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Naviglio e Manhattan: acque libere, nemmeno un oceano divide le emozioni

Naviglio e Manhattan: acque libere, nemmeno un oceano divide le emozioni

Come spesso accade le acque libere regalano emozioni. Vere. Che rimarranno scolpite nei cuori dei partecipanti per anni.

Qui non si tratta solo di buttarsi in acqua e “nuotare”. Qui ci sono storie.

Spesso incredibili. Spesso da raccontare.

Ecco perché Corsia4 ha deciso di esserci.

Domenica 8 Settembre si è disputata la 7ª Edizione della GRAN FONDO DEL NAVIGLIO 2018. È uno degli organizzatori, Maurizio Gulli, che ci racconta come è nata questa bellissima idea.

In realtà non ci siamo inventati assolutamente nulla. La GFDN è nata nel 1895 con la sua prima edizione. Poi fu interrotta per motivi bellici ed abbandonata negli anni nonché riscoperta per l’appunto sette anni fa dalla Fondazione per la Promozione dell’Abbiatense (che oggi non esiste più) ed ora ereditata da Terre dei Navigli e Sport Natura che l’anno implementata di anno in anno. Questo è il terzo anno da noi direttamente gestito. L’anno scorso la manifestazione contò alla partenza 113 atleti quest’anno ben 170.

Sono 24,5 km con partenza da Cassinetta di Lugagnano, 14 km con partenza da Gaggiano e 2 km dal pontile della Cannottieri San Cristoforo a Milano con arrivo in darsena. Voglio sottolineare che questa è l’unica manifestazione di Gran Fondo al mondo organizzata all’interno di un canale artificiale tra l’altro in un contesto assolutamente urbanizzato basti pensare che l’arrivo è collocato praticamente in centro a Milano.

Per me era la prima volta. No, non come nuotatore, ma come accompagnatore. Da qualche settimana avevo deciso di seguire mio fratello, in bicicletta, lungo tutti i 24,5 km del percorso. Curioso, appassionato, emozionato. Quando poi ho scoperto che alla gara avrebbero partecipato anche alcuni “campioni” nonché amici della nazionale paralimpica di nuoto ero sicuro che l’emozione sarebbe stata per me esponenziale.

È nell’oratorio di Cassinetta che incontro Simone Barlaam, Federico Morlacchi, Alberto Amodeo e Alessia Berra.

Per la verità è stato mio padre Riccardo – ci confida Simone, fresco detentore del record mondiale categoria S9 dei 50 stile libero stabilito agli Europei di Dublino lo sorso Agosto – ironman, a lanciarmi l’idea di fare la presenza, a mo di testimonial, in questa manifestazione. Alchè mi sono detto perché invece non partecipiamo come atleti? È così che circa 3 mesi fa lanciai la sfida e l’idea a Federico.

Eccolo che arriva il nostro olimpionico nazionale Federico Morlacchi, l’incubo di Wikipedia, perché nemmeno la nota pagina di informazione online, riesce ad aggiornare tutte le medaglie vinte in campo internazionale dal campione di Luino.

Quando Simo mi fece questa proposta risposi immediatamente si. Ora sono alcune notti che non riesco a prendere sonno per l’agitazione. Dopo tutto non credo mai di aver nuotato per più di due ore di seguito. Proverò a partire deciso. Vediamo se riuscirò ad arrivare in fondo.

Alessia, atleta impovedente che avrà al suo seguito un canoista e Alberto, sorridono ascoltato le dichiarazioni di Federico. Pacca sulle spalle e li salutiamo, augurando loro, di compiere una bella prestazione.

Cassinetta si riempie di gente. Amici, parenti, semplici appassionati. Tanti curiosi.

Persino il parroco, Don Emilio, ci regala una battuta.

Quando ero piccolo, io che sono cresciuto a Robecco sul Naviglio, mia madre si raccomandava con noi ragazzi, di nuotare nella roggia, ma guai se entravamo nel “naviri”. Complimenti a questi ragazzi che oggi ci nuoteranno per ben 25 km.

Prima della partenza mi incuriosiscono altri personaggi. Li voglio conoscere.

C’è Camilla Montalbetti la più giovane del gruppo. Bellissimo il suo sorriso.

Ho 17 anni sono agonista tesserata per il Team Insubrika. Preferisco le acque libere perché mi fanno sentire bene, in pace, più “libera” perché non è solo il tempo che conta. Per me questa è la terza partecipazione e non vedo l’ora di buttarmi in acqua.

C’è Alessio Matarazzo atleta nel giro della nazionale italiana di open water.

Vengo da Pescara, ho partecipato ad una tappa della coppa del mondo in Portogallo con Ruffini e tutta la nazionale italiana, ho deciso di partecipare a questa manifestazione per curiosità. Voglio provare a nuotare nel naviglio, senza aver degli obbiettivi precisi, se non quello di non soffrire psicologicamente sia la distanza, sia il periodo di riposo estivo. Ho solo 3 settimane di allenamento nelle braccia, proverò a spingere, vediamo cosa succede.

C’è Grith Sigsgaard bionda danese residente in Olanda. In un perfetto inglese ci racconta un pò di lei.

Sono molto curiosa di fare questa esperienza che per me sarà un autentica novità. Io sono specialista di gare di gran fondo, ho appena percorso 140 km nuotando attraverso il mare adriatico dalla Croazia all’Italia per ben 38 ore di nuoto consecutivo (una passeggiata aggiungo io). Mi sono allenata per tenere un buon passo. Speriamo di fare bella figura e arrivare a Milano tra i primi.

Sono le 13. Dopo l’inno di mameli, si parte, tra gli applausi scroscianti del folto pubblico.

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Dopo alcuni chilometri, mentre Alessio fa il vuoto alle sue spalle, Federico lo segue a circa un centinaio di metri, Grith è quinta assoluta e prima delle donne, mio fratello Alessandro fa parte di un gruppetto di inseguitori insieme a Simone, con Camilla, Alessia e Alberto che, partiti con molta calma, trovano il loro ritmo.

La corrente non sembra forte come in passato. Da Gaggiano, proprio mentre il Naviglio “rallenta” in maniera considerevole, in concomitanza con la partenza della 14 km [in questa distanza partecipano anche Cristiana e Francesca due mie compagne di squadra in Gonzaga, mitiche! NdA]. Mi esplode la ruota posteriore della bici. Decido di proseguire a piedi. Mi sto divertendo. L’emozione e tanta. Pur con fatica, sotto il sole cocente di una meravigliosa giornata settembrina, passo i rifornimenti ad Ale, nonché continui incoraggiamenti a non mollare.

A metà gara Alessio nuota ormai in solitario. Federico non molla. Grith dimostra una nuotata tutta forza. Alessandro recupera posizioni complice il cedimento di alcuni nuotatori. Simone, seguito da sua madre Claudia e sua sorella Alice, cerca di non mollare. Camilla, Alberto e Alessia, continuano con il loro passo.

È una gara avvincente. La corrente del naviglio, entrando in città, sembra spegnersi definitivamente. Alessandro, che l’anno scorso chiuse 7° in 3h12’, alla stessa ora, si trova a ben 5 km dalla darsena.
Io continuo a camminare, sotto il sole, con la maglietta di Corsia4 ben in vista.

A San Cristoforo partono i 70 nuotatori della 2km. Li scorgiamo in lontananza. Ci siamo quasi.

Alessio Matarazzo vince la “maratona” in 3h30’50”. Federico Morlacchi sale sul podio conquistando il terzo posto in 3h49’44”. Grith Sigsgaard vince tra le donne in 3h50’36” subito dietro Federico.

Alessandro Florindi termina la sua fatica al 9° posto in 3h58’30”. Camilla Montalbetti chiude seconda tra le donne in 4h10’15”. Dopo una manciata di minuti arriva Simone Barlaam che da puro velocista compie un’impresa davvero importante.

Gli arrivi emozionanti di Alberto ed Alessia, concludono questa “spedizione” paralimpica, in un mare di applausi e decine di complimenti da parte di tutti i presenti e dei loro coach Massimiliano Tosin e Micaela Biava.

Laura Volpi e Santa Pulvirenti tra le donne vincono rispettivamente la 14 km e la 2 km, mentre Simone Salvini e Leonardo Morlacchi tra gli uomini, sono i trionfatori rispettivamente della 14 km e 2 km.

La meraviglia della acque libere non finisce qui.

Dall’altra parte dell’oceano, a New York, Manhattan, si sta disputando una gara pazzesca. Nessun paragone con quella disputata sui navigli. Li le condizioni sono veramente estreme. La gara è denominata 20 Bridges. Si gira intorno alla famosa isola newyorkese, per ben 47 km, con l’acqua mediamente a circa 20 gradi e delle correnti pazzesche.

Il cielo grigio, la pioggia e il fiume Hudson fanno il resto. 16 sono i nuotatori che partono da Mill Rock l’8 Settembre.
Tra questi, c’è l’italiana Sabrina Peron, avvocato e nuotatrice tesserata per Gonzaga Sport Club di Milano, autentica campionessa in questo tipo di imprese fuori dal comune.

La cosa stupenda, è che Sabrina, viene seguita in barca da Riccardo Barlaam, papà di Simone e noto giornalista del “Sole24ore”, nonché autore e regista de I Pesci Combattenti, docu film che narra la storia dei nostri atleti paralimpici citati in precedenza che preparavano l’olimpiade di Rio 2016.

Fantastico vero?

Coincidenze che emozionano. Coincidenze che devono essere raccontate.
Nel frattempo sto crollando sulla tastiera del mio pc. È quasi mezzanotte quando Riccardo, dalla barca, da NY, mi informa che Sabrina è arrivata. Ce l’ha fatta. Ha portato a termine un’impresa capolavoro.

Che Oceano di Emozioni le acque libere.

About The Author

robertoflorindi

Istruttore e Tecnico della Federazione Paralimpica, insegna nuoto ai piccini e ai suoi ragazzi diversamente abili, che sono per lui fonte di ispirazione di vita quotidiana. Giornalista pubblicista, Blogger e appassionato di tutto ciò che odora di cloro, sapidità marina e... di uva, essendo diplomato assaggiatore di vino. Nuotatore agonista master di scarso livello, adora cimentarsi più che contro il tempo, verso le sfide più difficili, che solo il mare può regalare. Vive con la moglie Isabella in provincia di Pavia.

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