essere la migliore in questa gara e raggiunge la compagna. Alice Marzella totalmente non in condizione strappa l’ennesima scelta tecnica ma sappiamo che il suo reale valore la porta a ben altri livelli, e lì la aspettiamo fra 5 mesi. La vera sorpresa (per voi) è Federica Volpini. Io la seguo da inizio anno e i suoi miglioramenti son stati evidenti: il suo torpedo sotto il minuto, la sua crescita a pinne e il fatto che provi a cimentarsi in gare non sue (vedi un onesto superlife) la rendono competitiva in almeno due o tre gare, poi si vedrà! Dei miei nomi mancano all’appello la Pranzo, questo giro in ombra, e Padovano, che avevo visto molto molto bene. C’è un’ultima atleta, Elisa Borasi: la ragazza che sembrava solo una nuotatrice sta crescendo, è ancora all’ombra di altre. Ma attenti, il super c’è e gli ostacoli pure. Il resto può solo arrivare.

Qualche parola la spendiamo sui giovani che andranno in Olanda.
La mia rosa di candidati era molto ristretta al maschile e ovviamente più allargata nelle donne, dove si è scatenata quindi una bagarre da guerra del ’15-18′. Intoccabili si sono dimostrati Pinzuti – il cui nuoto e trasporti sono imprescindibili vista la non possibilità dell’ utilizzo di Nichita Revenco – Barbati  – che ha mostrato non solo un super degno, ma anche le pinne e il misto notevoli – e Fontana il cui valore non scopriamo certo oggi ma che ha ancora problemini negli agganci e prese delle pinne.

 

Nelle ragazze la Nigris (qui con la sua squadra) oramai è una certezza che è cominciata dallo scorso anno e si consolida sempre più. Serena non sbaglia mai i trasporti, negli ostacoli mostra il suo valore natatorio e pecca oramai solo nelle pinne del super, con qualche pasticcio nelle parti tecniche.

Greta Pezziardi è onnipresente: misto, super, pinne, torpedo – una delle gare che qui non l’hanno vista brillare, ma come lei altre – trasporto, ha nel nuoto il suo unico debole. E infine Valeria Cappelletti, la primatista italiana di torpedo con quel 58″80 di inizio stagione. Questo è il vero futuro, intanto iniziamo da questa Juniores.  Che ha nelle scelte tecniche atleti di indubbio valore. Lorenzo Mattei é con Fontana il futuro delle pinne, il suo 54″94 a torpedo é notevole. E un occhio va posto sul fratello Emanuele due volte al record in questa manifestazione e primo Ragazzi a scendere sotto i 50″con 49″75 (ma attento Emanuele quell’uscita secondo me é un po’ al limite…).
Se Clocchiatti nei maschi cosí come la Pesole nelle femmine sono la classica scelta degli ostacoli – e chi rinuncerebbe alla primatista italiana Junior con 2’12″22 – qualche problema si poteva porre sugli altri nomi. Le castagne dal fuoco le toglie il superlifesaver che incorona le ultime scelte con la Palmisano del glorioso Ronciglione che torna alla ribalta e con Pirola della Nuotatori Milanesi che in casa piazza il colpo vincente. Naturalmente non poteva mancare la Repetto, primatista mondiale Junior a pinne, a chiudere il cerchio. Tutti nomi sul mio personalissimo taccuino.

Alla fine grande festa, per i piccoli Esordienti che ci fanno sempre vedere ottime cose – cito ad esempio il podio dei due torpedi tutti i bambini sotto il vecchio record italiano e non di poco – e quindi facciamo i nomi dei due vincitori del GP Berto di Noale con quattro successi su quattro e tre record e la Mazzi (un cognome una garanzia) che anche qui manca l’en plein, del Guidonia. Alla fine onore alle FFOO Roma, di nuovo al successo dopo otto anni. Abdicano le Rane Rosse, non senza lottare e conquistando le staffette trasporto e mista mista, le ultime tre gare.

Ci vediamo a Roma, tutti col sorriso peró stavolta: tanto oramai è fatta.

Ph. Corsia4 by Mauro Romanenghi

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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