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Campionati Italiani estivi: un brindisi con vista polacca

Campionati Italiani estivi: un brindisi con vista polacca

Roma, metà luglio. Caldo, molto caldo. Naturalmente questa torrida atmosfera accoglie i Campionati Italiani estivi di salvamento. Non è certo colpa di nessuno se hanno ritardato così tanto il campionato per fare attività fino a luglio e si sono trovati 40 gradi.

Un campionato con 86 società partecipanti, 1177 atleti, numeri forniti dall’organizzazione che testimoniano la difficoltà estiva di alcune società ma anche che il movimento resta alto nella sua frequenza.

Come sappiamo, Roma però ha il suo fascino e fare il campionato qui non ha prezzo (di solito, alto). Così a sentimento noto l’assenza del Noale, per esempio, e della Rari Nantes Torino così come di altri club del capoluogo piemontese.

Ma non credo sia solo questione di prezzo. Diverse punte hanno scelto di non partecipare, andando dirette verso i Giochi di Wrocław (parola che fatico a pronunciare, chiederò lumi ad Alicja la mia collega). Facciamo nomi? Sanna, Gilardi, Musso, Bartolo, quindi mezza Nazionale maschile – Piroddi si è limitato a pinne. Per non parlare di Pranzo e Volpini tra le ragazze. Onnipresente invece Silvia Meschiari, e che presenza: record del mondo nel superlifesaver, 2’21″90, battuto quello dello scorso anno stabilito da lei proprio qui ai Categoria.

Parlando di record, diciamo che il sito Microplus (che elogio per la prontezza dei risultati, fantastico) risulta poco aggiornato: ma questa è una storia che con Marco Agosti stiamo affrontando da tempo. Sono comparsi quelli inesistenti a pinne Juniores e Cadetti femmine: verificati sul nostro SIC – Salvamento in Cifre – trattasi di errore.

I record veri però ci sono stati… sono sì 18, come dice il sito FIN, ma 16 di categoria e due assoluti. Più un mondiale e un record europeo Juniores, l’ennesimo di Serena Nigris, 35″85 nel trasporto manichino, superiore al suo primato italiano Cadette stabilito a Monastier di Treviso quest’inverno in 35″57 – non omologabile a livello ILSE, ma di cui la FIN non si è mai accorta (tiene ancora buono il 35″75 ottenuto nello stesso meeting veneto ma nel 2016… misteri dell’aggiornamento primati).

E li vedremo tutti. La maggior parte nella categoria Esordienti A, dove ne abbiamo sei. Ma sappiamo che questa età avrà ancora qualcosa da riservarci, visto che da pochi anni è tornata a livello nazionale: per cui solo adesso il numero degli atleti sta crescendo e così il livello dei tempi.

L’altra protagonista è Lucrezia Fabretti: oltre a pinne ora si prende anche trasporto e misto. Lo aveva detto il suo allenatore che la caccia era aperta, in una puntata di Dummy, il nostro splendido podcast – e così l’ho detto anche stavolta, che Dummy porta bene: dovete parteciparvi e ascoltarlo. Difatti oltre alla spiaggia la Delfinia vince anche in piscina questo giro.

Ma naturalmente parliamo del primato mondiale. Non ho potuto vederlo, io ho assistito solo alle gare delle categorie più giovani: questione di logistica, mia e della squadra dove lavoro. A Silvia le mie congratulazioni, e alle pinne glide quelle di Silvia. Così come congratulazioni a Samantha Ferrari, primato di pinne strappato alla Volpini, e seconda in Italia nel superlife con un fantastico 2’24”: certo la sua condizione non deve essere buona per la Polonia, lei è convocata europea. Ma tanto è, fare bene è sempre un buon viatico per proseguire la preparazione.

Un’atmosfera rovente, dicevamo. Ma quest’anno almeno abbiamo gli ombrelloni da ambo i lati, per non cuocere i piccoli Esordienti sul selciato del Foro. E gare più snelle, nel limite della durata. E due bar, oltre a quello interno. Al momento, non vedo la necessità di una divisione atleti/spettatori – direi anche difficilmente praticabile con i mezzi a disposizione – gli spazi non sono certo così angusti, nell’immensa struttura romana.

Tutto ciò non accorcia certo le gare: si finisce lo stesso alle 21 il mercoledì, terza e più lunga giornata. Urge oramai un rimedio, per questi orari. Un po’ per gli atleti, ma anche per noi. E urge anche uno streaming. Lo chiediamo a gran voce: il nuoto e la pallanuoto ce l’hanno, lo vogliamo anche noi.

L’evento dei campionati: un brindisi al Pinot Chardonnay grigio. L’avevo promesso, l’ho fatto. Diversi importanti personaggi si sono avvicinati, a me e Marco Agosti – come chi è? l’anima di SIC –, per bere il liquido giallo paglierino. La prossima volta più bottiglie, ma anche più companatico. Me lo hanno promesso, ci conto. Per chi non c’era, appuntamento alla prossima manifestazione nazionale. Intanto, ci sta una foto per vedere cosa vi siete persi: la prossima, volta, venite pure a cercarmi. Chi mi conosce, potrebbe approfittarne.

E ora, nel rispetto della tradizione longobarda, non farò l’incoronazione con la corona ferrea ma semplicemente due approfondimenti per ogni categoria.

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Foto: M. Romanenghi | Corsia4

Esordienti A: IN Sport Rane Rosse, un binomio vincente

Da quest’anno uniti in un unico nome e società (di nome e di fatto), gli atleti lombardi si presentano compatti come squadra.

Non basta un cartellino per fare un team. Stavolta invece il team c’è e io lo so.

Solo un oro per i bambini dalla cuffia rossa, la staffetta mista con record italiano in 1’57″93, in uno dei tanti fotofinish di questi campionati con la Sergio De Gregorio. Ma mille piazzamenti, podi e non, che diremo in Dummy come per tutti gli altri protagonisti, qui non c’è spazio. E la vittoria finale del campionato.

Gare combattute come dicevo quelle di Roma, spesso con vittorie per pochi decimi o centesimi. Segno di una buona e qualificata partecipazione. Come al solito, mi riserbo pochi nomi.

Di sicuro nei maschi il trentino Salvotelli si riconferma, tre ori con un primato nelle pinne. Molto bello il torpedo della Dibellonia: 1’11″68 sarebbe stato un piazzamento anche nella categoria Ragazzi, e con pinne di gomma. Gaia Cappelli abbassa ancora il record del trasporto, fino a 42″27. Ma porta a rana. Questo è un bene ma anche un limite: non sappiamo come porterà a stile, e io so che fra i “grandi” ciò è imprescindibile. Ma non tocca a me istruirla, capaci mani la attendono dopo quelle di Marcello Onadi.

Ultimo record quello di Nichelino nella trasporto, che abbatte il suo stesso limite ma deve sudare per contenere il ritorno finale del Blu Sport. Solo sei centesimi li dividono, per il 1’54″15 finale. Di sicuro le piccole piemontesi non mollano mai, nessun arrivo conteso è andato perso. Sul podio a squadre alla fine però salgono De Gregorio, vincitori quest’inverno, e Riva: segno che la squadra, per la classifica, ci vuole.

Ragazzi: SA…da…FA!

Perdonatemi ma me la tengo da qualche giorno, questa battuta. E i ragazzi di Cecchi mantengono le promesse sbancando le staffette con un primato nella mista da 1’36” 08, quattro vittorie e cinque podi totali. Una categoria questa che ho sottovalutato. Basandomi su un paio di gare che proprio non mi hanno convinto, come gli ostacoli e il trasporto manichino maschile: ma dimenticando il fondo della piscina leggermente più alto che non facilita l’uscita.

In realtà facendo un confronto con gli invernali, solo nelle prove maschili abbiamo avuto un peggioramento nei tempi dei vincitori in tre gare: ostacoli, trasporto e pinne. Vero è che anche in questa occasione è la categoria in cui si è realizzato solo un record, proprio come questo inverno. Ma teniamo presente che alcuni di questi sono veramente difficili da battere. Le staffette invece mi hanno molto molto colpito. Tempi da medaglia se non da vittoria persino nella categoria superiore, quindi al termine di questa lunga stagione non ci possiamo lamentare.

Qualche ragazzo in prospettiva c’è. Con tutto il tatto da usare, si sa come i talenti sboccino e appassiscano. Ma a me appassionato sia data facoltà di fare come al solito qualche citazione.

Maddalena Daraio per esempio (foto Lifesaving in Italy) . Ottima nelle prove in mare, ci sa fare a nuoto e anche a trasporto, ma nel super mette insieme tutte le sue qualità, sfiorando il record. Magari se mettiamo un filo a posto l’aggancio finale, ci siamo.

Gioia Mazzi. Anno 2004, soprattutto gare con le pinne. Sotto il minuto a 13 anni, mica male direi.

Alessia Zanetti, vivaio di Riva, ancora migliorata negli ostacoli, e come da tradizione chi ha buon nuoto si vede anche nel misto.

Diego Ridolfi, trasporto, pinne, super, torpedo. Perché se ne possono fare solo quattro.

Luca Lei: bel fisico, potente, ottimo nuoto e trasporto. Da tenere d’occhio, tre secondi migliorati nel misto. Prodotto Modenesi, un occhio per Fogliani.

E poi, opinione personale: attenti a Alessandro De Falco, Nuotatori Milanesi.

E infine Rachele Gega, qualche passo indietro per lei in questi campionati. L’aspetto al varco.

Juniores: mazzate da Fabretti

Con una B sola, Lucrezia (foto Lifesaving in Italy)sbanca anche qui e sconfigge le condimeteo avverse del suo coach. Tolta la sconfitta per mano di Francesca Pasquino nel superlife, poi sono quattro successi tondi. Misto e trasporto – come detto – coi nuovi record tolti alla Nigris, pinne e poi torna il successo a torpedo. Insieme a Pasquino la scelta legittima per questa Nazionale Juniores.

Un altro nome nelle ragazze da tenere d’occhio? Oltre a Alessia Cappai, sempre in crescita nelle pinne e nel torpedo, a me piace molto la Fiori. Secondo me c’è del potenziale. Non ha vinto ancora niente, ma occhio la ragazza ha appena iniziato.

Due sorpresine gradite nelle staffette, che voglio citare: Sulmona nella mista e Padova nella ostacoli. Tempi non eccezionali, ma mi piace lo spirito di una squadra che magari non avendo possibilità individuali si getta nelle prove di staffetta.

Nei maschi vedo crescere molto bene i due ragazzi – penso gemelli – dell’Assonuoto. I due Romano si cimentano anche in altre specialità oltre agli ostacoli. Ci vuole tempo, ma qualcosa di buono verrà fuori.

Per il resto tutto come da programma, i nazionali prescelti dominano. Noto un Barbati in ripresa: e che ripresa, con il record italiano delle pinne. Unico Rari qui presente, ritornato sui suoi standard. Chissà che non abbia messo la testa a partito. Mattei si deve inchinare questa volta, ma l’età è dalla sua. D’Angelo e Pirola completano il quadro dei vincitori.

E con la ciliegina sulla torta del record della mista maschile, la Nuotatori Milanesi si laurea campione d’Italia Juniores.

Cadetti: Nigris forza 4

Poker per lei (foto Lifesaving in Italy), tempi eccellenti e se tanto mi dà tanto – il suo allenatore ai nostri microfoni ha detto che non sarebbe stata al massimo qui – chissà cosa vedremo in Polonia. Intanto gustiamoci questo record europeo Juniores a trasporto, che purtroppo come sapete non ho potuto vedere. Ma tutte le nazionali ci sono.

Alessia Locchi dimostra la sua crescita a superlife arrivando a 2’33” – era ora – e la Allais mantiene i suoi standard a 1’16” nel misto. Per ora bene così, si richiederà un salto di qualità. Per un’età come questa, basandomi sui tempi, non vedo molto altro in giro che mi entusiasmi. Naturalmente escluso Giulia Calistri, che si conferma nelle pinne sui suoi livelli abituali dopo una stagione travagliata. Rimandata al prossimo anno la ragazza Interamnia che è seguita anche dalle atlete della mia squadra – quindi qualche follower ce l’ha!

Inutile ricordare quel limbo che sono i Cadetti maschi. Clocchiatti, vincitore nelle gare da 200 metri. Mattei, dominatore di pinne e torpedo. I tempi, che dire, visti dal punto di vista assoluto dicono poco. Ma quei due secondi che ti separano dalla Nazionale, secondo me, possono essere colmati o meno. Nel frattempo, affrontare questi campionati con lo spirito del miglioramento giorno per giorno dà lo stimolo per proseguire. Vedremo.

Una piccola menzione per una piccola squadra. Rosetana nuoto, chi mastica di salvamento sa chi sono. Marcheggiani è il loro campione italiano del misto.

Per il resto, tre record tre nelle staffette femminili. Uno meglio dell’altro. Ostacoli e trasporto – 1’27″90!!! – a Riva. Quello della mista femminile, Sergio De Gregorio, in 1’44″99, sfiora il record europeo Juniores dell’Italia. Chapeau.

Ma la classifica, per la seconda volta in questo campionato, va alla IN Sport Rane Rosse della specialista di torpedo Cappelletti.

Senior: SuperMeschiari e FantaFerrari

Ogni campionato almeno un record del mondo. Non so da quanto non succedeva. Due a febbraio. Due ad aprile (tre se contiamo quello di Justine Weyders). Uno a giugno. E uno qui.

Fantastico.

E fantastiche sono Ferrari e Meschiari (foto Lifesaving in Italy), con le quali ho scambiato due battute prima delle gare e prima di partire. Samantha è ora sorridente – ma si deve esserlo sempre – anche se il suo momento verrà a settembre. Silvia si dispiace che fa il record quando io non ci sono. Ma così è la vita, non sempre si può fare quello che si vuole e accompagnare quaranta bricconi era questa volta la mia missione. Ma aspetto Silvia tra dieci giorni e questo record lo voglio rivedere.

Intanto in discreta forma anche Alice Marzella, 35″ netti nel trasporto. Voleva i World Games, a tutti i costi. Non sempre si ottiene tutto come ho detto. Agli Europei avrà contro la Williams, sarà un duro scontro. Presente anche la Leanza, qui stavolta uscita battuta dalla solita sfida con la primatista italiana. Ma lo scontro a WG e Europei non ci sarà. Fimiani, gran delusa di stagione, vince il torpedo. Per Rossella, nuova sfida il prossimo anno.

Nei maschi, assenti tutti, Mattia Ponziani la fa da padrone con Niciarelli e Piroddi. Unico acuto fuori dalle Fiamme, Ippolito alla ricerca della strada per diventare grande nel superlifesaver. Manca ancora qualche secondo. Ma si può fare.

Alla prossima stagione. Per questa, dalle piscine italiane è proprio tutto.

Linea alla regia.

(Foto: M. Romanenghi | Corsia4)

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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