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45° Trofeo Nico Sapio, Detti e Musso pass mondiale. Pellegrini torna ai suoi 200

45° Trofeo Nico Sapio, Detti e Musso pass mondiale. Pellegrini torna ai suoi 200

Edizione memorabile la quarantacinquesima del Trofeo Nico Sapio di Genova. Se allo Swimmeeting di Bolzano – leggi l’articolo dedicato – abbiamo visto i primi squilli, alla piscina Sciorba arrivano veri e propri fuochi d’artificio.

Direttamente dal Trentino arrivano le americane, che continuano la loro campagna d’Italia regalando spettacolo anche in Liguria. Occhi puntati poi su due rientri eccellenti: quello di Gabriele Detti dopo una stagione travagliata e quello di Federica Pellegrini nei suoi 200 stile, dopo una stagione di astinenza.

E se loro erano le certezze non sono mancate poi le novità e le piacevoli sorprese. Pronti per scoprirle tutte?

Un bel respiro che si parte!

Scelta difficile quello dell’uomo copertina di questa due giorni al Nico Sapio. Scelgo Gabriele Detti, perché rivederlo al top è un piacere per gli occhi. Soprattutto perché il due volte bronzo olimpico con la vasca corta ha un rapporto di amore-odio, avendo raccolto a livello internazionale solo due terzi posti agli Europei, steccando nel mondiale canadese post olimpico.

Bisogna qualificarsi, e lui ci riesce, dopo mesi di problemi alla spalla che l’avevano tenuto lontano anche dall’Europeo di lunga di Glasgow. Gabriele non sbaglia, stampando il nuovo record della manifestazione di 3’39″09, cancellando il vecchio record di Federico Colbertaldo fermo a 3’40″56. Crono che avvicina anche un ottimo Matteo Ciampi, argento in 3’40″69.

Continuiamo con i gran rientranti: non era proprio una prima volta ma quasi per Silvia Di Pietro, che si toglie lo sfizio di salire sul podio dei 50 farfalla nuotati in 26″46. Veloce anche nei 50 stile dove trova la finale con 24″91 e nei 100, dove nuota nuovamente sul 54″ alto. Tempi ancora lontani dal pass mondiale, che però la romana ha dichiarato non essere attualmente alla sua portata.

Chiudiamo la parentesi rientranti con Nicolò Martinenghi, allargando il discorso a tutta la rana in generale. Il buon Nic, dopo una stagione difficile per infortunio, sembra già quello del 2017. Nei 50 rana nuota vicinissimo a Fabio Scozzoli, con soli due decimi che separano i due fenomeni della rana azzurra (26″06 Fabio, 26″29 Nicolò), mentre nei 100 rana avvicina il suo personale con 57″33, restando alle spalle di Scozzoli, mattatore con il record della manifestazione di 57″17.

Rimanendo nella rana da sottolineare il bel duello dei 200 fra vecchia e nuova generazione: Luca Pizzini, con un 50 finale in progressione, mette la mano davanti al classe 2000 Alessandro Fusco, stampando il nuovo primato del Nico Sapio in 2’06″84, con l’alessandrino che chiude a 2’07″73.

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Gli occhi di tanti erano però rivolti a Federica Pellegrini: la Divina torna dopo un lungo periodo d’assenza nei suoi amati 200 stile e il ritorno è decisamente piacevole. Vittoria con tanto di record della manifestazione che già le apparteneva di 1’54″30, lontana dai tempi migliori ma comunque in linea con l’inizio della stagione. Anche perché Federica ben figura anche nella gara regina, dove solo Kelsi Dahlia le resta davanti, nuotando in 52″56 contro il 52″70 dell’atleta di Matteo Giunta.

Ed eccoci alle protagoniste a stelle e strisce: la Dahlia riscrive i primati della manifestazione di 50 stile e 50 farfalla (24″02 e 25″07), per non parlare del crono clamoroso dei 100 farfalla, terzo miglior crono mondiale stagionale nella distanza (in testa c’è proprio lei con 54″84): 55″00, cancellata di due secondi Ilaria Bianchi qui terza in 57″64.
La Dahlia non è la sola stella USA a brillare: presente anche Kathleen Baker, che vince 50 dorso con 26″47, primato del Sapio, e 100 dorso in 57″34.

Finita qua? No di certo. I motivi per seguire questo Nico Sapio erano molteplici e non poteva mancare la curiosità della prima volta di Santo Condorelli tutto italiano. L’ex canadese ha nuotato nei 50 stile chiusi al terzo posto in 21″68 e nei 100 dove ha toccato 4° in 48″23. Il rinforzo azzurro dovrà però sudare le proverbiali sette camicie per inserirsi nel gruppo nazionale, dato che prima Federico Bocchia nei 50 stile (21″43 con tanto di show annesso) e poi Davide Nardini secondo nei 100 stile in 47″73 gli hanno messo la mano davanti.

Velocità un po’ ridimensionata a Genova data l’assenza del campione europeo Alessandro Miressi che deve recuperare da un infortunio alla caviglia, al forfait delle finali del 100 di Luca Dotto dovuto a uno stato influenzale.

A suggellare un’edizione da record sono proprio i primati stessi: sono ben 25 i crono caduti rispetto alle vecchie edizioni, alcuni dei quali migliorati dal mattino al pomeriggio. Oltre a quelli già citati da sottolineare quello dei Silvia Scalia nei 50 dorso (26″79) poi limato dalla Baker in finale, ma anche quello di Martina Carraro nei 50 rana (30″59) a cui tocca la stessa sorte ma per mano di Sara Morotti, che beffa la ligure di un centesimo registrando il nuovo record in 30″53.

Storico il record abbattuto da Ilaria Bianchi nelle batterie dei 200 farfalla (rinuncia alla finale in quanto già qualificata in questa prova): 2’06″85 cancella il nome di Francesca Segat, mentre la Cusinato fa follie nei 200 e 400 misti con 2’07″28 e 4’29″41.

Se di storia parliamo occhio a Michael Chadwick, che ritocca il primato dei 100 stile in 46″90, lasciando ad un decimo il crono nuotato da un certo Cesar Cielo. Anche Matteo Ciampi cancella un pezzettino di storia azzurra, con l’1’44″20 nei 200 stile che mette nel “dimenticatoio” il crono da record di Filippo Magnini.

A primato anche Sabbioni nei 50 dorso, e Marco Orsi, che prima stampa 23″00 nei 50 farfalla ma gli viene cancellato al pomeriggio da Kusch, mentre poi si prende definitivamente quello dei 100 misti, nuotati e vinti in 52″65.

Non è record ma vale come se lo fosse il 4’00″44 di Erica Musso, a un secondo dal primato della Muffat ma soprattutto sotto il limite per i mondiali di Hangzhou.

Dal Nico Sapio è tutto, la palla passa a Livorno, al Mussi-Lombardi-Femiano.

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Responsabile di redazione, istruttore di nuoto, ex-ago di nuoto e salvamento, “Ing-mamma-atleta” Master

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