A un mese e mezzo dal tentativo, si fa serrato il programma di preparazione di Andrea Oriana per centrare l’obiettivo di attraversare il Canale della Manica.

Il nuotatore lecchese, 46 anni, inizia da questa settimana gli allenamenti ai quasi mille metri del lago elvetico di Poschiavo, ai piedi del Passo del Bernina, nel Cantone dei Grigioni.

Andrea Oriana è stato un nuotatore agonistico ex-Nazionale, nei 200 delfino stabilì i primati della distanza sia in vasca corta che in lunga e partecipò alle Olimpiadi di Atlanta del 1996.

Nelle fredde acque del bacino a poca distanza dalla Valtellina, Andrea si acclimaterà alle temperature proibitive del Mare del Nord e dell’Oceano Atlantico che incontrerà nella settimana del prossimo ferragosto, range in cui definire il giorno per effettuare la performance con partenza dalle coste britanniche di Dover per approdare, dopo circa 40 chilometri e dieci ore di impegno agonistico, sulla spiaggia francese di Calais.

Per le prime tre settimane di luglio Oriana, ora apprezzato mental coach, ha optato per un giorno in quota, a sua scelta, a Poschiavo, che integra il cronoprogramma già seguito da tempo, articolato in quattro chilometri mattutini nelle acque del lago di Lecco, seguiti da 6-7 chilometri pomeridiani in piscina alternandosi in impianti tra Bresso e Milano, per non scendere mai sotto la media dei 10 km. di training quotidiano.

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Lunedì 22 luglio sempre nelle acque del lago di Poschiavo è fissato un test probante per un’attenta disamina del lavoro svolto, a poco più di venti giorni dalla traversata ufficiale,

Per Andrea, nella sua mission, conta l’animus audendi, il coraggio di osare, come spinta psicologica fortissima che isola da ogni condizionamento esterno e fornisce la massima concentrazione sui propri obiettivi: un principio forte, condiviso con Elite Academy, l’innovativa scuola di formazione per manager di piccole e medie imprese con sede a Torgiano nel Perugino, che lo sostiene in un’ impresa di alti significati.

Andrea aveva già tentato la Traversata nel 2018, si era fermato dopo 31 chilometri a nuoto, nel Canale della Manica, mentre stava raggiungendo la costa francese – partito da Dover direzione Calais – ritirandosi dopo 8 ore e 45 minuti.

Questo il suo commento dopo il ritiro:

Si dice che la Manica sia la traversata natatoria più difficile al mondo e me ne sono proprio reso conto.

Nelle prime quattro ore mi sono trovato a combattere con onde alte e con una corrente contraria che spingeva lateralmente. Per oltrepassare questo muro d’acqua, a partire dalla quinta ora ho cominciato ad avere crampi alle gambe e ai polpacci e per questo nuotavo solo di braccia. Ho avuto una contrattura alla scapola sinistra, gola e lingua infiammate per le tante bevute di acqua marina, freddo con correnti a 15 gradi e per di più la marea spostava la barca fuori rotra aumentando il tragitto, non di uno ma di 10 chiometri.

Con la Manica non si scherza, si calcola che ogni anno solo il 25% di chi prova la traversata riesca a toccare gli scogli di Calais. Ancora un anno e quel tocco sarà mio. […] 

Questa è una piccola delusione, ma ciò che insegno sempre è che bisogna sempre ripartire dalle delusioni per renderle occasioni. Per questo voglio prendermi la rivincita, quindi tornare a Dover e conquistare la Manica.

La Traversata della Manica, un po’ di Storia

Il primo uomo ad aver attraversato il Canale della Manica è stato Matthew Webb, un comandante di navi mercantili che il 25 agosto 1875 nuotò da Dover in Inghilterra alle rive di Calais in Francia in meno di 22 ore.

Uno dopo l’altro, i record di traversata sono andati riducendosi in numeri di tempistiche, fino a raggiungere le 11 ore e 38 minuti: primato detenuto da Howard James del 2016.

La partenza e l’arrivo sono le stesse di 143 anni fa e la distanza è di 34 km i quali, tuttavia, aumentano fino a raggiungerne più di 40, in quanto le forti correnti impediscono di compiere una linea retta da Dover a Calais.

Il nuotatore viene sempre seguito da una barca con a bordo un team che supporta l’atleta, provvede alla sua alimentazione e sorveglia la sua traversata nelle fredde acque della Manica. Le temperature dell’acqua non superano mai i 18° e ogni nuotatore può indossare solamente cuffia, occhialini, costume e il tipo di grasso che preferisce (oca, balena o altri) per permettere al proprio corpo di abituarsi al freddo nelle prime ore della lunga traversata.

dal sito andreaoriana.it