“Le braccia e la testa si possono allenare solo se il Cuore lo permette”

Noli. Settembre 2018.

Sono sdraiato in spiaggia. Mi sto godendo questo bellissimo sabato di sole. Domani c’è la 5 km. Dopo alcuni istanti mi presentano un omone. Calvo. Occhiali da vista. Sguardo simpatico e sorridente. Quasi sfrontato direi.

Piacere mi chiamo Thomas. Domani vorrei affrontare la mia prima 5 km in acque libere anche se non ho la minima idea di come fare.

In un’oretta circa, mi racconta tutta la sua storia, tutta d’un fiato. Rimango colpito dalle sue parole. Dal suo passato. Dalla sua estrema voglia di farcela. Dalla sua inesauribile voglia di vivere. Il suo progetto m’incanta. Mi affascina. Mi lascia dentro un profondo desiderio di seguirlo.

“Domani la 5 km la faremo insieme. Fianco a fianco”.

Esclamo al termine del racconto.

Milano. Ottobre 2018.

Dopo la prima esperienza, Thomas di strada ne ha fatta parecchia, progredendo a livello tecnico in maniera importante. La 5 km di Noli, dei nostri amici di Italian Open Water Tour, fu la prima pietra per la costruzione di un grattacielo. Durante quella “gara”, dove Thomas arrivò ultimo, sfiorando il tempo limite delle due ore, personalmente maturai la convinzione che il ragazzo poteva farcela.

La motivazione fa tutto. Sono abituato a vederlo dentro l’anima dei “miei” ragazzi della squadra Paralimpica che alleno a Melegnano. Quando c’è la motivazione, quando c’è la tenacia, quando c’è la consapevolezza, umile, che per costruire qualcosa di parte dal basso, allora non ci sono ostacoli, perché il cuore il cuore ci aiuta a superarli tutti.

Andiamo con ordine.

Thomas raccontaci come nasce questa idea:

L’idea nasce durante un incontro di lavoro. Li, non so spiegarvi perché, maturo la convinzione che le cose straordinarie le possono fare tutti e che i limiti sono solo nella testa. Ho sempre avuto il desiderio di affrontare una sfida con me stesso, in mare. Ecco che “accarezzo” l’idea di Circumnavigare l’isola del Giglio a nuoto. In solitaria.

Parlaci del tuo progetto “Quante Storie per un Giretto:

Voglio raccontare una storia di “vita ridata” e messa a disposizione di altre meno fortunate.

Questo racconto sarà raccolto in un libro dove la protagonista è proprio la Vita. Lo scopo è quello di raccogliere fondi per la cura della leucemia infantile, con l’obiettivo di dimostrare, che i limiti sono solo nella nostra testa. Quando si ha la fortuna di rinascere, quando ci viene data una seconda possibilità, bisogna apprezzare la vita facendo qualcosa di speciale per gli altri. È altresì un progetto molto intimo. Si parla della mia Vita, e della sua parte più profonda, diventata anche la più forte, quella che mi ha spinto a creare questa iniziativa.

Come si svilupperà questo libro?

È il racconto di una storia fatta di tante piccole imprese, compiute da una persona normale che crede nella possibilità di portare a termine situazioni per certi versi mirabolanti, con il duplice scopo di cui parlavamo prima.

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Vogliamo presentarti agli amici di Corsia4?

Mi chiamo Thomas Cogliati, ho 48 anni e nella vita mi occupo di vendite; vivo in Lombardia ma sono un grandissimo appassionato del mare e appena posso cerco di viverlo in tutti i modi possibili, sopra e sotto. 40 anni fa quando la scienza era pionieristica e le strutture non erano organizzate come oggi, sono guarito dalla leucemia, grazie agli stessi medici che ancora oggi combattono quotidianamente contro la stessa malattia.

Dimostrare di poter nuotare più di 25 chilometri in mare aiuterà non solo economicamente ma anche psicologicamente chi è coinvolto oggi dalla malattia. Oggi considero le mie cure e la guarigione come una rinascita e credo che quando una persona ha l’opportunità di rinascere sia consapevole che la Vita abbia un valore inestimabile e che debba esse utilizzata al meglio per sé e per aiutarne altre.

È emozionante anche solo ascoltarlo. Dai suoi occhi scappa una lacrimuccia.

Quando lo studio della Leucemia infantile era ancora agli albori, Io ho avuto la fortuna di incontrare uno staff di medici che avevano un progetto allora davvero ambizioso: guarire i bambini da questa malattia. Non tutti però ce l’hanno fatta. Ecco che nacque un comitato creato da un papà che non ebbe la fortuna di poter crescere con la sua bambina. Il comitato prende proprio il nome della sua bimba, Maria Letizia Verga, che grazie ai fondi raccolti, permette ai medici di continuare la ricerca e, ad oggi, guarire circa l’85% dei bambini malati.

Parliamo di nuoto. Come procede il tuo percorso?

Sono partito da zero e tu lo sai meglio di me. Non potrò mai dimenticare la fatica di Noli, durante la prima 5 km, quando solo arrivare in spiaggia, è stata una liberazione. Quest’anno, dopo circa 11 mesi di preparazione, dopo aver perso parecchi chili, con l’aiuto di voi professionisti del settore, tu, Paolo Felotti ed Erich Persico, ho affrontato la mia prima stagione di nuoto in acque libere.

Ho portato a termine il 12° Trofeo Città di Pineto (12 km) e la Gran Fondo i Tre Fratelli (25 km) eventi abilmente organizzati dal gruppo Spatangus capeggiati dall’inesauribile Cristina De Tullio, gli oltre 24 km della Gran Fondo del Naviglio, tutti risultati per me inimmaginabili soltanto alcuni mesi fa. Traguardi che danno un senso concreto al progetto che culminerà a fine agosto 2020, con la circumnavigazione a Nuoto dell’isola del Giglio in solitaria.

Vuoi lanciare un ultimo messaggio?

I passaggi, le emozioni e i momenti difficili, vissuti da me durante la cura della Leucemia, che saranno raccontati nel libro, vogliono porre l’accento e creare un parallelismo tra gli sforzi, le fatiche e la voglia di combattere che ora vivo in questa esperienza difficile e fantastica. La mia speranza che possa servire a chi è impegnato nel combattere la malattia.

Tutti noi possiamo fare qualche cosa di straordinario. Se vogliamo tutti possono raggiungere obiettivi inimmaginabili. Voglio infine ringraziare le meravigliose persone che hanno sposato il mio progetto. Nessuno escluso.

Quante storie per un giretto

“Nuoterò perché qualcun altro non debba averne bisogno”

Thomas Cogliati

Vai sul progetto Quante storie per un giretto nel portale “la rete del dono”

Fallo senza un reale motivo. Non c’è un reale motivo per aiutare un bimbo a sopravvivere se non che SE LO MERITA!

GRAZIE

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