I 100 farfalla, che fino ad un anno fa sembravano il regno incontrastato della svedese Sarah Sjöström, rischiano di essere una delle gare più interessanti ed imprevedibili di Tokyo 2020one.

Qualche tempo fa, parlavamo della crescita di Anastasiya Shkurdai come prossima possibile protagonista del nuoto internazionale. I risultati della bielorussa, classe 2003, rimangono tra i più impressionanti in questo scorcio così particolare e complicato di stagione.

Ma ai Campionati Cinesi, in corso a Qingdao, è emerso il nome di un’altra ragazza che, stando ai crono effettuati, è da tener d’occhio per il futuro.

Si tratta di Zhang Yufei.

Come al solito, le notizie che trapelano sui nuotatori cinesi sono meno abbondanti rispetto a quelle a cui siamo abituati, ma il nome della delfinista è già noto alle cronache del nuoto mondiale, almeno abbastanza per farci una discreta idea di dove può arrivare.

È nata il 19 aprile del 1998 e ha quindi 22 anni, l’età perfetta, stando alle statistiche, per partecipare con successo ad un’Olimpiade (l’età media da medaglia femminile si aggira intorno ai 23 anni).

Sappiamo che è stata un ottimo prospetto giovanile, e che la sua partecipazione alla Olimpiadi Giovanili del 2014 a Nanjing (quando aveva 16 anni) ha portato tre ori alla Cina (nelle staffette 4x100 stile, mista e mista mixed). In quell’occasione, ha combattuto con l’Ungherese Liliána Szilágyi, ora allenata da Shane Tusup, contestandole l’oro fino all’ultimo sia nei 100 che nei 200 farfalla, nonostante la magiara sia di due anni più grande.

Sappiamo che a Kazan 2015, a soli 17 anni, è salita sul suo primo podio mondiale, conquistando il bronzo nei 200 farfalla dopo aver spaventato tutte in batteria (2’06”92, world record junior) e dopo aver ulteriormente migliorato in finale (2’06”51). In quell’occasione, ha contribuito con una frazione interna da 1’58”73, al bronzo cinese nella 4x200, poco dietro allo storico argento dell’Italia di Mizzau-Musso-Masini Luccetti-Pellegrini.

A Gwangju 2019, però, non ha continuato la progressione migliorativa, fermandosi al quinto posto nei 200 (2’07”06) e all’ottavo nei 100 (57”51) farfalla. Proprio ai Mondiali dell’anno scorso, nelle semifinali, ha nuotato quello che, fino a un mese fa, era il suo personale, 57”29.

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Ma già ai primi di agosto del 2020, durante un test event, Zhang Yufei ha limato il suo P.B. fino a portarlo a 56”47, un miglioramento vicino al secondo che, ottenuto in un anno così complicato, fa particolarmente impressione. Come se non bastasse, la ventiduenne ha addirittura abbattuto la barriera dei 56”, nuotando 55”62 ed avvicinandosi come nessuno al world record di Sarah Sjöström (55”48).

Ora che la cinese fa parte del ristretto club delle donne sub-56” (4 in totale), proprio il confronto con la svedese inizia a diventare interessante: la pluricampionessa del mondo ha ottenuto il suo migliore nei 100 farfalla nel 2016, a 23 anni, nella finale olimpica di Rio de Janeiro.

 

A 22 anni, l’età attuale di Zhang Yufei, Sjöström nuotava 55”64 ai Mondiali di Kazan, un tempo incredibilmente simile a quello fatto dalla cinese in questi giorni. Sembra quindi profilarsi una bella lotta per la corona dei 100 farfalla, vista anche la presenza di Maggie MacNeil, la canadese che ha già vinto i mondiali battendo una Sjöström in netta difficoltà, e che di anni ne ha 20 (2000).

Ma i 100 farfalla non sono solo Sjöström, MacNeil e Zhang. Ci sono anche Emma McKeon (p.b. 56”18), Kelsi Dahlia (p.b. 56”37), Penny Oleksiak (p.b. 56”46) e, come tutti ci auguriamo, un ritorno di Rikako Ikee (p.b. 56”08), che completano una schiera di aspiranti al podio da far paura.

Riuscirà Elena Di Liddo (p.b. 57”04) ad infilarsi in questa lotta olimpica?

Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4