È stato emanato ieri – 26 aprile – il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ha il fine di regolare la cosìdetta fase due cioè quel periodo in cui si potranno allentare le misure restrittive, per tornare pian piano alla normalità.

Questa riapertura graduale interesserà naturalmente anche le attività sportive, riguardo al nuoto come sport individuale sarà possibile per gli Atleti di  interesse Nazionale tornare ad allenarsi a porte chiuse, mentre al momento rimango sospese le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina.

Allo scopo di consentire la graduale ripresa delle attività sportive, nel rispetto di prioritarie esigenze di tutela della salute connesse al rischio di diffusione da COVID-19, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti – riconosciuti di interesse nazionale [vedi sotto] dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali – sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse, per gli atleti di discipline sportive individuali.

Ricordiamo che la Federazione Italiana Nuoto – attenendosi ossequiosamente e scrupolosamente a quanto disposto – comunica che sono da considerarsi “atleti di interesse nazionale“:

gli atleti tesserati che abbiano partecipato nel 2019 o abbiano già ottenuto la qualificazione ad un Campionato Nazionale in una disciplina federale in qualsiasi categoria d’età, ad esclusione delle categorie Esordienti e Master.

Prosegue nel dettaglio il comma g dell’Art. 1:

A tali fini sono emanate, previa validazione del comitato tecnico-scientifico istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile, apposite Linee-Guida, a cura dell’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta del CONI ovvero del CIP, sentita la Federazione Medico Sportiva Italiana, le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva.

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Come anticipato il decreto ribadisce la sospensione degli “eventi” e delle “competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati“, nonché delle “attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori” e permette di svolgere all’aperto “individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività“.

Per gli sport di squadra, nel caso degli sport acquatici la pallanuoto, occorrerà invece attendere il prossimo 18 maggio.

Chi conosce l’ambiente piscine, sa bene però che questa situazione non è economicamnente sostenibile per chi un impianto lo deve gestire. A questo proposito il presidente Paolo Barelli è intervenuto al Tg3:

Il nostro pensiero è rivolto alle società sportive che garantiscono l’attività dalla base all’alto livello gestendo gli impianti che non vengono utilizzati solo dai nostri campioni, come Federica Pellegrini, Gregorio Paltrinieri, il Settebello, il Setterosa, Tania Cagnotto, ma anche da tanti utenti, tanti cittadini che con la loro partecipazione tengono in vita e rendono possibile sostenere i costi di strutture spesso monodisciplinari.

Il rischio del fallimento per molte associazioni e società sportive è serio e imminente. “Saranno gli atti del Governo, come il sostegno al credito, l’accesso anche a contributi a fondo perduto, che stabiliranno se lo sport in Italia potrà vivere, esistere, dopo questa drammatica pandemia”, conclude Barelli.

La Federnuoto ha varato una manovra di supporto da 4 milioni di euro a favore delle società, per la stagione 2020-2021:

l’azzeramento dei costi di affiliazione, del tesseramento degli atleti, delle licenze di scuola nuoto federali, dell’iscrizione ai campionati di pallanuoto a livello nazionale e regionale, la formazione di un fondo destinato alle iscrizioni alle gare di nuoto, nuoto di fondo, tuffi, nuoto sincronizzato e nuoto per salvamento, la riduzione del 20% dei costi delle collaborazioni tecnico-sportive federali in essere, nonché l’adesione a strumenti di sostegno al reddito per i dipendenti federali, con la possibilità di usufruire di integrazioni salariali per garantire quanto già percepito durante il periodo di crisi.

I dettagli della manovra economica federale a sostegno della ripresa delle attività saranno a breve comunicati alle società affiliate.

Nel contempo la commissione istituita dalla Federnuoto – composta da referenti federali e specialisti in materia sanitaria – ha redatto un compendio di linee guida “Emergenza Covid-19. Misure di sicurezza da adottare negli impianti sportivi dotati di piscina e palestra per la fase 2” per favorire la riapertura in piena sicurezza delle piscine e fornire un fattivo contributo alle autorità competenti nell’individuazione delle modalità di ripresa dell’attività motoria e sportiva nei centri sportivi dove si praticano le discipline acquatiche.

Questi provvedimenti rappresentano un primo contributo che sarà aggiornato, quando possibile, con ulteriori iniziative di supporto e attenzione nei confronti delle associazioni e società sportive affinché continuino ad alimentare la promozione, diffusione e pratica delle attività natatorie e a formare e crescere i nostri campioni che assicurano la ciclicità dei successi delle discipline acquatiche italiane nel mondo.

Fonte: Federnuoto

Foto: Fabio Cetti | Corsia4