Ore 17.00, si torna in acqua a Riccione, per i Campionati Italiani Open in vasca lunga, e dopo l’odore d’Europa assaporato la settimana scorsa a Glasgow, eccoci pronti a sentire profumo di Giochi, con i primi pass per l’Olimpiade di Tokyo conquistati già ieri da Martinenghi e Quadarella.

Giornata impegnativa per gli azzurri a caccia del biglietto nipponico, e lo si capisce guardando i limiti previsti nelle prime due gare del programma.
Nei 100 farfalla donne infatti, Elena Di Liddo e Ilaria Bianchi devono scendere praticamente al limite italiano di 57’’ basso per centrare il pass. Non ci riescono, con la Di Liddo che tocca in 57’’84 e la Bianchi in 58’’18. Sul terzo gradino del podio Claudia Tarzia in 59’’50.
Discorso simile per i 200 farfalla uomini. Qui c’è un uomo solo al comando, ovvero Federico Burdisso, che dopo una qualifica che sembrava facile, faceva ben sperare per il pomeriggio. Il classe 2001 parte forte e regge per 150 metri, ma accusa nell’ultima vasca, mancando il pass olimpico, che anche qui coincideva con il record italiano, per poco meno di un secondo, chiudendo in 1’55’’11.
Alle sue spalle Matteo Pelizzari in 1’57’’96 e Giacomo Carini in 1’58’’18. Non ancora a livello della corta invece Alberto Razzetti, che sulla vasca da 50 non rende per ora al meglio, chiudendo comunque quarto appena sopra l’1’58’’.

Chi tenta l’impresa è Margherita Panziera, che prova il colpo da novanta anche nei 100 dorso. Dopo l’oro dell’Europeo la romana sembra in palla e lo dimostra da subito, sbaragliando la concorrenza ma non riuscendo a strappare già il crono per Tokyo 2020. Chiude in 59’’75, quando ci voleva poco più del suo record italiano. La rivedremo nei 200. Argento per Carlotta Zofkova in 1’00’’64, bronzo per Francesca Pasquino (2002) in 1’01’’41.

Stessa gara, stesso obbiettivo: Simone Sabbioni non ha paura del 52’’8 che gli serve per i Giochi, e che è di mezzo secondo sotto il suo primato nazionale. Il romagnolo ci prova, passando quasi due decimi sotto al suo migliore e portandosi dietro Ciccarese e Milli. Il secondo 50 però è brillante come il primo, con la chiusura del primatista azzurro in 53’’87. Dietro molto veloce proprio Christopher Ciccarese in 54’’30 e Matteo Milli in 54’’56.
Dopo il dorso, senza fiato dentro con i misti. Altra impresa da cercare, qui per Ilaria Cusinato. I 400 misti sono la sua gara, e dopo il bronzo europeo la caccia al pass olimpico è un obbiettivo concreto. Non ora però, perché la veneta è lontana dal suo migliore e anche da quanto serve per la qualifica. Gestisce bene i quattro stili senza però eccellere e chiudendo in 4’41’’04, portandosi dietro un’ottima Sara Franceschi in 4’43’’26. Podio completato da Luisa Trombetti in 4’47’’00.

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400 misti che al maschile sono “messi peggio”, nonostante quanto di buono fatto a Glasgow Lorenzo Tarocchi. La lunga non da le risposte volute al toscano dell’Aniene, che guida per sette vasche, si fa beffare nell’ultimo cinquanta da Pier Andrea Matteazzi ma riesce comunque a nuotare il suo personal best di 4’17’’78. Vince dunque l’atleta  dell’Esercito/In Sport Rane Rosse con 4’17’’53, non lontanissimo dal suo migliore. Terzo posto per Federico Turrini in 4’23’’45, l’unico tra i partenti ad avere un personale inferiore del tempo limite richiesto per Tokyo.
Gara regina, dove non manca la Divina! 100 stile dove Federica Pellegrini risponde bene, imponendosi con autorità e pareggiando i conti con Silvia Di Pietro. La primatista italiana vince in 53’’95, lontana dal tempo limite, con la Di Pietro staccata di un secondo netto. Podio per Paola Biagioli, che ci ha provato nella prima vasca passando fianco a fianco con la neo campionessa italiana. Cose discrete in chiave staffetta, con il quarto tempo di 55’’54 di Giogia Biondani.
Uomini jet in vasca per i 100 stile uomini: per centrare l’obbiettivo olimpico bisogna scendere sotto il muro dei 48’’ impresa riuscita in Italia solo a Luca Dotto e al neo primatista italiano Alessandro Miressi. Entrambi in finale, a spuntarla è proprio il torinese in 48’’22, in rimonta su un furioso Santo Conderelli, passato in 22’’31 unico del lotto sotto al muro dei 23’’. L’oriundo cede nella seconda vasca tenendo comunque la terza piazza con 48’’55, restando dietro anche ad un positivo Ivano Vendrame, argento in 48’’38. Sotto ai 49’’ anche Dotto (48’’91) e Zazzeri (48’’92).
I 50 rana non vedono, almeno per l’edizione di quest’estate pass olimpici (quando vedremo anche i 50 degli altri stili ai Giochi???). Si lotta allora per il titolo e tris di talenti in campo femminile è il solito: Benedetta Pilato vince il suo primo titolo italiano in 30’’08, davanti a Martina Carraro con 30’’52 e Arianna Castiglioni in 30’’77.
Uomini che ricompongono il podio di ieri, anche in questi 50, con il primatista italiano dei 100 Nicolò Martinenghi che  si conferma vincendo in 26’’96. Dietro di lui si scambiano le posizioni rispetto alla doppia distanza un redivivo Fabio Scozzoli in 27’’34 e Federcio Poggio con 27’’44.
Ultime speranze di giornata per vedere un pass olimpico, con gli 800 stile donne e di seguito, i neo “entrati” a Giochi, 800 stile uomini. Simona Quadarella, dopo il pass di ieri, si accontenta di prendersi il titolo italiano, vincendo in 8’26’’26, tallonata come ormai solito in questa stagione da Martina Rita Caramignoli, che si conferma anche in lunga in 8’27’’92 stampando il suo personale. Terza Giulia Salin in 8’34’42.
Ultima gara del giorno, senza Gregorio Paltrinieri ma con Gabriele Detti. Il pass è un tempo spinto, equivarrebbe al terzo crono italiano all time (meglio solo proprio Greg e Gabriele), e Detti dopo uno strappo partito fin dai primi 100 metri, prova a forzare sbaragliando il campo degli avversari. Già dai 400 si capisce che però il pass per il campione mondiale di Budapest 2017 sarà improbabile, tanto che nella seconda metà gara il livornese alza il piede dall’acceleratore chiudendo in 7’51’’93.
Secondo e al personale Matteo Lamberti in 7’57’’62 e bronzo Alessio Occhipinti in 7’59’’20.
Giornata che si chiude dunque senza pass per i Giochi, ma che lascia aperte tante possibilità per il Campionato Italiano Assoluto di marzo, dove ricordiamo, i crono richiesti per l’Olimpiade sono leggermente più alti rispetto a quelli visti adesso.
A domani, per l’ultima giornata!