La quinta edizione del Grand Prix Sicilia Open Water è giunta al termine!

Una frase di per sé normale se non fosse che pronunciata nel 2020 assume un significato del tutto eccezionale.

È passata poco più di una settimana dallo svolgimento della finale del Circuito Regionale che da ormai 5 anni coinvolge le più belle località costiere siciliane.

Ma facciamo un passo indietro…

Il Grand Prix Sicilia nasce nella primavera del 2016 da una chiacchierata fra il Presidente Regionale FIN Sicilia, Sergio Parisi e Paolo Zanoccoli, che sarebbe diventato da lì a poco organizzatore e coordinatore regionale dell’intero progetto.

L’idea iniziale che prevedeva la creazione di un piccolo circuito che riunisse esclusivamente le gare che nell’estate ormai prossima si sarebbero svolte nella fascia orientale dell’isola – Catania, Giardini Naxos e Messina – si trasformò ben presto in qualcosa di più esteso e strutturato, con l’obiettivo di coinvolgere tutte le manifestazioni FIN già in programma nelle varie provincie siciliane.

Negli anni precedenti si era già organizzata la Coppa Sicilia, ma si trattava comunque di un circuito ridotto, composto da poche gare e quasi sempre circoscritte in ambiti territoriali specifici. Adesso si provava a creare un circuito diffuso in tutta l’isola e organizzato su regole comuni non solo tecniche ma anche organizzative.

L’obiettivo era quello di dare vita ad un settore, quello del nuoto di fondo agonistico che in pratica non esisteva ancora.

Nel 2015, ultima stagione prima della nascita del Gran Prix, la media di partecipazione alle gare siciliane era di 57 atleti per gara, quasi tutti appartenenti alla categoria master. Solo un quinto degli atleti totali erano agonisti e di questi solo 14 erano Esordienti A.

Nel 2020, quinta stagione del GP la media di partecipazione è salita a 150 atleti per gara, dei quali ormai oltre un terzo sono agonisti e di questi quasi 50 sono Esordienti A.

Una crescita verticale che vede oltretutto nelle gare più corte gli atleti agonisti essere ormai al via in numero stabilmente maggiore dei master.

Ma cos’è esattamente il GP Sicilia?

Nasce come un insieme di manifestazioni siciliane facenti parte del circuito nazionale FIN di nuoto in acque libere aperte a tutti gli atleti tesserati e comprendente gare disputate su qualunque distanza, dalla staffetta al miglio, dal mezzofondo al Fondo fino ad arrivare alle 10 km e negli anni passati anche ai 16 km della Gran Fondo di Milazzo.

Sin da subito la convinzione fu quella di dover innalzare gli standard tecnici ed organizzativi per incentivare la partecipazione del settore agonistico ma non solo e quindi venne introdotto un sistema di cronometraggio automatico mediante transponder con una struttura di arrivo galleggiante che veniva trasportata in auto di gara in gara. Si lavorò sull’immagine del Circuito, si strinsero accordi con partner tecnici, si formularono dei regolamenti che diedero vita a varie classifiche e si definirono degli standard organizzativi unici da rispettare in ogni singola competizione.

Le manifestazioni hanno continuato ad essere organizzate dagli organizzatori storici o da nuovi che negli anni si sono affacciati nel circuito ma nessuno era più da solo. Ognuno aveva finalmente il concreto supporto tecnico ed organizzativo del Comitato attraverso l’infrastruttura del GP e questo ha segnato il punto di svolta che ha consentito i notevoli passi avanti compiuti in questi anni sia dal punto di vista tecnico che degli standard di sicurezza e di gestione gara che fanno del GP Sicilia un riconosciuto punto di riferimento a livello nazionale.

In questi anni, diversi sono stati i fattori alla base della crescita dell’intero movimento.

Di certo la stretta e continuativa collaborazione con il Comitato Regionale FIN nella figura del Responsabile Regionale Nino Fazio; l’intraprendenza dei tanti organizzatori che hanno sempre creduto nel progetto rischiando in prima persona ma soprattutto la collaborazione attiva di numerose società che hanno ampliato enormemente la loro partecipazione agli eventi in acque libere soprattutto nel settore agonistico.

A tutto questo si aggiunge nell’ultimo anno la costituzione di una Commissione Fondo Regionale nella quale – caso unico in Italia – organizzatori, tecnici, giudici e comitato collaborano attivamente per ottimizzare gli aspetti organizzativi di ogni gara.

E si arriva ad oggi.

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In un panorama desolante ci racconta Paolo Zanoccoli:

Non abbiamo mai smesso un solo istante di credere che avremmo potuto realizzare qualcosa, fosse stata anche una sola ed unica gara. Mentre tutto intorno a noi, singoli organizzatori e comitati, annullavano ogni competizione sul territorio nazionale il nostro pensiero è sempre stato quello che se avessimo avuto anche una sola possibilità ci saremmo dovuti far trovare pronti e per questo abbiamo sempre continuato a lavorare con un occhio ai numeri del contagio, ai DPCM e ai regolamenti della Federazione e con l’altro allo sviluppo del calendario 2020 e alle regole per poterlo disputare.

I risultati ottenuti hanno premiato la nostra lungimiranza e forse anche il pizzico di follia necessaria.

Il Covid-19 ha però causato comunque molti problemi. Il calendario 2020 è stato quasi del tutto rivoluzionato con la perdita di 3 delle 8 tappe previste e il cambio di sede di alcune delle gare rimaste in programma; ma nonostante tutto e grazie al coraggio e alla caparbietà di molti si è giunti alla fine portando a termine ben 5 manifestazioni con 10 gare tutte partecipatissime.

Prosegue racconta ancora Paolo Zanoccoli:

Noi tutti avevamo paura che il contagio e l’impossibilità di allenarsi per mesi avrebbero convinto molti atleti a disertare i campi gara ed invece sin dal mese di maggio abbiamo iniziato a vedere società di agonisti e gruppi organizzati di master allenarsi in mare facendo salire l’attesa per l’inizio della stagione e questo solo perché avevamo dato loro un motivo per non arrendersi all’evidenza.

A fine luglio a Scopello in provincia di Trapani, sede del tutto nuova per il GP, ha preso il via l’edizione 2020 e i numeri sono stati subito eccezionali.

Ricorda Paolo:

È stata una delle primissime gare open water (ma non solo) disputate in Italia e sapevamo di avere su di noi gli sguardi di tutti, addetti ai lavori, Comitati, Federazione, forze dell’ordine ma nonostante tutto siamo riusciti a vivere una splendida giornata di sport, un “ritorno alla vita” sportiva e non che ha segnato l’inizio di una stagione entusiasmante.

Poi Messina, orfana della storica gara del Baia di Grotta annullata per problemi logistici legati al Covid ma comunque capace di reinventarsi con successo in una nuova location; Milazzo con l’unica 10 km FIN disputata in Italia e ormai riconosciuta manifestazione di interesse storico con oltre 120 partecipanti provenienti da tutta Italia.

Palermo trasportata nello spettacolare Golfo di Mondello a causa dei soliti problemi logistici e infine Avola, sede della finale, new entry del GP ma già nei cuori di tutti grazie al mare cristallino e ad una location che offre tutto quanto si possa desiderare per organizzare un grande evento.

Queste le altre 4 tappe che hanno dato vita all’edizione ventiventi del GP Sicilia. Conclude Zanoccoli:

Un’edizione straordinaria la migliore di sempre sia per numeri che per qualità degli eventi che per l’entusiasmo di tutti coloro che a vario titolo ne sono stati coinvolti.

Sul contributo da parte della FIN si sofferma il responsabile regionale Nino Fazio:

I mesi di lockdown hanno visto continui contatti con i vertici federali. Si è fermato il nuoto, ma non la progettualità. Sono stati mesi oscuri ma importantissimi, perché si sono gettate le basi per il successo della stagione estiva.

Sia a livello regionale che nazionale la Federazione ha valorizzato le manifestazioni del GP Sicilia, il cui calendario ha rappresentato uno dei principali riferimenti per i tesserati di tutta Italia. Al tempo stesso, la Sicilia si è fatta trovare pronta nell’occasione agonistica più importante, inviando un nutrito gruppo di giovani atleti ai Campionati Italiani Assoluti di Piombino, confermandosi parte vitale del movimento agonistico nazionale.

Un contributo fondamentale per la crescita del circuito è scaturito inoltre dalla collaborazione con il Comitato Regionale ASI che, grazie alla suddivisione del Circuito in due parti, una “federale” comprendente le gare di “Fondo” ed una “amatoriale” che racchiudeva le gare “Sprint”, ne ha consentito l’apertura a tutti quegli atleti cosiddetti “amatori” o semplicemente tesserati per altri sport che fino ad oggi ne erano rimasti esclusi e che hanno così avuto la possibilità di cimentarsi nelle nostre gare scoprendo un mondo fino a poco prima sconosciuto.

Pensando al futuro, racconta infine Paolo Zanoccoli:

“La Sicilia vive purtroppo anche nello sport un perenne isolamento. Pur essendo aumentata negli anni, la presenza di atleti extra regione resta sempre una percentuale troppo bassa rispetto la qualità degli eventi sportivi e la bellezza dei luoghi ove essi si disputano.

Il movimento siciliano è costretto a reggersi sulle sue sole gambe ma questo più che rappresentare un limite si è trasformato in uno stimolo a migliorarci di anno in anno per coinvolgere sempre più atleti siciliani ma anche si spera tutto il resto d’Italia in quello, che è ancora solo all’inizio di un progetto a lungo termine.

Il GP Sicilia Open Water si è appena concluso ma già si pensa alla prossima stagione.

Molte le idee in cantiere che non riguarderanno la sola attività estiva bensì, come negli ultimi anni anche quella invernale con diverse iniziative che si spera potranno essere messe in atto.

Il tutto a testimonianza di un movimento vivo che, al di là di ogni più ottimistica previsione esce oltremodo rafforzato da un anno terribile “e questo, già di per sé è un fatto meraviglioso che riempie noi tutti di orgoglio” conclude Paolo.

Foto: Gran Prix Sicilia Open Water