Da oltre 100 anni è considerata l’Everest dei nuotatori: stiamo parlando dello Stretto della Manica, una delle imprese più ardue del mondo delle acque libere. E se i 35 chilometri da affrontare possono sembrare semplici rispetto ad altre imprese in giro per il mondo, è la storia e il suo fascino, oltre alle rigidissime regole e la temperatura proibitiva, a renderla la più affascinante ed ambita tra le traversate.

Una storia lunga quella della Manica, che si apre nel lontano 1875 grazie Matthew Webb, primo uomo compiere l’impresa.

Da lì in poi in molti ci riuscirono, ancora di più fallirono.

Non è stato il caso dei nostri connazionali Andrea Oriana e Sabrina Peron, che a inizio settembre – rispettivamente il 2 e il 6 del mese – hanno scritto il loro nome nell’albo d’oro della competizione, lasciando il segno anche in Italia: se Oriana ha stampato il nuovo record nazionale in 10 ore e 19 minuti, la Peron è stata addirittura la prima donna italiana a compiere l’impresa, in 14 ore e 46 minuti, completando anche la Tripla Corona (formata dal Canale di Catalina e dalla circumnavigazione dell’isola di Manhattan a New York).

Due imprese che dimostrano quanto la forza di volontà possa spingere avanti nel superamento dei propri limiti!

Ragazzi complimenti! Adesso diteci, come mai avete scelto proprio la Manica?

Andrea:

In realtà l’attraversamento della Manica non è il mio fine ultimo, ma l’obbiettivo è quello di diventare un nuotatore estremo. Questo lo voglio considerare un punto di partenza!

Sabrina:

Sicuramente perché la Manica è molto ambizione, l’Everest del nuoto. La temevo, avevo tanta paura, ma terminata la 20th Bridge (la gara che tocca i 20 ponti di Manhattan) volevo farla. L’ho prenotata subito, e ho lavorato duro per questi due anni.

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Un’impresa che richiede preparazione fisica ma soprattutto mentale. Quanto dell’una e quanto dell’altra?

Andrea:

Sono entrambe correlate, importanti allo stesso modo. Occupandomi di preparazione mentale so per certo che testa e fisico si devono unire il più possibile, se non sono fusi, diventa difficile. In questo senso ho lavorato anche con Jimmi Fascina, ipnologo, che mi ha aiutato a tenere sotto controllo tutti gli aspetti, come la gestione del freddo per esempio. E poi ho provato sulla pelle esperienze estreme come la Lecco – Colico (oltre 40 km) e un tour dei laghi alpini, dove la temperatura oscillava tra gli 11 e 16 gradi. Dopo aver fatto il Lago di Braies, ad un’altitudine di 1500 metri, mi sono reso conto che ero pronto per la Manica.

Sabrina:

Fondamentale è arrivare lì ben allenati, e per questo intanto ci vuole un buon coach (nel caso Paolo Felotti). Bisogna arrivarci avendo nuotato tanti chilometri e con un po’ di esperienza. Poi, come dice il mio amico Thomas (Walter Kofler primo italiano a compiere la Tripla Corona), la prima metà ce l’hanno tutti. Bisogna allenarsi per la seconda metà, lì che scatta la testa!

Manica che più delle altre è un incognita. Come avete gestito gli imprevisti del Canale?

Andrea:

Quest’anno fortunatamente ho incontrato condizioni ideali. Le prime due ore mare piatto, viaggiavo a 5km all’ora. Poi si è alzato, ma rispetto alle volte precedenti è andata molto meglio. Temperatura intorno ai 18 gradi (ricordiamo che si può gareggiare solo in costume, cuffia e occhialini), insomma, condizioni ideali. Mi son ripreso con gli interessi quanto andato male gli anni prima. Questo tempo è un bel risultato ma si poteva fare anche meno!

Sabrina:

Già la partenza al buio non è stata proprio semplice. L’acqua era comunque calda intorno ai 18 gradi, e in generali le condizioni erano buone. Nel momento in cui mi stavo avvicinando all’arrivo, arrivata al punto di risacca, lì ho dovuto spingere per una buona mezz’ora, ma non bastava, dalla barca Thomas mi spronò per tenere quel ritmo un’altra mezz’ora. In quei casi è tutto testa!

Qual’è stato il momento peggiore?

Andrea:

Prima di partire. Sono arrivato il 21 agosto, e per le condizioni avverse continuavano a rimandare la partenza. Ero preoccupato di non riuscire a partire, anche perché ero convinto di riuscire a farcela questa volta.

Sabrina:

All’inizio. La partenza alle 2 di notte, la paura di avere freddo mi portarono mille pensieri. Con Thomas avevamo deciso che i rifornimenti li avrei avuti con acqua tiepida e non bollente. Ma il freddo e l’agitazione mi avevano messo in grande difficoltà. La chiesi bollente, e dopo poco riuscii a superare questa crisi, che fu l’unica fortunatamente. Non potevo mollare subito!

E quello migliore?

Andrea:

L’arrivo dell’alba. Era fatta, vedevo la Francia, mancavano circa 3 ore. Bello è stata anche la ricerca del mio team. Causa Covid già non è stato facile. Poi, una volta in Gran Bretagna, il mio fisioterapista è dovuto tornare in Italia per problemi di lavoro. Avevo bisogno di qualcuno sulla barca e per fortuna, grazie anche alla mia compagna, abbiamo trovato una persona disponibile. Un’altra emozione è stata la consegna della bandiera italiana, ricevuta a 200 metri dall’arrivo con la quale ho toccato terra francese.

Sabrina:

Quando ho visto arrivare l’alba! Vale tutta la fatica fatta. Un cielo rosso, colori incredibili, ho esclamato “Mamma mia!”.

Dopo una notte passata a nuotare, vedi la luce, vedi la barca! Bellissimo è stato anche nuotare in mezzo ai pesci!

Bene! E adesso? La rifaresti?

Andrea:

La rifarei se potessi fare il record dello stretto. Ma ora ho altri obbiettivi.

Sabrina:

Nooooo, buona la prima e l’ultima!

Prossimo obbiettivo?

Andrea:

Sarà qualcosa di estremo, riguarda il freddo (non gelido), punto a una prova lunga e dalle temperature rigide. Tra poco lo svelerò!

Sabrina:

Per il momento nulla! Ho pensato per due anni a questo obbiettivo. Certo in mezzo ho fatto altre cose, ma di imprese come questa per il momento stop. Sarò comunque all’Elba Swim per la 12 km di “Abbracciamoli”.

E se qualcuno facesse un salto a Dover, e volesse bersi un bel boccale di birra, il posto giusto è Les Fleurs.

Lì troverete i nomi di Andrea Oriana e Sabrina Peron, insieme a tutti quelli che hanno, in più di 100 anni, conquistato la Manica.

Chi sarà il prossimo???

  1. Foto copertina: Sabrina Peron e Andrea Oriana

Intervista Sabrina Peron 16 settembre, Andrea Oriana 17 settembre 2020.