Nessuno può dire non averne fatta una in vita sua, sia essa un semplice trofeo o una manifestazione più importante: è la gara in trasferta ed è il miglior modo per apprezzare il vero spirito del nuoto master, indipendentemente da tempi e punteggi.

Ci sono diversi modi di affrontare una gara in trasferta e, naturalmente, tutto dipende da vari fattori, come le aspirazioni individuali, l’importanza della competizione e, soprattutto, la consistenza della squadra.

Partiamo da quest’ultimo punto: ogni squadra ha proprie caratteristiche, “numeri”, modelli organizzativi e punti di riferimento. Ma quel che conta molto è anche l’affiatamento, cioè la capacità di fare gruppo (vero) o “sottogruppo”, nei casi di squadre particolarmente numerose.

Quando una squadra, o un gruppo all’interno di una squadra, è già coeso, il clima è infatti ideale per qualsiasi esigenza individuale; in una situazione del genere, ci sono davvero pochi consigli da dare, perché la trasferta diventa così il modo migliore per rinsaldare i legami e per potersi godere fuori casa qualche ora, o qualche giorno, in cui ognuno riuscirà a combinare le proprie necessità con quelle dei compagni di trasferta.

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Ma non per tutti è così: ci sono squadre nelle quali, semplicemente, non vengono a crearsi quelle condizioni favorevoli che si trovano altrove. In questi casi, le prime trasferte possono rappresentare il momento in cui emergono differenze individuali o conflitti latenti. Diventa difficile, allora, riuscire a trovare una sintesi tra i vari punti di vista: è vero infatti che il nuoto master non è solo squadra, ma è anche fatto di singole persone che hanno diverse esigenze e aspirazioni.

C’è ad esempio chi punta alla medaglia ai campionati italiani, o chi invece può ritenersi soddisfatto se riesce a limare di qualche decimo il proprio personale. Non c’è un modo giusto o sbagliato di vedere le cose: flessibilità, capacità di non prendersi troppo sul serio e, comunque, rispetto delle esigenze altrui sono le giuste chiavi di lettura per trovare un punto di equilibrio tra i vari interessi.

I classici suggerimenti per la trasferta, come non fare troppo tardi, prestare particolare attenzione ai pasti o non consumare alcol la sera prima, a prescindere dal fatto che si soggiorni in hotel o si parta la mattina presto per una manifestazione, possono quindi lasciare il tempo che trovano se si è in gruppo e l’obiettivo è più divertirsi che non pensare alla gara.

Ma è invece indispensabile ricordarsi alcune cose per non farsi trovare impreparati all’ultimo momento: cartellino della Federazione e tenuta da competizione, con in pole position gli occhialini, seguiti dal costumone, che rappresentano materiale tecnico piuttosto personalizzato e di difficile – ma non impossibile – sostituzione.

Tutto il resto, per fortuna, è facile trovarlo in prestito anche all’ultimo secondo.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4