Ad Adelaide infatti sono scesi in acqua i delfini australiani per gli Australian Championships e non sono mancati colpi di scena e primati.

In Australia da un paio d’anni è in atto una rivoluzione che porta allo stile americano, avvicinando la data dei Trials di qualificazione all’evento desiderato. È stato così lo scorso anno in vista dei Giochi Pan Pacifici (e i risultati sono stati ottimi) e sarà così anche quest’anno.

La rivoluzione Aussie sta portando alla ribalta anche diversi nomi nuovi, e soprattutto giovani!

Regina di questa settimana giallo-verde è senz’altro la 18enne classe 2000 Ariarne Titmus.

Oro mondiale in corta quest’inverno ad Hangzhou, dimostra di essere al momento, insieme alla cinese Li Bingjie, l’anti Ledecky. Prima grazie al miglior tempo mondiale stagionale sui 200 stile, vinti in 1’54″30, nuovo record australiano strappato alla McKeon che nel 2016 aveva nuotato 1’54″84 e del Commonweatlh (ciao ciao al primato di Tylor Ruck datato 2018 di 1’54”44) oltre a essere anche record oceanico. Il bis la Titmus lo regala nei 400, dove torna sotto il muro dei 4′ minuti, e in perfetto Gabriele Detti’s style eguaglia al centesimo il suo primato nazionale, del Commonweatlh e oceanico di 3’59″66, passando però leggermente più veloce rispetto a quanto nuotato in occasione di tale record ai Pan Pacifici della scorsa estate.

La mezzofondista Aussie non è l’unica nata nel 2000 a fare scintille. Porta a casa due ori anche Minna Atherton, specialista del dorso. Prima si impone nei 200, vinti in 2’11″18, soli 5 centesimi meglio di Calypso Sheridan – oro nei 200 misti in 2’11”53 – poi nei 100, nuotando sotto al minuto in 59″71. In questa prova occhio alla medaglia d’argento, la classe 2001 Kaylee McKeon (59″88).

Se al femminile è più facile trovare giovani alla ribalta, più complicato tra gli uomini. Negli anni 2000, un giovane Ian Thorpe incantava ai Giochi di Sydney mentre Elijah Winnington nasceva. Futuro da ennesimo erede dello squalo australiano? In assenza di Mack Horton è lui a prendersi la scena nei 400 stile, nuotando il 3° crono mondiale stagionale in 3’44″68. Niente male nemmeno nei 200, dove detiene il non ancora ratificato WRJ. Con 1’46″91 si candida per un posto quanto meno nella 4x200 mondiale, nonostante la vittoria la porti a casa un “vecchio” dello specialità, ovvero Kyle Chalmers.

Suona strano ma il re olimpico dei 100 stile di Rio 2016 ha già il suo bel bagaglio di esperienza pur avendo solamente vent’anni. Dopo un anno tribolato, con la pausa per l’operazione al cuore, Kyle apre le danze ai questi campionati vincendo i 100 farfalla in 52″07. Il botto lo fa nei 100 stile, dove chiude in 47″48, nuovo primato personale e per un paio di ore primatista mondiale stagionale, beffato in concomitanza dal russo Grined che nuota ai campionati russi 5 centesimi meglio.

Chalmers conferma poi la sua rinascita imponendosi proprio nei 200 in 1’46″30 e nei 50 in 22″07.

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Chi invece ancora sonnecchia sono le sorellone Campbell. In verità Cate è decisamente più pimpante: vince i 100 con il miglior crono mondiale stagionale di 52″35 davanti alla McKeon (52″84 e 3° mondiale stagionale) e a Shyna Jack che con 53″20 è la quarta al mondo in stagione. Solo quinta piazza per Bronte in 53″81. La più giovane delle sorelle fa un po meglio nei 50, dove è terza in 24″51 alle spalle della Jack (24”38) e di Cate che stampa il secondo crono mondiale stagionale di 24″30.

Ho citato la McKeon. Defraudata del record nazionale nei 200 stile, la cangura si prende l’oro nei 100 farfalla con il miglior tempo del mondo di 56″85 (davanti alla Sjöström) e incassando con stile l’argento anche nei 200 nuotati in 1’56″00 che rimane comunque il quarto crono stagionale mondiale.

Ad Adelaide non solo la Titmus ha cancellato un primato nazionale. Impresa ancor più grande è riuscita a Matthew Wilson, che ha vinto i 200 rana in 2’07″16, terzo mondiale stagionale ma anche primato australiano (precedente di Christian Sprenger in 2’07″31 di Roma 2009) e del Commonwealth (precedente di Ross Murdoch in 2’07″30 del 2014) oltre che record oceanico.
Wilson si impone anche nei 100, dominati in 59″67.

Meno paura fanno i ragazzi del fondo: Jack McLoughlin vince gli 800 stile in 7’58″66 così come dal dorso, con Mitch Larkin che vince sì 100 e 200 ma senza clamori: 53″21 e 1’56″22 sono entrambi al settimo posto nella classifica mondiale stagionale. Larkin si è buttato da qualche tempo sui misti ottenendo buoni risultati nei 200, qui vinti in 1’56″83, non lontano dal suo primato nazionale e 4° al mondo quest’anno, mentre i 400 li chiude in 4’14″62.

Il team australiano è in salute anche se sta passando un ricambio generazionale non indifferente: di sicuro arriveranno a Gwangju pronti a far incetta di medaglie ma con la testa già proiettata verso Tokyo 2020.

Foto: Australian Swimming Dolphins Swim Team | Facebook