Si, bagnino, non Assistente Bagnanti, perchè lui si definiva così e non vogliamo cambiarlo.

Sono passati due anni, non sai quante cose ti sei perso fra imprese sportive e persino la pandemia del secolo.

Ciao Ema

In ogni mio turno da bagnino, mi ritrovo inesorabilmente a osservare gli avventori del nuoto libero: vi dico la verità… sono momenti che non si possono perdere, ma vanno solo vissuti!

In ogni piscina che si rispetti, il bagnino, ha l’arduo compito di dirigere il traffico tra lezioni private, acquagym, hydrobike, corsi di nuoto, gestanti e il nuoto libero, ed è proprio quest’ultima “disciplina” che richiama la mia attenzione e dove vengo rapito da corpi immersi nell’acqua che compiono torsioni e movimenti che nemmeno una contorsionista bulgara oserebbe, esercizi di tale e immensa fatica che neppure Ercole nelle sue famigerate 12 prove ha dovuto sostenere.

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Ma il vero motivo per cui si chiama “nuoto libero” è perchè non ci sono regole, dove tutto è permesso. Dove la chiacchiera da terme si può, dove arrivare con l’equipaggiamento più stravagante è possibile, dove si possono vedere nuotare nuovi stili. Ma anche perchè ci sono personaggi mitologici che solcano le corsie, a cui ogni bagnino ama dar dei soprannomi e dei nomignoli proprio grazie alle loro caratteristiche innate, l’uomo bolla, orca assassina, il morto, la stella marina e il delfinista!

Ed è proprio quest’ultimo il filo conduttore che lega le piscine di tutto il mondo!

Uomini e donne che pur di essere per un’attimo Michelone Phelps, rischiano e sfidano la morte in una nuotata stremante a delfino, incuranti di essere fermi a metà vasca da circa 5 minuti, continuano a girare le braccia e battere i piedi. I più “hard” danno le gambate talmente forti che la piscina si svuota per metà, e tutto per riuscire a fare 25 metri a delfino!

Ci sono persone che hanno interpretazioni di ogni genere nella nuotata a farfalla, dove non è un discorso di mancata coordinazione, ma proprio di convinzione che dev’essere così!

Potrei dire come in “Blade Runner” «io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi», coppie di amici che si sfidavano a regolar tenzone nella vasca secca a delfino, dove lo scopo non era arrivare per primo ma sopravvivere. Persone che riuscivano ad andare indietro nonostante nuotavano in avanti o almeno pensavano di farlo, qualcuno ha pure tentato di nuotare a delfino tenendo gambe e busto perpendicolari all’acqua, tipo cavalluccio marino. Insomma sfide epiche degne di un film di Hollywood!

Ma alla fine, nutro una profonda stima per la loro determinazione e anche per l’orgoglio di non voler mai mollare, pur rendendosi ridicoli talvolta. Quando poi, ansimanti e stravolti, arrivano a toccare il bordo, il loro sorriso di felicità, mi ripaga in tutto e per tutto!

Io, bagnino del nuoto libero, non scambierei mai questi attimi per niente al mondo!

Foto: Fabio Cetti | KCS Media