A cosa pensate se pronuncio la parola “bagnino”?

Essendo nata negli anni ottanta e cresciuta nei fantastici ‘90 la prima immagine che sovviene alla mia mente è quella del mitico Mitch Buchannon. Efficiente, presente e sempre pronto al salvataggio sia che si trattasse di recuperare nuotatori poco esperti dalle acque torbide che di strappare sub dalle fameliche grinfie di squali bianchi. Affiancato dalla bellissima e formosissima Pamela Anderson, Mitch ha creato un vero e proprio stereotipo, quello del bagnino dal costume rosso e torpedo (ebbene si, così si chiama!) sempre tra le mani in attesa della prossima avventura.

Premesso questo, potete immaginare quanto le nostre aspettative possano essere tradite quando in piscina compare il più tipico bagnino di salvataggio dalla postura pigra e il fisico rilassato.

Pensiamo al bagnino come una “presenza” invisibile, sempre apparentemente immobile, ad osservare tutto (ma proprio tutto) quello che accade in piscina. Ciò che non consideriamo è la vita che scorre ogni giorno davanti ai suoi occhi.

Se ci fermiamo ad osservarlo più attentamente noteremo come proprio davanti a lui si snodino i più particolari eventi della vita a bordo vasca.

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Eccolo infatti seduto ad ascoltare in sordina le chiacchiere di due giovani ragazzi che flirtano prima di entrare in vasca, i gossip tra compagni di allenamento invidiosi o gli aggiornamenti dei visitatori più anziani sui propri acciacchi.

Quando poi del bagnino c’è davvero bisogno, eccolo mostrare tutta la propria affidabilità. Pronto, veloce, con i nervi saldi anche nelle situazioni più pericolose: perchè in piscina anche la più piccola distrazione si può rivelare fatale o tragica.

Il bagnino è in grado di essere al posto giusto al momento giusto, ma sempre con l’adeguata discrezione.

Non ce ne rendiamo conto, perchè siamo impegnati nei nostri allenamenti e con la testa sulle tabelle, ma settimanalmente vengono effettuate piccole e importanti azioni. E così, ad esempio, vedere soltanto l’esito di un salvataggio: un ragazzo che viene tirato fuori dall’acqua per un malore, non ci fa arrivare al pensiero che se il soccorso non fosse arrivato in tempo, probabilmente gli sarebbe accaduto qualcosa di grave.

Forse la prossima volta che noteremo i bagnini della nostra piscina penseremo a tutto questo e faremo più attenzione a salutarli perchè anche se noi non abbiamo fatto troppo caso a loro, loro invece sanno tutto di noi!

Foto: Fabio Cetti | Corsia4