Mi presento, mi chiamo Marina, sono una nuotatrice master adulta (l’età non si dice e non si chiede) e voglio condividere con voi i miei stati emotivi da atleta che gareggia.

Mancano 7 giorni alla gara, una settimana, gli allenamenti di rifinitura, niente di troppo impegnativo.

Con la testa so che è tutto a posto, ma sento che il corpo mi va in tensione, cosa ci posso fare?

Poi incomincio a fantasticare anche con i pensieri… e se poi sbaglio il tuffo? Se mi si levano gli occhialini? Se sbaglio una virata?

Se non riesco ad esprimermi al meglio?

Avrò degli occhi puntati su di me, non voglio deludere chi ci tiene.

La testa viaggia, il corpo mi segnala lo stress, meglio mettere della musica, meglio provare a distrarmi… passerà.

Questa sensazione è come una nuvola che mi accompagna, a volte è più bassa, vicina, scura e carica, altre volte piccola e lontana, ma sempre presente.

Ci ho riflettuto più di una volta in maniera onesta e credo che quella dei successi non sia poi una vera felicità, ma soltanto un momentaneo rilassamento da stress, sicuramente piacevole, ma non vera felicità, il rilassamento del non dover dimostrare più nulla, non nell’immediato almeno.

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Dopo una gara, anche quando non va proprio come avrei voluto e come avrebbero voluto le persone intorno a me, avverto un certo rilassamento.

Se però penso adesso che non andrà bene, avverto subito sensazioni spiacevoli.

Mi hanno detto di visualizzare il giorno della gara, momento per momento vedendo che tutto va bene.

Per un pochino questa specie di “ipnosi cosciente” ha funzionato, ma io vorrei potermi liberare di questo atteggiamento, di questa abitudine mentale, vorrei vedere perché.

Lo capisco che il nuoto non è una questione di sopravvivenza, anzi, è una questione di amore, ciò nonostante non credo un amore sano debba portarsi dietro tutto questo stress.

Prendo il mio mega zaino e vado ad allenarmi.

Un racconto di fantasia che prende spunto da resoconti veri…

Lo Stress mentale, con il quale abbiamo tutti a che fare ma che in alcuni casi viene percepito come troppo, ma soprattutto come inutilmente doloroso e disabilitante, non è solo qualcosa che aleggia nell’aria ma è un elemento concreto che ha dirette conseguenze negative sul nostro corpo, tutte scientificamente riconosciute.

Ne cito solo tre per non diventare noioso: abbassamento delle difese immunitarie, iperproduzione di cortisolo e perdita della lucidità/presenza mentale.

La Mindfulness per la riduzione dello stress lavora in questa direzione.

Alessandro Nardomarino è istruttore di Mindfulness per la riduzione dello Stress, Massaggiatore e appassionato di culture orientali come Zen e Tantra.

Tiene sessioni individuali online – Atleta Mindful – di meditazione per atleti di ogni età e livello.

Visita il SITO di Alessandro

Foto: Fabio Cetti | Corsia4