Regali di Natale in anticipo in arrivo dalla terra di canguri!

In Australia si gareggia, con i 2020 Hancock Prospecting Australian Virtual Short Course ovvero i Campionati Nazionali in vasca corta, che si sono disputati virtualmente, con cinque sedi differenti – Brisbane, Sydney, Melbourne, Perth e Hobart – per ovviare alle problematiche legate al pandemia di Covid-19.

Di virtuale sono solo le classifiche, perché i tempi sono da stropicciarsi gli occhi. Nulla di cui stupirsi!

Gli Aussie, stoppati dalla propria federazione per gareggiare nella ISL, tirano fuori tempi da record come spesso sono soliti fare durante le competizioni nazionali.

Senza Kyle Chalmers, operato nuovamente questa volta alla spalla, la copertina se la prende la giovane dorsista Kaylee McKeown stampando il nuovo record mondiale nei 200 dorso. A Brisbane la cangura nuota in 1’58’’84 cancellando il vecchio primato che apparteneva a Katinka Hosszú dai Mondiali del 2014 di 1’59’’23. Per la McKeown anche record nazionale e d’Oceania, strappati a Minna Atherton che li deteneva con 1’59’’25 nuotato lo scorso anno in ISL.

Non è finita qua perché la giovane australiana ritocca anche il primato continentale e nazionale dei 200 misti, vinti in 2’03’’68, più di un secondo meglio di quanto nuotato nel 2017 da Emily Seebohm in World Cup (2’05’’46). Con questo tempo diventa la seconda donna più veloce di sempre, alle spalle solo della primatista mondiale Hosszú.

Il jackpot della McKeown si chiude con il testa a testa vinto con la Atherton nei 100 dorso, chiuso a favore della neo primatista dei 200 in 55’’68, contro il 56’’36 della detentrice del WR. Per la McKeown successi anche nei 50 dorso (26’’00) e nei 100 misti (59’’14).

Tempo di primati anche in campo maschile: senza il campione olimpico Chalmers tocca a Matthew Wilson prendersi la scena.

Il ranista Aussie lo fa in condivisione con Samuel Williamson in un duello a distanza a suon di record. Da Melbourne è proprio Williamson infatti a cancellare il nome di Christian Sprenger dal palmares dei primatisti, nuotando i 100 rana in 57’’00 e prendendosi record nazionale e oceanico. Ma la gloria dura poco perché da Brisbane arrivano gli ufficiali di Wilson: 56’’89 e nuovi primati in tasca al già recordman dei 200.

Williamson prova a rifarsi poi nei 50, dove sfiora il primato vincendo in 26’’41.

Se si parla di record, non possiamo dimenticare la diciottenne Lani Pallister, da poco alla ribalta nazionale. Mezzofondista, si prende il vizio di ritoccare il personale da poco nuotato negli 800 stile, portandolo a 8’10’’12 e sempre da Brisbane, anche quello dei 1500, qui strappando il record nazionale a Madeline Gough grazie al tempo di 15’28’’33.

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Quanto ci sono mancate la ragazze australiane durante la ISL? Be, eccole qui.

Dopo le dorsiste, è bello rivedere in vasca Ariarne Titmus, che non si risparmia affatto. Primo posto nei 400 stile in 3’54’’58, a solo mezzo secondo dal suo world record.

Si rivede anche Cate Campbell, che da Sydney vince i 50 stile in 23’’68 davanti ad Emma Mckeon (Brisbane) con 23’’87. Il bronzo olimpico di Rio stampa secondo crono personale di sempre nei 100, nuotando in 51’’17 davanti a Madison Wilson, al personale di 51’’74 (Sydney). Per la McKeon anche 50 farfalla in 25’’33 e 200 stile in 1’51’’83 a mezzo secondo dal primato oceanico della Titmus. Anche qui bella seconda piazza per la Wilson, con 1’52’’77.

La McKeon chiude con i 100 farfalla, vinti in 55’’67 a tre decimi dal primato nazionale e oceanico di Alicia Coutts datato 2013.

Palla agli uomini. Se i ranisti han detto la loro, la categoria maschile viene rappresentata al meglio da una certezza degli ultimi anni, Mitch Larkin. Il primatista mondiale dei 200 dorso in corta vince senza difficoltà tutte le prove a cui partecipa: da Brisbane domina appunti i 200 dorso in 1’50’’04, i 200 misti in 1’53’’38 i 100 dorso in 50’’48 e i 100 misti in 53’’26.

Non gli ruba la scena per un solo centesimo Matthew Temple che sfiora l’impresa di cancellare il record nazionale dei 100 farfalla in mano a David Morgan dal 2016. Con 49’’32 si ferma proprio a un passo dal 49’’31 che equivaleva anche al record oceanico.

Anche se a distanza dunque, i canguri scaldano i motori in vista dell’obbiettivo tanto agognato dei Giochi Olimpici.

La strada è ancora lunga ma speriamo tutti in discesa. Come al solito ne vedremo delle belle!

Foto: Swimming Australia