Negli ultimi anni, il nuoto e gli sport acquatici in generale, hanno visto una fervente attività fra brand storici di swimwear e nuovi marchi che hanno contribuito fortemente a introdurre il concetto di moda anche in un ambiente in cui i vestiti vengono lasciati nell’armadietto della piscina.

Quando ci siamo imbattutti sul web nel brand iovedodicorsa, la prima domanda è stata quale poteva essere la connessione con il nuoto e le cuffie prodotte. Così abbiamo chiesto al creatore del marchio, Marco Frattini, di raccontarci la sua storia.

È il 2006 l’anno in cui la mia vita assume connotati diversi rispetto a prima.

Da un giorno all’altro mi trovo a non sentire più.

Io che ero abituato a suonare per locali e piazze con la mia boy band e a fare il fonico per racimolare qualche spicciolo e pagarmi così le spese di gioventù. Oltre a suonare e studiare, mi tenevo allenato e correvo. Molte volte capitava di rientrare a casa da un concerto e fare in tempo a cambiarmi e ad allacciarmi le scarpe per andare a correre una delle tante corse domenicali assieme agli amici.

Il 2006 lo ricordo come un anno di avvenimenti particolari: oltre alla sordità, ho corso la mia prima maratona a Milano e poi è arrivata in scia anche la laurea. Sono stati più gli esami superati in quell’anno che in tutto il mio ciclo di studi universitari.

Divento quindi odontoiatra e mi occupo soprattutto di odontoiatria speciale.

Tornando alla maratona, a Milano fu la prima volta che presi parte a una gara ufficiale.

Il tempo di percorrenza finale fu discreto: 3h14’15”.

Correre una maratona, ma sopratutto prepararla e programmarla, fu un’esperienza assolutamente nuova che mi piacque molto. Considerai le modalità con cui presi parte alla Maratona di Milano, feci qualche calcolo e pensai che con allenamento più capillare e mirato avrei potuto abbassare il tempo finale per provare a scendere sotto il fatidico muro delle 3 ore.

Nel giro di due anni, a Carpi, segnai il mio personal best sulla distanza in poco più di 2 ore e 48 minuti. Gli sforzi fatti furono ampiamente ripagati.

Nel frattempo presi parte anche ai Campionati Italiani organizzati dalla FSSI – la Federazione Sport Sordi Italia – che avevo scoperto. Furono anni intensi, con 6 titoli italiani vinti per questa Federazione.

Ero uscito dal limbo del runner amatore e mi trovavo ad essere quasi un top runner di scarso livello, tuttavia sufficiente per portarmi a casa piazzamenti oltre a 3 titoli mondiali per Medici e Odontoiatri.

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La corsa era il mio pane quotidiano, ma inframezzavo le doppiette di corsa con uscite in bicicletta e sedute di nuoto in piscina. Non sono mai stato un nuotatore navigato, ma differenziare lo sforzo, mi aiutava a rilassare e potenziare la muscolatura.

Poi nel 2013 fui sottoposto al secondo intervento di asportazione del neurinoma che aveva intaccato la mia scatola cranica.
Ne uscii piuttosto malconcio. Persi come risultanza dell’intervento la mobilità completa dell’occhio sinistro.

Con mia buona pace, abbandonai la professione odontoiatrica e decisi di dedicarmi alla creazione di un brand tutto mio.

Nel 2008 avevo scritto un libro che intitolai Vedere di corsa e sentirci ancora meno. Un diario autobiografico che parla della mia vita nell’anno 2008. Il libro si conclude con questa frase.

La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene.

Questo fu il punto di ripartenza.

Creai le prime due bandane della collezione Iovedodicorsa e la promozione la pensammo in questo modo:

Mettetevelo bene in testa: La forza di ogni individuo sta nella propria testa e accanto alle persone cui vuole bene”, con l’intenzione di sdoppiare il senso, tra prodotto e mantra che sosteneva il brand.

Da li poi nacque l’idea di creare delle cuffie da nuoto, anche queste da mettere bene in testa, ovviamente!

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Sono disponibili quattro modelli:

  • pink heart
  • brown soldier
  • mundiale
  • bubble bum
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