Due giorni a Riccione per capire che l’Italia c’è, che gli azzurri stanno lavorando bene e che la trasferta cinese di Hangzhou (11-16 dicembre) per i Mondiali in vasca corta si sta avvicinando sotto ottime sensazioni.

Era un’edizione insolita, quella degli Assoluti Invernali 2018, perché la squadra per i Mondiali è già fatta – le convocazioni del D.T. Cesare Butini sono state diramate una settimana fa – e quindi a Riccione si gareggiava per cercare conferme e, in alcuni casi, per trovare rivincite.

Chi ha fatto il pieno sia di conferme sia di rivincite è Marco Orsi, che ha dovuto combattere nella scorsa stagione con condizioni di forma non ottimali: oro nei 50 farfalla – con record italiano sfiorato – oro nei 50 stile e nei 100 misti, con nuovo record italiano in 51”57. Il “bomber” di Budrio, che rivela di aver trovato nell’alimentazione un’arma per combattere i suoi problemi di salute, si proietta all’appuntamento mondiale con ambizioni da finale soprattutto nei 100 misti.

Anche Gabriele Detti cercava conferme dopo un lungo e faticoso stop e ha trovato a Riccione buoni segnali di continuità e di forma. Il campione del mondo livornese ha portato a casa il titolo dei 200 stile libero, segnando anche il terzo crono personale di sempre (1’44”39) e ha ammesso che “vincere non è mai semplice, soprattutto nei 200 stile”. Ai mondiali nuoterà i 400 – dove è bronzo olimpico – e la 4x200.

Buone sensazioni anche per il compagno di allenamenti di Detti, Gregorio Paltrinieri, che si prende con facilità i 1500 stile (14’25”08) e conferma di viaggiare verso la stagione olimpica con ambizioni anche nelle acque libere:

Sono contento che ci sia il fondo a cui pensare – dice l’olimpionico – mi aiuta ad allenarmi con più stimoli.
Nuotare competizioni da due ore mi fa sembrare i 1500 una gara veloce
.

Ottime conferme le ha trovate anche Fabio Scozzoli, doppio oro nei 50 e 100 rana, che sembra davvero vivere in un momento di forma e di maturità speciali. Il trentenne di Lugo va in Cina senza nascondersi e punta alla medaglia nei 50: “Peaty è battibile” dice Fabio, che l’inglese lo ha già messo dietro l’anno scorso a Copenaghen, ai microfoni RAI “ma ai mondiali sono tutti forti”.

Sta ritrovando la forma Nicolò Martinenghi, reduce da un’annata di stop per infortunio, che da Riccione porta a casa due argenti (50 e 100 rana) ed un titolo nei 200 rana, distanza che nuotava da giovanissimo e che non esclude di riprendere a curare in futuro.

Chi ha davvero stupito è Margherita Panziera, che si ritrova già inaspettatamente in forma tanto da stabilire il nuovo record italiano nei 200 dorso. La campionessa europea in vaca da 50 ha toccato in 2’01”56 e ai mondiali sarà chiamata a confermare la dimensione di altissimo livello che ha raggiunto nel 2018. Nel dorso femminile era in cerca di rivincite Silvia Scalia, uscita dalla formazione per il mondiale ma capace a Riccione di imporsi nei 100, con 57”56, e nei 50, con il nuovo record italiano di 26”67.

L’altra protagonista dell’estate europea, Simona Quadarella, ha dominato 400 ed 800 stile, segnando nella gara più lunga anche il suo personale (8’13”41) ed il terzo tempo stagionale e aumentando l’attesa per i suoi mondiali, dove nuoterà anche i 1500 e gareggerà senza la più forte al mondo Katie Ledecky.

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Va con i piedi di piombo invece Federica Pellegrini, che è tornata qui a vincere i suoi 200 stile libero ma non senza faticare. I residui dell’influenza ed il ritorno alla preparazione della gara che le ha dato più soddisfazioni hanno lasciato il segno, e la nostra Fede si è ritrovata a faticare non poco per concludere in 1’55”31. Molto meglio la sua prestazione nei 100 – oro in 52”81 – gara che in questa fase le riesce con più facilità. In Cina ci sarà ma non si presenterà ai blocchi nella gara in cui è campionessa in carica e, perlomeno a dichiarazioni, non intende farlo nemmeno nell’estate dei mondiali di lunga. Anche il suo tecnico Matteo Giunta predica calma: “In questa sua prima parte di ripresa di preparazione per i 200 navighiamo a vista, il mondiale di vasca corta non l’abbiamo preparato, poi vedremo”.

Aveva annunciato il record, Thomas Ceccon, e record è stato nei 200 misti, in una gara in cui anche Lorenzo Glessi (1’54”50) è sceso sotto il vecchio primato italiano. Thomas ha nuotato in maniera esemplare, con una prima parte di altissimo livello ed una chiusura a stile perfetta; il suo 1’53”26 è un secondo sotto al limite precedente ma sembra non essere il suo limite, e questa è una buona notizia.

Chi il record l’ha sfiorato è invece Lorenzo Mora che, dopo l’oro nei 100 dorso – 50”79, un centesimo meglio proprio di Ceccon – si impone nei 200 facendo gara da solo contro il cronometro, che si è fermato a 1’50”92, meno di due decimi dal primato di Sabbioni, qui presente ma in condizioni di forma non ottimali. Anche Francesca Fangio si avvicina al record dei 200 rana, nuotando 2’21”22 (record 2’20”93) e ribadisce di essere la migliora in Italia sulla distanza, mentre la rana veloce è dominata da Martina Carraro, ripescata per la trasferta mondiale e in grande forma in questa prima parte di stagione (1’05”86 e 30”19).

Doppio titolo nella farfalla veloce per Elena Di Liddo (57”01 e 26”32) che spera di smaltire prima dei mondiali le fatiche dell’addestramento reclute dei Carabinieri, mentre non sarà in Cina Alessia Polieri che però si porta a casa il titolo dei 200 farfalla. Un titolo a testa anche per Erika Ferraioli (50 stile), Anna Pirovano (200 misti), Elisa Trombetti (400 misti) e Laura Letrari (100 misti).

Nei 100 stile l’altissimo Lorenzo Zazzeri tocca a sorpresa davanti al campione europeo in vasca da 50 Alessandro Miressi (47”06 e 47”25) confermando il buon momento di crescita del settore velocità. Altra piacevole sorpresa la vittoria di Lorenzo Tarocchi nei 400 misti (4’06”90) mentre è ormai una conferma il 200 farfalla di Federico Burdisso (1’54”33) che sarà nella squadra mondiale in virtù del podio estivo a Glasgow. In Cina ci sarà anche Matteo Rivolta che a Riccione si è aggiudicato i 100 farfalla davanti al campione europeo in lunga Pietro Codia (51”17 e 51”37).

I finali di ogni mattinata sono stati arricchiti dalle staffette veloci, che hanno riservato anche qualche gradevole sorpresa, come il record italiano dell’Esercito nella 4x50 stile maschi (Codia, Vendrame, Bonacchi, Zazzeri) in 1’26”17 e quello del Nuoto Club Azzurra 91 nella 4x50 mista femmine (Cocconcelli, Carraro, Bianchi, Ruberti) in 1’47”83.

Cesare Butini si dice soddisfatto dei segnali che ha ricevuto sia dai convocati per i mondiali sia dagli esclusi:

Le scelte sono state fatte in prospettiva di crescita e il movimento sta rispondendo secondo le aspettative” dice il DT ai microfoni RAI, stemperando anche le polemiche per qualche mancata convocazione.

La Federazione sta dalla parte degli atleti e darà a tutti la possibilità di esprimersi nel migliore dei modi.