Prima giornata di gare a Riccione per questo Campionato Italiano Open, nella formula vasca lunga poco comune in questa fase dell’anno. Molte le gare, molti i big alla ricerca di una tempestiva qualificazione olimpica.

C’è tuttavia da anticipare come in realtà siano pochi coloro pronti a stampare un tempone già a dicembre, nonostante la coda di forma rimasta dai recenti Campionati Europei indoor.
E lo squillo migliore lo riserva, come da pronostici, la rana al maschile, ma procediamo con ordine.

Si parte dai 50 farfalla donne, con un podio già scritto in cui bisognava solo assegnare il colore delle medaglie. La spunta Silvia Di Pietro, 26”41 su Elena Di Liddo (26”58) e Ilaria Bianchi, di poco sotto i 27”. Bello il testa a testa tra le due portacolori Aniene e bello vedere una Di Pietro di nuovo sugli scudi.

Analoga distanza, dorso, maschile.
Matteo Milli e Simone Sabbioni concludono in fotocopia, 25”17 davanti al primatista italiano Niccolò Bonacchi, 25”40.
Si passa poi alla prima distanza olimpica, ossia i 400 stile sia al maschile che al femminile.
Tra le donne, orfane della campionessa europea Quadarella, la spunta Stefania Pirozzi (4’10”09), davanti a Anna Chiara Mascolo e Giulia Salin. Gara molto tirata e combattuta con discreti contenuti tecnici ma che poco offre da un punto di vista cronometrico.
Considerazioni analoghe anche tra gli uomini. Con un poderoso ultimo 50 in 27”31, Gabriele Detti va a vincere in 3’47”04 davanti a Marco De Tullio (3’47”18) e Matteo Ciampi (3’47”41). Anche in questo caso tempi molto distanti dagli standard di qualificazione, che denotano tuttavia un buono stato di forma del nostro mezzofondo veloce.
Segnaliamo come sia tra le donne che tra gli uomini, ci sono stati due casi di fratelli/sorelle in finale A e B della stessa gara. Evento più unico che raro.

Nei 100 rana donne la qualificazione diretta voleva di fatto dire nuotare il record italiano.

Martina Carraro e Arianna Castiglioni si “accordano” per un ex aequo in un molto valido 1’07”20; chiude il podio Ilaria Scarcella a 1’08”00. Benedetta Pilato ultima della finale A con 1’09”20, lontana dal suo record ragazzi. Il suo allenatore Vito D’Onghia dichiara in mattinata ai microfoni Rai come il limite non sia un obiettivo stagionale, quanto sia la costruzione del 100 in chiave futura. Per la serie: è brava, ma facciamola crescere, please.

Che la gara al maschile potesse riservare dei fuochi d’artificio lo si era capito dalla mattina, con il tempone di Nicolò Martinenghi e Federico Poggio. Nicolò si conferma e stampa un record italiano monstre, primo di sempre sotto i 59”: 58”75 per lui e pass conquistato di prepotenza. Bravo, bravissimo!

Come un bravo se lo stramerita pure Poggio, secondo in 59”58: un cliente scomodissimo per Fabio Scozzoli, terzo in 59”80, che dovrà giocarsi il pass per la sua terza olimpiade in aprile.

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I ​50 dorso donne li vince Silvia Scalia, 28”49, davanti a Carlotta Zofkovà e Francesca Pasquino. Anche in questo caso nulla di eclatante a parte una piacevolissima finale combattuta sin all’ultima bracciata.

Trovare la qualificazione immediata nei 100 farfalla era molto arduo per Piero Codia (primo in 52”10), Matteo Rivolta (52”38) e Federico Burdisso (52”51). Per i primi un discreto risultato dopo la prova non eclatante di Glasgow; per il terzo un piccolo campanellino d’allarme per i 200 farfalla, in cui cercherà una difficile qualificazione prima della partenza per l’avventura USA.
Nella vasca singola a stile libero, una graditissima conferma da parte di Silvia Di Pietro, che la spunta con un tempo non lontano al suo primato italiano (24”95); dietro di lei Federica Pellegrini (25”18) e Nicoletta Ruberti che coglie l’attimo in 25”54.
Tra gli uomini Luca Dotto è l’unico in grado di scendere sotto i 22”, seppur di un solo centesimo; dietro di lui Leonardo Deplano (22″11), sempre più consistente è Alessandro Miressi (22″18). Giù dal podio Vergani, con 22”20 lontano dalla sua forma migliore.

Nell’ultima gara in programma – i 1500 stile libero femminili – scende in acqua Simona Quadarella. Seppur lontana dal suo fantastico record italiano, riesce a cogliere il pass olimpico con una gara nuotata ad un ragguardevole 32” di passo: il 15”57 e spicci rappresenta un ottimo tempo che le permette di lavorare, se mai ce ne fosse stato il dubbio, serena in preparazione dell’evento del prossimo anno.

Di poco sopra al limite invece Martina Caramignoli, ormai fissa su livelli di eccellenza, che chiude seconda in 16’04” con il primato personale migliorato dopo 5 stagioni. Per lei pass rimandato di pochi mesi. Giulia Salin, terza in 16’20” fissa livello del mezzofondo femminile molto interessante.