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Bruno Fratus, la video intervista per Corsia4

Bruno Fratus, la video intervista per Corsia4

Il nuotatore brasiliano specialista dei 50 stile libero Bruno Fratus è sbarcato in Italia per partecipare al prossimo 56° Trofeo Settecolli di Roma che si terrà dal 21 al 23 giugno prossimi.

Abbiamo avuto l’occasione di incontrarlo martedì 18 giugno presso il Forum Sport Center di Roma dove si è allenato e ha incontrato i ragazzi della squadra agonistica.

Dopo l’infortunio alla spalla sei tornato in vasca subito al meglio e ti presenterai ai Mondiali di Gwangju con il primo crono stagionale dei 50 stile (21.31). Raccontaci il tuo percorso e chi ti ha aiutato e motivato durante questo periodo sicuramente difficile.

Ci sono davvero molte persone coinvolte quando si tratta di lavorare sul recupero degli atleti agonisti: io ho lavorato con 5/6 fisioterapisti e 3/4 diversi dottori.

Il fatto è che gli infortuni sono qualcosa di “normale” nello sport. In realta’ non ci sto neanche più pensando. È stato sicuramente un momento difficile ma non vedo l’ora di gareggiare.

La preparazione è stata fatta, non vedo l’ora di gareggiare qui a Roma questo fine settimana. poi si torna a casa per preparasi per la Corea.

Dopo il bronzo mondiale di Kazan 2015 avevi grosse aspettative, come tutta la Nazionale brasiliana, per i giochi di casa (Rio 2016). Come è stato per te ripartire dopo la delusione olimpica?

Semplicemente si deve ripartire. Si tratta di cadere e rialzarsi.

Se davvero vuoi qualcosa e combatti per qualcosa non potrà davvero essere un problema ripartire.

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Nicholas Santos parteciperà a 39 anni ai Mondiali di Gwangju, a 39 anni vince e si migliora. Quanto è di stimolo avere un compagno di Nazionale come lui?

Non credo che Nicholas abbia ancora raggiunto il suo picco. Penso che lui possa andare ancora più veloce.

Cicuramente lui rappresenta il tipo di atleta da cui cerco di imparare il più possibile ogni volta.

L’oro dei 50 stile ai Mondiali è stato vinto per tre volte consecutive da Cesar Cielo. Come ti senti a essere il suo erede e come gestisci la responsabilità di riportare il Brasile sul gradino più alto del podio?

[…] non mi sento il suo erede. Quello che lui ha fatto è suo, quello che io ho fatto e quanto farò è mio. Siamo persone diverse, abbiamo diverse personalità e mentalità.

Ognuno dei nuotatori brasiliani ha la responsabilità di dare il massimo, si tratta di qualcosa che sicuramente condivido con i miei connazionali.

Un ultima domanda sul tuo carattere, abbiamo spesso visto i suoi connazionali in lacrime sul podio, e tu?

Non saprei… in realtà è un po’ imbarazzante. Ogni volta che salgono sul podio, poi piangono.

Io non mi ci ritrovo ma in effetti è quello che accade.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

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