Quanti di noi, in un momento difficile, si sono tuffati letteralmente in centinaia di corsi ed attività pur di non rimanere a casa a pensare ad una relazione finita male o ai propri dispiaceri?

C’è chi inizia a correre, chi si iscrive ai più esotici corsi di cucina, chi preferisce lanciarsi in sport estremi e chi, invece, inizia a nuotare.

Il nuoto ci fa stare bene, ci “scarica” ci riempie di energie positive: un vero toccasana!

Ma come e soprattutto perché questo sport riesce davvero ad aiutarci nei momenti difficili?

La prima ragione è che il nuoto, come tutti gli sport, agevola il rilascio di endorfine, sostanze chimiche prodotte nel cervello ed in grado di regalarci quella sensazione di benessere post allenamento che noi tutti nuotatori sicuramente conosciamo.

Tralasciando, però, le motivazioni fisiche, esistono anche altri elementi che rendono il nuoto così terapeutico.

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Nei momenti più tristi, quando trascinarci fuori da casa potrebbe essere un impresa anche per il più caro dei nostri amici, l’allenamento di nuoto (specialmente se in un gruppo) ci darà la possibilità  di dover rispettare un impegno; se la nostra voglia di uscire è pressoché nulla, non rinunceremo certamente ad allenarci con la nostra squadra o con i compagni di allenamento.

Il nuoto ci aiuta inoltre a porci degli obiettivi reali e concreti. Migliorare il crono della nostra gara, superare i propri limiti, diventerà una vera e propria metafora per la nostra vita ed allo stesso modo in cui otterremo i risultati delle nostre competizioni aumenteremo la nostra autostima dimostrando a noi stessi che ce la possiamo fare.

Anche il nostro coach, infine, potrà aiutarci concretamente. Le tecniche attraverso cui, nel nuoto, l’allenatore quotidianamente ci motiva e ci asseconda, potranno risultare infatti molto utili per non smettere di focalizzare il nostro obiettivo: quello di stare meglio migliorandoci, allo stesso tempo, nel nostro sport.

Se stiamo quindi affrontando un momento difficile, doloroso, da cui ci sembra di non poter uscire con le nostre sole forze perché non ripartire da noi e dal nuoto?

Foto: Fabio Cetti | Corsia4