È giunta alla conclusione la seconda edizione della Champions Swim Series, per questo 2020 ridotta come numero di tappe – due al posto delle tre del 2019 – e localizzata, entrambi gli appuntamenti si sono svolti in Cina.

A Pechino tornano in vasca molti dei protagonisti visti pochi giorni prima a Shenzen, con interessanti ripetizioni di sfide e ribaltoni clamorosi.

Certo, un’edizione che non rimarrà nei cuori degli appassionati ma che a modo suo permette agli atleti invitati di mettere qualche soldino nel portafogli e proseguire verso l’ “elevamento” economico di questo sport.

La tappa pechinese sorride in particolar modo agli atleti orientali: crollano infatti due record asiatici.

Il primo grazie a Daiya Seto, che prosegue con il suo stato di grazie nuotando in 1’52’’53 i 200 farfalla in faccia all’ungherese Kenderesi, lontano più di tre secondi. Per il nipponico dunque nuovo primato asiatico e anche nazionale, strappando entrambi a Takeshi Matsuda, che proprio a Pechino ai Giochi del 2008 in gommato aveva nuotato in 1’52’’97.

Per Seto arriva anche il successo nei 200 misti, vinti in 1’55’’55.

L’altro primato asiatico battuto è quello dei 50 stile donne, grazie a Liu Xiang, che con 24’’03 scende di quel centesimo che solo pochi giorni prima le aveva permesso di eguagliare proprio se stessa. Ovviamente con questo crono si prende anche il primato cinese. Nulla da fare per la coppia olandese KromowidjojoHeemskerk, entrambe beffate in 24’’38 e 24’’79.

Alternanza Cina-Giappone che prosegue: Sun Yang trova “vendetta” nei confronti di Rapsys che lo aveva battuto nei 200 stile a Shenzen. Pechino gli porta bene, vincendo i 200 in 1’45’’55 con il lituano dietro di due decimi, e i 400, dominati in 3’44’’98.

Per il Sol Levante risponde presente una vecchia volpe delle piscine, ovvero Ryosuke Irie, bravo a imporsi nei 200 dorso in 1’55’’55 e a cogliere un ex-aequo nei 100, con il più giovane rivale cinese Xu Jiayu, con il cronometro che si ferma per entrambi sul 52’’97.

Egemonia orientale che prosegue anche con i 100 rana uomini, vinti da Yan Zibei in 58’’83, tallonato però da un ottimo Arno Kamminga che continua la sua crescita anche in vasca lunga.

Nella mezza distanza la vittoria va a Felipe Franca in 27’’08.

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Capitolo azzurre: dopo le belle uscite di Shenzen, Elena Di Liddo e Martina Carraro replicano a Pechino. La delfinista pugliese vince i 100 farfalla in 58’’09, risultando la migliore tra le quattro in vasca: quartetto mica male, dato che le altre tre erano Ottesen, Kromowidjojo e Hosszú . Nei 50 la Di Liddo si arrende proprio alla danese e all’olandese, uniche due sotto i 26’’, con la farfallista azzurra che chiude in 26’’69 al terzo posto.

Bene anche la ranista ligure: nei 100 tocca in 1’07’’25, solo 7 centesimi più lenta della cinese Yu, e davanti a Atkinson e Pickrem, mentre nei 50 è terza, in 30’’79, nella prova vinta da Molly Hannis in 30’’34.

Nonostante le ottime prove le italiane non sono state inserite nelle staffette miste: la 4x100 mistaffetta mista infatti vede il successo del team Liu, con la cinese appunto in compagnia di Yan Zibei, Minakov e Wang, davanti al team Kapas, a quello Fesikova e a quello Hulkko (“rivale” nettamente inferiore alla nostra Carraro).

Da Pechino è tutto, ma il grande nuoto non si ferma, anzi è solo l’inizio!