Cercare nella foresta dei ricordi i momenti più belli da raccontare a te stesso e agli altri non è semplice, anzi, potrebbe succedere di dover fare i conti con i tuoi stessi principi morali ed etici.

Sulle Onde Della Vita è il libro scritto da Gianni Zaottini, nato a Roma nel 1943. Nuotatore da sempre, pallanuotista, pittore, menestrello, estimatore dell’arte e delle belle donne e scrittore per caso.

Gianni oggi è tesserato come Masters per il Flaminio Sporting Club, nella prefazione l’amico Nino Fazio lo descrive così.

Tra la fine degli anni ’50 e la prima metà degli anni ’60, potevate trovare Gianni sul podio nazionale dei 1500 metri, nella Nazionale, nelle acque dello stretto o tra i ragazzi poi scomparsi a Brema, ma anche sui set di Cinecittà vestito da antico romano a fare il “cascatore” per le scene in cui c’era di mezzo l’acqua.

Talento sportivo da agonista e da master, personalità spumeggiante e profonda al tempo stesso…

Lasciamo parlare la quarta di copertina:

Storie d’amore e di eroi, fatti e parole usciti dalla mente e dettati dal cuore.

Nel viaggio attraverso le tappe più significative della mia vita, ho rivissuto sensazioni prima dimenticate raccontando i ricordi più interessanti delle mia esistenza, attraverso un fil rouge molto personale, che è l’acqua.

Qualcuno leggendo questo libro potrà pensare che ci sia un po’ di tutto e un po’ di niente, che questa è una storia triste, una storia che ha come co-protagonisti persone che non ci sono più.

Proprio per questo voglio ricordare gli amici perduti, anche e sopratutto nel loro rispetto.

Oriana Fallaci diceva: “Ricordare chi non c’è più è come allungargli al vita”.

Ed è quello che ho provato a fare: allungare la loro vita e ricordare la mia.

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Lo scopo iniziale era quello di creare un album da lasciare come ricordo a figli e nipoti, per questo il libro contiene anche molte immagini, alcune “forti” e altre riportate dal web (fonte Flicker e Ansa).

La dedica è infatti è per gli affetti famigliari:

Alle mie figlie, Marzia e Tiziana che sono il passato, il presente e il futuro.

E ai mie nipotini che spero condivideranno questa testimonianza.

A mia moglie:
“Più dolce sarebbe la morte se il mio sguardo avesse come ultimo orizzonte il tuo volto,
e se così fosse… mille volte correi nascere per mille volte ancor morire”
William Shakespeare

Vi regaliamo la prima parte dell’introduzione:

In un mondo rumoroso, in cui ignoranza e opportunismo irrompono nella nostra vita, è senza dubbio una follia voler scrivere un libro. Per questo, prima di iniziare a raccontare la mia storia ho sentito il bisogno di rivisitare i luoghi della mia infanzia: le piazze, le strade, le fontane, e ogni singolo angolo nascosto. Fare in modo di ritrovare le dimenticate sensazioni diq uei tempi lontani.

Lo so di storie simili ne è pieno il mondo… la mia è stata complessa e drammatica, tanto che io stesso, a volte, vorrei dimenticare.

Di certo, a causa dia lcuni frammenti di ricordi confusi o eventi particolari, potrà sembrare inventata. Vi assicuro che non è così e credo che oggi sia arrivato il girono di raccontarla. E magari, scrivere anche la parola “fine”.

Foto: copertina libro