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Notizia rilevante: https://www.nuoto.com/2022/11/18/la-nuo … radulescu/
In bocca al lupo anche da parte mia a Bolognani, di cui ricordo un concetto di base: " i miei atleti si migliorano sempre dopo i 20 anni".
Mi sembra molto consono all'approccio che Radulescu ha avuto e continua ad avere con Popovici, nonostante i risultati strepitosi già ottenuti.
Mi pareva migliorato nuoto.com in questo inizio di stagione, ma la redazione incorre ancora in errori abbastanza clamorosi come questo: https://www.nuoto.com/2022/11/14/campio … 2-argenti/
In realtà, ai Campionati nazionali in vasca corta, Popovici non ha partecipato alla finale dei 100 delfino dopo avere nuotato il secondo miglior crono nelle batterie, e quindi per lui ci sono stati 3 ori (100, 200 e 400 stile libero) e un argento (100 misti).
In generale sono stati campionati nazionali decisamente interessanti perché il nuoto romeno sta rapidamente crescendo. Molti giovani e giovanissimi al vertice, con ampie prospettive di miglioramento.
Ad esempio, un grande talento è la dorsista Aissia Claudia Prisecariu, nata nel 2008, e ho già parlato altrove del 2005 Vlad Stancu che, oltre che nei 1500 stile, ha ottenuto un buon crono anche nei 400 misti, ma sono diversi gli juniores in decisa evoluzione.
Anche Popovici, nonostante le sole sei settimane di preparazione, ha dimostrato evidenti progressi nella velocità pura, sia nel 100 stile che, soprattutto, nel 100 misti in cui ha sensibilmente migliorato il suo PB con la furiosa rincorsa, nell'ultima vasca, ad un Daniel Martin che gli era scappato via a delfino, dorso e rana.
Molto bravo Bertoni, nonostante la vasca corta non si addica alle sue caratteristiche...perdere 30/40 cm a virata non è semplice
Vero.
Due considerazioni random
1) Sacchi è riuscito a mettere in difficoltà Minotti (allenatore di Galossi e Bertoni, tra gli altri) chiedendogli a bruciapelo se Bertoni poteva diventare più forte di Galossi.
Minotti ha strabuzzato gli occhi, dicendo che adesso c'è molta differenza tra i due, ma - certo - non si può prevedere il futuro e che Bertoni è molto disciplinato negli allenamenti.
Però l'espressione che ha fatto alla domanda di Sacchi, e come chiamasse Galossi Lorenzo e Bertoni... Bertoni, faceva capire che lui avrebbe scommesso parecchio sul mantenimento della leadership di Galossi anche in futuro.
2) Ho appena visto Stancu, 2005 rumeno, vincere in solitaria (ha doppiato il secondo verso metà gara) i 1500 sl ai campionati nazionali in vasca corta in 14.41.14. Il crono è notevole per un 17enne (avrebbe vinto il titolo italiano) ma dice poco rispetto a quello che potrebbe fare Stancu in futuro.
Non avendo riferimenti negli avversari e conoscendo assai poco la gara in vasca corta, è partito troppo forte (1.52.80 ai 200m, 3.47.93 ai 400m). Prima di metà gara ha cominciato a cambiare di continuo il ritmo di bracciata: in pratica si riposava platealmente allungando la bracciata e rallentandone parecchio la frequenza.
Ciò nonostante è passato agli 800m in 7.44.97 e poi ha continuato con il suo "riposo in gara", alternato a momenti in cui era assai più aggressivo.
Anche nei 100m in cui si è più riposato è riuscito a stare sotto al minuto, a parte un 60"11 dai 1200 ai 1300m.
Riuscire a nuotare quel crono da solo e con quella palese inesperienza nella condotta di gara, dimostra la grinta di Stancu e le sue evidenti potenzialità nel futuro, quando avrà più chiari il passo-gara e la frequenza di bracciata da mantenere.
Insomma, Vlad Stefan Stancu sarà un avversario di Bertoni negli 800 e 1500 sl nei prossimi anni.
Vedremo se Galossi si ripresenterà sui 1500 sl; è probabile che il suo futuro sia su 400 e 800 sl, con i 200 sl come terza gara.
Ultima sessione di gare e qualificazione diretta ai Mondiali per Silvia Scalia, vincitrice dei 100 dorso con un ottimo 56.78.
La gara più spettacolare (e sorprendente nel suo sviluppo) sono stati gli 800 stile libero maschili, in cui Davide Marchello ha acquisito un buon vantaggio per poi venire progressivamente raggiunto da un gruppetto capeggiato da Filippo Bertoni.
A 50 m dalla fine Bertoni aveva un buon vantaggio su un Marchello che sembrava in lotta ormai solo per una medaglia, ma, un po' la vicinanza di corsia con Bertoni, molto il grande orgoglio di Marchello e la sua capacità di sprintare anche in condizioni lattacide complicate, hanno prodotto un bellissimo finale, con Marchello che è riuscito a prevalere per un soffio: 7.41.49 contro il 7.41.56 di Bertoni.
Per il 16enne Bertoni la consolazione di un notevole progresso cronometrico e di un crono di assoluto valore.
Ottimo progresso cronometrico anche per il 2007 Daniele De Signore, vincitore della seconda serie dei 200 dorso in 1.56.14.
Prima serie dominata da Mora che ha confermato la sua capacità di nuotare senza contrarsi nonostante 8 (compresa quella al via) sub tirate fino al limite dei 15 metri.
Infine, rilevo con piacere i progressi di Glessi (1.54.70), giunto secondo nei 200 misti vinti da Razzetti (1.54.06).
Glessi aveva attirato grandi aspettative per i suoi impressionanti crono a 14 anni, e non deve essere stato facile per lui continuare ad allenarsi con determinazione quando, negli anni seguenti, i risultati non confermavano le attese.
Bravo davvero.
Dieci considerazioni anche per la terza sessione di gare
1) 400 stile libero femminili dall'arrivo incertissimo, perché alle due gemelle Cesarano che, come spesso accade, hanno fatto gara speculare, si è aggiunta una terza "gemella", Giordana Artic, alla fine vincitrice in 4.07.46 davanti ad Antonietta (4.07.53) e Noemi Cesarano (4.07.56). Nella seconda serie, ottimo progresso della 2006 Di Giacomantonio (4.10.29).
2) Finale ravvicinato anche nei 400 misti femminile, dove si è confermato il ritorno ad ottimi livelli della Pirovano (4.33.02) preceduta solo dalla Franceschi (4.32.74) su livelli non molto distanti dal tempo limite.
3) L'incertezza ha contraddistinto pure i 200 stile libero maschili, sia per quanto riguarda la prima serie "nazionale" con tre atleti (Marco De Tullio, Ciampi e Di Cola) sull'1.44.2, che la seconda serie "veneta" con Conte-Bonin, Dalla Costa e Frigo sull'1.45.2. In totale sono stati ben 11 i nuotatori sotto l'1.46, a conferma di una grande densità a cui manca un vertice competitivo ai massimi livelli internazionali.
4) 50 delfino femminili con podio occupato dalle tre Di (Di Pietro, Di Liddo e Di Carlo), e Di Pietro ancora su buoni livelli cronometrici a cui il dt Butini ha socchiuso la porta della convocazione mondiale
5) 50 rana femminili vinti dalla Pilato in 29.71, a cui Sacchi ha riservato commenti tra il perplesso-preoccupato (resta distante dai suoi migliori crono di due anni fa sui 50, dopo essersi concentrata sui 100) e il fiducioso-ottimista (si conferma una delle raniste di maggiore personalità al mondo). In realtà Sacchi (di cui ammiro la serenità nei toni) ha usato una parola, nella parte fiducioso-ottimista, che ho evitato di riportare in quest'epoca in cui si fanno le pulci ad ogni dichiarazione.
6) Simone Cerasuole potente e determinato in acqua ed estremamente consapevole nelle sue dichiarazioni post-gara. Ricorda, non solo nel nome, un altro romagnolo, Sabbioni. Belle le congratulazioni a fine gara del suo avversario-coach Scozzoli.
7) la 2006 Sara Curtis conferma di essere veloce in ogni stile: 31.79 per lei nei 50 rana. Una sorta di Ceccon al femminile e quindi ottimo prospetto per i 100 misti.
8) Rivolta conferma la sua potenza nei 100 delfino (49.49, pass ottenuto ufficialmente), dove è determinato a rendere la vita dura a chi vorrà strappargli il titolo mondiale di vasca corta, anche se è consapevole di non essere il favorito a Melbourne. Se c'è un LeClos 2.0, anche il Rivolta che meditava il ritiro un paio di stagioni fa e poi ha vinto il Mondiale di corta ad Abu Dhabi, lo è.
9) Finale dei 50 dorso con malfunzionamenti vari, tra start e non rilevamento del crono di Milli, che ha visto il successo di Mora, per poi riconfermare una regola non scritta del nuoto, e cioè che quando gli atleti ripetono la prova, da soli o per uno spareggio, se si tratta di distanze brevi i loro crono migliorano sempre. Milli ha ripetuto la prova in solitaria ed ha ottenuto un 23.50 (secondo crono assoluto) che di sicuro è migliore del crono che aveva realizzato in precedenza nella finale ad otto. L'apparente sfortuna si è quindi tramutata in fortuna.
10) Butini sempre pacato nelle sue dichiarazioni da buon pater familias, che si presta volentieri ai microfoni Rai. In ogni caso, meglio del solito la Caporale: si può sempre migliorare (anch'io concludo con una nota ottimistica, stando attento al politically correct)
Finale in crescendo per la sessione pomeridiana della prima giornata di gare, con due pass mondiali nei 200 misti femminili ed altrettanti nei 100 stile libero maschili.
I progressi più significativi sono quelli di Costanza Cocconcelli, che ha vinto i 200 misti con 2.07.12 davanti ad una finalmente soddisfatta Sara Franceschi (2.07.38) e a Ilaria Cusinato (2.08.00, anche lei sotto il tempo limite), e quelli di Paolo Conte Bonin, secondo nei 100 stile libero in un ottimo 46.46, a soli 5 centesimi dal vincitore Miressi. Netto PB anche per Carraro, vincitore della seconda serie in 47.26 e terzo assoluto.
Sia Conte Bonin che Carraro sono del 2002 e consolidano il livello davvero elevato a cui è approdata la velocità a stile libero italiana.
Da sottolineare anche il risultato dei 200 rana maschili, vinti da Gabriele Mancini (altro 2002) in 2.04.77 davanti all'ennesimo esponente dell'Imolanuoto, Stefano Saladini, che migliora anch'egli di netto il PB portandolo a 2.06.07.
Nei 100 dorso vinti da Mora con un crono ancora sotto i 50", buon 53.45 per il 2007 Del Signore.
In campo femminile, peccato per i problemini di stagione che hanno complicato il tentativo della Di Pietro di nuotare il tempo limite nei 50 sl. Vittoria per lei in un comunque discreto 24.10 e, a differenza di Sacchi, annoterei come del tutto soddisfacente il 24.38 con cui la Tarantino è giunta seconda precedendo la 2006 Curtis, al primo podio assoluto con il suo 24.80.
Buon esordio stagionale per Popovici, che ha vinto i 100 stile libero ai campionati nazionali di vasca corta (che si disputano ad Otopeni in contemporanea con gli Italiani) stabilendo con 46.62 (22.78 ai 50m) il nuovo record nazionale. Il precedente PB di Popovici in vasca corta (dove ovviamente fatica ad esprimere le sue grandi qualità di progressione nel nuotato) era di 46.77.
A proposito di interviste con Radulescu, vi segnalo questa di Alex Pussieldi, in cui Radulescu conferma che i 400 stile libero potrebbero diventare, in futuro, la terza gara individuale di David: https://swimchannel.net/la/entrevista-e … -popovici/
Risultati: https://fin2022.microplustiming.com/NU_ … ne_web.php
Prima mattinata di gare senza spunti eclatanti, come prevedibile considerato che siamo nella prima metà di Novembre e chi voleva cercare la qualificazione diretta per il Mondiale in vasca corta di Melbourne l'ha già cercata al Nico Sapio.
Dieci sms.
1) Si confermano Cerasuolo e Ciampi nei 50 rana e 400 stile libero su crono di buon livello
2) Buon crono anche per Rivolta nei 50 delfino, a pochi centesimi dal tempo limite per i Mondiali di Melbourne
3) Benedetta Pilato vince i 100 rana, unica atleta a scendere sotto l'1.05, e sono in totale cinque le atlete sotto l'1.06 ( anche Castiglioni, Carraro, Angiolini e Fangio, con una Angiolini che mi è parsa molto veloce nel nuotato ma con qualche difficoltà a prendere le misure nelle virate)
4) Nei 200 stile libero femminile prevale la Panziera con un crono di 1.57.0 che conferma il livello non eccezionale di una gara in cui appare possibile una rapidissima ascesa al vertice nazionale della 2009 Santambrogio
5) Bianchi all'ennesimo titolo nazionale di una carriera infinita che, prima del via, si complimenta con Elena Capretta per il suo crono (57.85) nella seconda serie, e chissà che sia proprio la Capretta la new entry di una gara in cui le protagoniste (Bianchi e Di Liddo) sono sulla scena da parecchio
6) Scalia vincitrice dei 50 dorso ma, come già accaduto in passato, scontenta per avere mancato il tempo limite, e quindi confortata dalla compagne di podio (Di Liddo e Cocconcelli). Anche la Panziera ha svelato ai microfoni della Caporale i suoi frequenti pianti nella scorsa stagione: il nuoto è sport esigente, non c'è dubbio.
7) Buon ritorno di Giulia D'Innocenzo, tra 50 dorso e 100 delfino.
8) Podi sfumati per un soffio per tre vincitori delle seconde serie: Delladio nei 400 misti, Cenci nei 200 sl e la già citata Capretta nei 100 farfalla.
9) Buon comportamento generale degli atleti del Nuoto Cl Azzurra91 Bo, culminato nel titolo della Bianchi e nel grande progresso della Capretta.
10) Nelle interviste post-gara molti sottolineano le difficoltà di riprendere gli allenamenti e altri problemi non specificati; periodo duro per tutti, certo, e per questo sarebbe bello inviare qualche messaggio ottimistico da chi, comunque, pratica lo sport che ha scelto fin da piccolo.
stilelibero ha scritto:nuotofan ha scritto:Molto bene nei 200 delfino Razzetti (1.53.33) e Carini (1.53.53).
Qui c'è un palese errore nel cronometraggio. Tra il tocco di Razzetti e quello di Carini ci sono ben più di 20 centesimi. Mi sembra davvero stupefacente che nessuno se ne sia accorto
Decisamente.
Presumo che sia sbagliato il crono di Carini. Avrebbe chiuso in 29"24 e 1'53"5 sarebbe il suo nuovo personale. Ma soprattutto il 3° e il 4° mi sono sembrati più vicini di 2"5.Nei misti si è rivisto Mantegazza su buoni crono, 4'16".
Intanto Ceccon nella World Cup ha fatto i 200sl (1'44"33) con una tattica opposta al solito.
Non ho visto la gara del Nico Sapio tra Razzetti e Carini e quindi prendo nota dei vostri commenti sull'errore nei risultati (strano che non sia stato corretto dopo le dovute verifiche), mentre ho visto la batteria dei 200 sl di Ceccon ad Indianapolis.
Passaggio prudente (per le sue caratteristiche) a metà gara in 51.49, e ai 150m davvero nulla lasciava presagire l'ultimo 50m in netto crescendo (25.68 per Ceccon, il secondo parziale più veloce in assoluto dopo il 25.57 di Rapsys). E' arrivato veramente in spinta cambiando anche tipo di bracciata negli ultimi 15 metri.
Per il resto, mi sembra che l'esperienza della World Cup sia stata vissuta da Ceccon in modo molto rilassato: lui (ma anche Martinenghi) erano sempre sorridenti quando venivano inquadrati, per cui mi sembra evidente che fossero lontani dalle tensioni degli eventi importanti (ed è anche giusto così, dato che siamo ad inizio stagione).
Un po' di preoccupazione per Burdisso, visto a Toronto insolitamente remissivo nella batteria del 200 delfino (solo 1.58.00 per lui) e che poi non ha partecipato alla terza tappa di Indianapolis.
Capisco che, anche per lui, non sia facile rinnovare di stagione in stagione gli stimoli per dare sempre il massimo, ma per noi che siamo stati abituati a vederlo arrembante in ogni gara, anche ad inizio stagione, è un fatto insolito.
Record italiano anche nei 100 dorso per Lorenzo Mora che ha nuotato 49.37 nella seconda giornata di gare del Nico Sapio a Genova.
Dopo gli ottimi risultati della prima giornata, conferme anche per Ciampi (3.37.86 nei 400 stile libero), Cerasuolo (25.78 nei 50 rana) e Costanza Cocconcelli (24.47 nei 50 stile libero).
Molto bene nei 200 delfino Razzetti (1.53.33) e Carini (1.53.53).
Record italiano e seconda miglior prestazione dell'anno per Lorenzo Mora nei 200 dorso al Nico Sapio: 1.48.72 con passaggio a metà gara in 54.49 e quindi i secondi 100 m (54.23) nuotati addirittura più velocemente dei primi 100 m, in virtù soprattutto del 26.92 negli ultimi 50 m.
Molto sagge le parole di Mora a fine gara, in cui ha ricordato come nuoti sempre bene in questa piscina e in questo periodo dell'anno, ma che l'1.48.7 realizzato sia qualcosa di totalmente inatteso (sarebbe stato contento di un 1.50 basso) che gli consentirà di affrontare i Mondiali in vasca corta di metà dicembre con una grande carica.
Rispondendo ad una domanda sulle sue aspettative per i Mondiali in lunga, ha detto che in quel caso il discorso è diverso e che l'esperienza delle stagioni scorse lo consiglia a non porsi grandi aspettative, dato che per lui i grandi risultati in vasca corta non si sono tradotti automaticamente in progressi dello stesso tipo in vasca da 50m.
Nella prima giornata della seconda tappa di Coppa del Mondo, a Toronto, l'enfasi va al 400 stile libero femminile vinto da Summer McIntosh (3.52.80) su Katie Ledecky (3.52.88).
Gara in cui la Ledecky ha cercato di distaccarsi dalla 16enne canadese con il consueto passaggio veloce (1.54.81 ai 200m) senza riuscirvi.
Davvero notevoli gli ultimi 25 metri della McIntosh che è riuscita a precedere al tocco sulla piastra la Ledecky nonostante sub meno efficaci.
Quindi secondo e terzo crono di sempre per McIntosh e Ledecky, alle spalle del freschissimo 3.51.30 di Li Bingjie (1.55.88-1.55.42 il suo impressionante negative split).
Se Li Bingjie confermerà anche in vasca lunga i grandi progressi mostrati in corta potremmo avere quattro nuotatrici capaci di scendere nettamente sotto quella soglia dei 4' infranta la prima volta dalla Pellegrini a Roma 2009 e già ai Mondiali di Fukuoka un'entusiasmante sfida a tre per la vittoria tra Titmus, McIntosh e Ledecky.
Il trend più favorevole verso Parigi 2024 pare essere quello della McIntosh, che aveva un PB di 3.57.75 del novembre 2021 (3.57.87 ai Mondiali di dicembre 2021) e alla prima gara della stagione si è migliorata a 3.52.80.
Ricordo che dal 2021 al 2022 la McIntosh ha portato il PB in vasca lunga da 4.02.42 a 3.59.32.
Non vedo traccia di spam..(incredibile), e quindi "spammo" tre pensieri in libertà dopo avere visto la prima sessione di finali a Berlino.
1) Il nuoto in vasca corta mi suscita sensazioni contrastanti: da un lato emerge l'indubbia spettacolarità di certe gare, dall'altro mi pare quasi frustrante emergere dalla sub ai 15 metri e poi nuotare appena qualche bracciata prima della successiva virata.
Questo esercizio ripetuto di virata/subacquea, virata/subacquea agevola, non c'è dubbio i "califfi delle sub" (ahi, mi sto Mecarozzizando..), tra cui, ad esempio, un LeClos capace di dominare i 100 delfino (ma la sua seconda sub era entro i 15m?) con un grande crono.
Per contro, nella finale dei 50 stile libero maschili, vinta da Dylan Carter, guardavo, ancora una volta, il tentativo disperato di Bukhov di rimediare nel nuotato ai gap che subiva in partenza e virata, a causa di sub brevissime e assai poco efficaci.
2) Ceccon ha vinto i 100 misti ma mi aspettavo che lo facesse con più distacco e, soprattutto, con un crono migliore, dopo averlo visto togliere visibilmente il piede dall'acceleratore a 10 metri dalla fine della batteria, in cui sembrava avere passeggiato.
Ai Mondiali di Melbourne mi attendo (almeno) un 50.5 da lui.
3) Il nuoto in vasca corta allunga le carriere e premia gli specialisti, anche attempati.
Un giovane, già grandissimo specialista della vasca da 25 m, è senza dubbio Matthew Sates, sudafricano di 19 anni, che ha dominato i 400 stile libero nonostante una condotta di gara apparentemente tattica (ha seguito gli altri per più di metà gara, per poi incrementare visibilmente la gambata e staccarsi di netto) e che appare fortissimo anche nei misti.
Per ora non c'è davvero confronto tra la forza di Sates in vasca corta, dove è uno dei migliori in assoluto su varie distanze, e i suoi risultati in vasca lunga.
Con un talento come il suo mi aspetto grandi progressi anche in vasca da 50m nella prossima estate.
PS Dal Giappone arriva il banzai di Tomoru Honda che sbriciola il WR dei 200 delfino nuotando 1.46.85.
https://aquatics.eurovisionsports.tv/ho … IIZxXtLeaN
Ho visto qualche batteria stamane, tra cui l'ultima dei 100 misti maschili dove Ceccon ha confermato le sue grandi attitudini per questa gara; è fin troppo facile prevedere che. in un futuro non lontano, sia il più serio candidato a scendere sotto i 50", provando ad avvicinare il fantascientifico WR di Dressel.
A me piacerebbe se anche nel nuoto ci fosse un evento simile a quello delle world athletic relays, in cui si potrebbero organizzare staffette insolite, tipo la 4x200 mista o una 4x100 rana. In atletica, oltre alle staffette classiche che qualificano per mondiali o olimpiadi, fanno anche la 4x800. Ricordo anche una staffetta con gli ostacoli.
Rimarrà un sogno.
L'idea è interessante e potrebbe dare stimoli a quegli atleti delle nazioni di punta che, pur essendo di altissimo livello, non riescono a raggiungere i primi due posti per qualificarsi nelle gare individuali.
La controindicazione è che nel nuoto la forma è così difficile da raggiungere e, soprattutto, mantenere, che un ulteriore evento vedrebbe probabilmente il forfeit di molti atleti di spicco, annacquando il livello tecnico della manifestazione (come poi accade anche nelle World Athletic Relays).
Però si potrebbe provare ad organizzarlo, perché le staffette sono eventi spettacolari che attestano il livello medio delle varie nazioni (io avrei inserito le 4x50 stile libero maschile e femminile nel programma olimpico, invece che la mista mixed).
insomma, dopo aver reso privi di significato gli europei piazzandoci un mondiale due mesi prima, adesso rendono privo di significato anche il mondiale. Va a finire che l'unica competizione che manterrà un pieno valore sarà l'Olimpiade, ma solo perchè non è organizzata da quelli del nuoto.
Domanda: ma questo vuol dire che la frequenza dei mondiali diventa annuale? Se no, non capisco il senso della cosa.
La frequenza dei Mondiali in vasca lunga resta biennale, ma il nuovo corso della Fina "intende dare più opportunità agli atleti rispetto al passato".
Provo a ripercorrere quanto accaduto.
Come ha detto Miro, erano già in calendario i Mondiali di Fukuoka nell'estate del 2021 e quelli di Doha a fine 2023 prima che il Covid facesse slittare di un anno le Olimpiadi di Tokyo.
Si decise quindi di posticipare di un anno i Mondiali di Fukuoka, ma, pochi mesi prima del loro svolgimento, ricordando quanto accaduto alle Olimpiadi (con la maggioranza della popolazione giapponese contraria al loro svolgimento perché fortemente preoccupata per la situazione Covid), gli organizzatori dissero che non se la sentivano di organizzarli e quindi chiedevano un ulteriore posticipo di un anno.
La situazione dell'estate 2022 vedeva, a quel punto, i Commonwealth Games a fine luglio e gli Europei di Roma a metà agosto, con alcune importanti nazioni mondiali (una su tutte, gli Usa) prive di competizioni internazionali a livello assoluto.
La Fina decise quindi, con brevissimo preavviso, di chiedere ai sempre ospitali (per gli eventi sportivi internazionali..) ungheresi di poter organizzare un Mondiale "straordinario" nel collaudatissimo impianto della Duna Arena di Budapest.
Gli ungheresi furono subito d'accordo, e quindi si decise di inserire il Mondiale di Budapest a giugno, prima di Commonwealth Games ed Europei di Roma.
Il calendario 2022 era quindi diventato molto fitto e ciò suscitò le ovvie perplessità di chi aveva programmato i due eventi già previsti (i britannici ne avevano addirittura tre da preparare).
I più soddisfatti erano gli statunitensi, che avevano il Mondiale di Budapest a riempire un'estate priva di grandi eventi, anche se, a posteriori, è molto probabile che ad almeno un atleta statunitense (il più famoso) avrebbe giovato una stagione libera da impegni.
Inserito quindi il "Mondiale straordinario" di Budapest a giugno 2022 e spostato quello di Fukuoka a luglio 2023, c'era il problema del Mondiale di Doha calendarizzato per fine 2023.
L'ipotesi che io avevo auspicato era di spostarlo al 2025 al posto di quello di Kazan (già in calendario), ma la Fina ha preferito mantenere in calendario Kazan 2025 e spostare Doha da fine 2023 ad inizio 2024, in quell'ottica, richiamata sopra, di dare molte opportunità di competizione agli atleti.
E visto che già in diversi, di questi atleti, avevano invece ipotizzato di non partecipare ad un Mondiale che precedeva di soli 5 mesi le Olimpiadi, la Fina ha deciso di far diventare il Mondiale di Doha l'appuntamento clou per la qualificazione delle staffette (solo le prime 3 di Fukuoka saranno qualificate di diritto a Parigi).
nuotofan ha scritto:I Mondiali di Fukuoka nel luglio 2023 saranno un vero test verso le Olimpiadi di Parigi 2024
La FINA ha aggiunto al calendario della stagione olimpica un'edizione extra dei Mondiali, che si terranno a Doha in Qatar nel febbraio 2024. Per evitare che siano snobbati ha legato la qualificazione olimpica di quasi tutte le staffette a questa manifestazione. Le prime tre dei Mondiali di Fukuoka andranno direttamente a Parigi, le altre 13 usciranno da Doha. E' chiaro che la stagione a cinque cerchi si annuncia complessa. Sulla carta ci sarebbero anche gli Europei a maggio. Per il momento rimangono assegnati a Kazan in Russia, ma dubito che si svolgeranno là. E poi che Europei saranno, ammesso che si disputino veramente, stretti tra un'Olimpiade e un Mondiale? Una cosa mai vista.
Sì, i Mondiali di Doha del febbraio 2024 sarebbero stati bypassati da diversi atleti (ad esempio alcune stelle britanniche si erano già espresse in questo senso), ma la decisione della Fina di farne l'evento principale per la qualificazione olimpica delle staffette ha rimescolato le carte.
Ci saranno evidenti problemi di preparazione in quell'affollato 2024 (è facile ipotizzare che gli Europei di maggio diventino un semplice meeting di preparazione); sia per tutte le nazioni che celebrano le selezioni olimpiche nella primavera (tradizionalmente è aprile il mese più gettonato), che per gli Usa che a febbraio hanno le finali di conference prima delle finali universitarie di marzo e dei trials olimpici di giugno (ci saranno cambiamenti nel calendario universitario Usa?).
E, in generale, quando si faranno le selezioni per il Mondiale di Doha?
Dicembre 2023 pare l'ovvia scelta.
Saranno favoriti, quindi, gli atleti Usa non più universitari che potranno tralasciare le gare in vasca da 25 yds per concentrarsi sulla vasca lunga.
In generale, l'obiettivo di tutti resteranno le Olimpiadi e quindi molti affronteranno le selezioni per il Mondiale di Doha e il Mondiale di Doha stesso non al top della condizione.
Ecco perché, per me, il vero Mondiale pre-olimpico sarà quello di Fukuoka di luglio 2023, perché è indiscutibilmente l'evento clou del 2023 e tutti vi arriveranno al meglio.
Il Mondiale di Doha potrà fornire indicazioni interessanti e - per i motivi che hai detto - avrà forse un campo partecipanti abbastanza completo, ma la collocazione temporale è davvero anomala e, a 5 mesi dalle Olimpiadi, costringerà a delle scelte in termini di preparazione.
La squadra femminile ha contribuito in modo eccellente al medagliere azzurro. Tuttavia bisogna premettere che il livello del nuoto femminile europeo è il più basso degli ultimo 60 anni. Sul palcoscenico mondiale dominano americane, australiane, canadesi, cinesi, giapponesi. Se non ci fosse la Sjostrom a fare da contrappeso la situazione del Vecchio Continente sarebbe quasi tragica. Questo ha consentito a Quadarella e Panziera di banchettare al cospetto di avversarie di modesto calibro. Simona è stata ulteriormente avvantaggiata dall'anno sabbatico della Koehler, l'unica europea che la può impensierire. Il discorso non vale invece per la Pilato. Devo ammettere che Benedetta mi ha stupito, pensavo che la transizione da specialista dei 50 ad atleta da medaglia nella distanza olimpica dei 100 richiedesse più tempo. Invece la pugliese ha chiusa la stagione da campionessa mondiale e continentale. Se si può muovere un appunto è quello di non aver raggiunto un picco di rendimento intorno al 1'5"5, ma questa sarà materia per l'anno entrante, dove le avversarie non mancano, a partire dall'insidiosa sudafricana van Niekerk.
Vale anche per la Pilato perché agli Europei mancava la tedesca Anna Elendt che in stagione ha nuotato 1.05.58, crono quasi replicato nei turni eliminatori dei Mondiali di Budapest dove poi ha sofferto la sua prima finale da favorita.
Poi da tenere d'occhio c'è la giovanissima Eneli Jefimova (nata a fine 2006) che non mi entusiasma come nuotata (come peraltro quasi tutte le raniste dell'ultimo periodo) ma che ha compiuto evidenti progressi in questa stagione, portando il PB a 1.06.47 e nuotando varie volte su quel crono (incluso ai Campionati Europei juniores, dove ha dominato nella rana).
Infine la Meilutyte, tornata subito ai vertici mondiali ed europei, soprattutto sui 50 ma competitiva anche nei 100, che potrebbe migliorare i crono nuotati in questa stagione nel 2023 e nel 2014 olimpico..
A Mondiali junior di Lima conclusi, l'auspicio è di vedere in futuro manifestazioni più rappresentative della situazione natatoria giovanile a livello mondiale. Certe gare sono state, oggettivamente, poco significative dal punto di vista tecnico.
Grandi meriti comunque a chi ha partecipato alla fine di una stagione con tanti impegni, ed una chiara indicazione alla Fina a ricercare un miglior coordinamento con le varie federazioni nazionali, per individuare date e sedi che consentano una partecipazione più completa possibile.
La presenza di Popovici, caso più unico che raro di campione mondiale ed europeo nei 100 e 200 sl, sia a livello assoluto che juniores, nella stessa stagione (una sorta di quadriplete su due distanze), ha aiutato molto a tenere vivo l'interesse, così come i duelli tra Masiuk e Coetze nel dorso (ottimo 1.56.05 nei 200 dorso nell'ultima giornata per il sudafricano).
Popovici è un enorme spot per il nuoto: sul podio dei 100 sl pareva ancor più esile tra Hribar (almeno 10 cm più alto e decisamente più muscoloso) e Antoniou (5 centimetri più alto e assai più robusto). Vedendoli nessuno scommetterebbe sul filiforme romeno, ma in acqua non c'è storia.
Risultati soddisfacenti dai 16 azzurri, che confermano la bontà di una programmazione ormai consolidata.
Sono sinceramente ammirato dai progressi nella velocità anche in campo femminile: pare che ormai i tecnici italiani abbiano trovato una strada per far migliorare gli e le stileliberiste veloci, fin dove lo consentono le capacità di ognuno.
Penultima sessione di finali che ha offerto un unico grande spunto tecnico, il 22.96 di Diogo Ribeiro nella finale dei 50 delfino.
Abbattere il muro dei 23" nei 50 delfino dopo avere fatto lo stesso con quello dei 22" nei 50 stile libero, prima di compiere i 18 anni, è decisamente rilevante.
Va anche segnalato come ufficialmente l'altezza di Ribeiro sia data a 1,84 m, ma è probabile che sia qualche centimetro di meno: abbiamo cioè un altro caso di sprinter di successo, addirittura sulla distanza più breve tra quelle che il nuoto prevede, dopo il WR nei 100 sl del filiforme Popovici, che non dispone certo di mezzi fisici eccezionali in quanto ad altezza e muscoli.
E' bello vedere che ormai ci sono diversi casi che vanno contro il pensiero divenuto dominante qualche anno fa, e cioè che la condizione necessaria per eccellere, soprattutto nella velocità, fosse quella di avere atleti con fisici imponenti e che si sottopongano ad un grande lavoro in palestra.
Alla fine il rapporto peso/potenza ed il talento individuale (oltre ad allenamento, doti agonistiche etc) contano sempre nel nuoto. Bene così.
la staffetta sicuramente ha sfruttato le assenze di Usa, Australia, Russia, ma è innegabile che 3 under 16 di tale portata al momento non ce li ha nessuno.
Già il prossimo anno l'italia "rischia" di essere il team più forte nella staffetta junior con i ranghi al completo...non credo ci saranno problemi a trovare un 4 frazionista solido da sotto 1'50" lanciato
Il Mondiale Juniores del prossimo anno sarà di sicuro molto interessante se tornerà a ranghi completi (con l'eccezione di Russia e Bielorussia, visto il perdurare di questa tragica guerra).
Faccio un confronto con la 4x200 sl dei Panpacs Juniores, svoltisi appena prima di questi Mondiali Juniores, che ci mostra come la concorrenza di Australia e Usa sarà molto agguerrita anche per i nostri ottimi stileliberisti nati nel 2006.
Alle Hawaii ha vinto l'Australia in 7.13.07 (demolito il record della manifestazione) schierando solo un 2004 (Staples), non eleggibile quindi nel 2023. Per il resto due 2005 (Southam e McAlpine) e un 2006 (Da Silva).
Gli Usa sono arrivati secondi in 7.15.18 ed anche gli statunitensi schieravano un solo 2004 (Maurer). Per il resto un 2005 (McFadden), un 2006 (Williamson) e un 2007 (il possibile nuovo fenomeno Heilman). Aggiungo che Williamson aveva disputato da poco i 400 misti e quindi ha nuotato di oltre un secondo più lento rispetto alla prova individuale.
Insomma, sarà molto dura contro Australia e Usa.
Ah, è giusto mettere anche il crono con cui l'Italia ha vinto la 4x200 sl al Mondiale Juniores che si sta disputando a Lima: 7.17.08 (7.17.55 agli Eurojuniors di Otopeni).
Con Galossi si possono limare un paio di secondi almeno, quindi siamo lì con gli Usa ad inseguire (in questa classifica virtuale) l'Australia.
Quattro temi principali nella terz'ultima sessione di finali dei campionati Mondiali juniores, che ha visto altre tre medaglie per l'Italia (oro 4x200 sl maschile, argento Mati nei 100 rana femminili, bronzo Vetrano nei 400 sl femminili):
1) la 4x200 sl italiana che è riuscita a migliorare il crono con cui aveva vinto gli Europei Juniores di inizio luglio nonostante lì schierasse Galossi,
2) il grande crono del 17enne Matos Ribeiro nei 50 sl,
3) la finale dei 50 dorso vinta ancora da Masiuk su Coetze, con il polacco che ha nuotato il PB e RC,
4) la vittoria nei 50 delfino in 26.38 della 15enne croata Pavalic, che considero un grande talento della velocità pura a delfino e stile libero.
1) Ulteriore prova di consistenza e futuribilità per i 200 stileliberisti italiani. Ragaini, nonostante i tanti impegni in stagione, riesce a migliorarsi nuotando un eccellente 1.49.05 in prima frazione (un secondo più veloce di quanto fatto agli Eurojuniors), e ottengono crono lanciati sotto l'1.50 anche il mistista Spediacci e Chiarioni. Infine è Bertoni (1.48.54) a riuscire a contenere la rimonta ungherese.
2) Matos Ribeiro ha avuto come impegni stagionali i Giochi del Mediterraneo, gli Europei assoluti di Roma ed ora questi Mondiali Juniores. A Roma si era distinto con il terzo posto nei 50 delfino in 23.07 e sta ribadendo doti velocistiche sorprendenti per un 17enne che non dispone certo di un fisico imponente con il 21.92 con cui ha dominato la finale dei 50 sl (ed aveva avuto la semifinale dei 50 delfino poco prima).
Tra i 17enni è il secondo più veloce dietro al tedesco di origini russe Selin che vinse gli Eurojuniors 2019 di Kazan in 21.83 per poi sparire sostanzialmente di scena.
Se tutto il mondo si è stupito del 46.86 del filiforme Popovici nei 100 sl, anche il 21.92 nei 50 sl e i crono a ridosso dei 23" nei 50 delfino (con la finale ancora da disputare) di un 17enne come Matos Ribeiro (che viene dato come 1,84 ma visto accanto ad altri nuotatori pare decisamente meno alto) sono notevoli.
3) Masiuk ha avuto in stagione i 4 impegni di Popovici (Mondiali, Europei Juniores, Europei assoluti e Mondiali Juniores) e nel terzo, gli Europei di Roma, pareva decisamente in calando. Qui, stimolato dalla sfida di Coetze, ha dimostrato di avere grandi dote agonistiche, sublimate dal 24.44 con cui ha vinto la finale dei 50 dorso (buona conferma di Coetze a 24.61, solo 3 centesimi peggio del PB della semifinale). Nuotare il PB a fine stagione, così come è stato capace Masiuk (che si è detto sorpreso del crono), qualche centesimo meglio del crono che lo ha portato sul podio mondiale di Budapest a giugno, è un segnale molto forte per il futuro.
4) La Pavalic mi ha impressionato ai campionati Juniores di Roma dell'anno scorso. Devo dire che mi aspettavo progressi più ampi da lei in questa stagione, ma le sue potenzialità restano notevolissime: ha fisico e nuotata per diventare una sprinter di classe mondiale.
Fosse italiana, e quindi seguita da una federazione che ha oggettivamente dimostrato di valorizzare molto i propri talenti, scommetterei su un suo grande futuro.
La Croazia ha alcuni precedenti dolorosi di dispersione di grandi prospetti giovanili, l'ultimo dei quali Grgic.
Vedremo come andrà.
Argento e bronzo per Biagiotti (55.56) e Cacciapuoti (55.92) nella finale dei 100 sl femminili vinti dalla Padar in 55.11.
Finale dei 100 sl che ha condizionato la 4x100 sl mixed che si è svolta un quarto d'ora dopo, con la Padar che ha recuperato molto meglio della Costea (giunta quarta nella finale dei 100 sl) contribuendo al recupero dell'Ungheria sulla Romania lanciata dal solito, maestoso Popovici (47.23).
Molto bene la Biagiotti: 55.00 lanciato per lei e terzo posto finale per il quartetto italiano.
In questi Mondiali Juniores in formato molto ridotto si va in cerca di primizie, e nella finale dei 200 dorso femminili, vinti per un centesimo dalla Mizuno sulla Molnar sul passo del 2.09, va segnalato il 2.14.73 della 14enne argentina Santillan (quasi 4 secondi di progresso rispetto al tempo di iscrizione).
Un sicuro protagonista del nuoto "dei grandi" sarà il sudafricano Pieter Coetze che, dopo essere sceso sotto i 53" nei 100 dorso, ha nuotato il RC nelle semifinali dei 50 dorso: ottimo 24.58 per lui.
Meritato titolo iridato per il 17enne portoghese Matos Ribeiro nei 100 delfino: 52.03 (nuovo PB) e successo per lo spagnolo Carlos Garach negli 800 sl in 7.52.73.
Mezzofondista decisamente interessante questo 18enne spagnolo che pare avere buoni margini di progresso.
Il nuoto spagnolo, in crisi da tempo, ha mostrato qualche recente germoglio di crescita (ad esempio con la 4x100 sl maschile agli Europei di Roma) e si è avvalso per i prossimi anni della guida tecnica di Ben Titley, coach britannico che ha fatto grandi cose in Canada.
La compagine italiana presente a questi Mondiali Juniors molto particolari, sta ben figurando pure in quest'ultimo appuntamento di stagione e va dato atto ai tecnici di aver saputo ben programmare anche una stagione fitta di impegni come questa.
Menzione particolare per la non ancora 16enne Anna Porcari che ha vinto il titolo dei 200 delfino in 2.12.00, quindi limando qualche decimo al suo PB.
L'attesa finale dei 100 dorso ha presentato un bel duello tra Masiuk e Coetze, che hanno fatto gara parallela nelle due vasche, sempre con qualche piccolo centesimo a favore del polacco, vincitore in 52.91 rispetto al 52.99 del sudafricano, sceso per la prima volta in carriera sotto i 53" nella semifinale del giorno prima.
Sempre molto significativo vedere il secondo impegno nella sessione, nella mista mista, in cui è stato Coetze a prevalere con un ottimo 53.3 al via (53.5 per Masiuk).
Ceccon, dopo i Mondiali di giugno, parlava di Masiuk come di quel 2004 da tenere d'occhio: ora ha due 2004 da controllare.
Masiuk nuota molto di frequenza e i suoi ulteriori progressi passeranno dal saper incrementare la presa mantenendo l'alta frequenza di nuotata; Coetze ha un dorso più disteso e potente ed è lecito aspettarsi miglioramenti nelle prossime stagioni perché quando si infrange una barriera cronometrica (Ceccon insegna) si innesca un circuito virtuoso.
Sempre più curioso il comportamento della 14enne Prisecariu che ha ampliato il suo negative split nei 100 dorso a 31.85-30.73 !! Ritornare in 30.7 in un 100 dorso, a 14 anni, è davvero notevole.
Decisamente più canonica la condotta di gara di Sara Curtis, che ha una notevole velocità di base ed è stata lasciata di un soffio fuori dal podio nuotando comunque un buon 1.02.14.
Da segnalare infine l' 1.59.89 nei 200 misti per il turco Oktar, già visto in stagione ai vertici europei dei 200 misti junior. Anche qui, appena fuori dal podio Spediacci (nonostante il PB a 2.01.90), mentre Bertoni ha conquistato un bel bronzo nei 200 sl in 1.49.05 (ottimo crono, a maggior ragione al termine della stagione).
Davanti, attenta gestione dello sforzo da parte di Popovici (1.46.18), che ha un'ultima raffica di 100 sl da nuotare prima di concludere (finalmente) questa lunga stagione che lo ha catapultato ai vertici del nuoto mondiale.
Popovici clamoroso: 47"07 in prima di staffetta. Sta mantenendo una condizione da 47 basso ininterrottamente da metà giugno. Azzurri fuori dal podio (Lazzari non si ripete al lancio, l'anchor leg gagliarda di Codardini non basta). Interessante bronzo della Vetrano nei 400 misti (con una frazione a rana, il cuore dei 400 mx, su cui lavorare). La Curtis conferma tutto il bene che si dice di lei con il primo posto nelle sf dei 100 dorso. Idem Biagiotti che sfiora il meno 2 minuti nel lancio della 4x200, aprendo la strada ad un facile argento per le azzurre. Duello da gustare Coetze-Masiuk nei 100 dorso uomini.
Vista stanotte (anche se non ho più il fisico di una volta..) la prima sessione di finali in live streaming.
E' evidente che sia il Mondiale Juniores con più assenze nella sua storia, a maggior ragione dopo la decisione di Usa Swimming, giunta a stagione inoltrata, di tenere solo una settimana prima i Panpacs Junior alle Hawaii, che hanno visto confrontarsi ottime selezioni di Usa, Australia, Canada e Giappone, con i soli giapponesi disposti ad affrontare poi anche i Mondiali Juniores,
In sostanza: sono Mondiali Juniores senza Usa, Australia, Russia (per le note ragioni), Canada, Cina, Gran Bretagna, Germania, Olanda, Svezia.., una falcidia tra le principali nazioni mondiali.
La Fina dovrebbe fare un monumento a Popovici che li sta onorando in modo clamoroso (è il suo quarto grande evento della stagione), portando con sé le enormi aspettative che ormai accompagnano tutte le sue gare.
Il commentatore, fin dalla batteria della 4x100 sl, ha ricordato il WR a 46.86.., e bisogna riconoscere che Popovici sta mantenendo uno standard prestativo mai visto prima.
Devo anche dire che la squadra romena sta progredendo in generale: nella prima sessione di finali ci sono stati 3 PBs e cito il 3.48 nei 400 sl del 17enne Stancu, a pochi centesimi dall'oro di Steverink, e l'1.02.59 nei 100 dorso della 14enne Prisecariu con un negative split (31.45-31.14) mai visto prima e che implica notevoli qualità nella doppia distanza.
Tutti i riflettori sono sul dream team che si sta formando ad Arizona State da Bowman (quasi 10 anni dopo il primo), ma Adrian Radulescu meriterebbe davvero più di una menzione perché, a parte il fenomeno Popovici, Stancu è un mezzofondista molto promettente.