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Champions Swim Series 2020, a Shenzen brillano Carraro e Di Liddo

Champions Swim Series 2020, a Shenzen brillano Carraro e Di Liddo

Come fare ad organizzare la seconda stagione delle Champions Swim Series quando il conto alla rovescia in vista di Tokyo 2020 è già partito?

La FINA ha deciso, nonostante le finestre disponibili siano davvero pochissime, di non abbandonare l’idea di un circuito professionistico primaverile che, insieme alla World Cup, dovrebbe in qualche modo contrapporsi alla International Swimming League e dare ai nuotatori un’ulteriore possibilità di guadagno e visibilità.

Gli organizzatori hanno quindi scelto di ridurre drasticamente l’impegno, organizzando due tappe molto ravvicinate tra loro – 14/15 e 18/19 gennaio – entrambe in Cina, coprendo il continente che la ISL ha lasciato scoperto, almeno nella sua prima stagione.

In questo modo gli spostamenti per gli atleti, e per l’organizzazione che si accolla le spese, sono meno pesanti e sicuramente più sostenibili in un periodo dell’anno nel quale, solitamente, si tende a non uscire molto dal seminato per non rischiare di compromettere la preparazione.

Ne viene fuori una manifestazione che non azzarda, non presenta i connotati di rivoluzione e voglia di cambiamento che ha invece la ISL, ma ha un tono rassicurante, sicuramente più vicino a quello che siamo abituati a vedere nelle canoniche gare internazionali come Mondiali ed Europei.

Gli atleti sono convocati ad invito, quattro per ogni gara, e ricevono un gettone presenza di 3000 dollari, oltre ai premi che partono dalla base di 5000 dollari per il quarto classificato fino ai 10000 per il primo. Il programma completo si svolge su due giornate che si concludono con le staffette 4x100 mista-stile e 4x100 mista-mista.

La prima tappa si è svolta a Shenzen, presso lo Shenzhen Universiade Center Swimming Natatorium già sede delle Universiadi del 2011 ed aveva tra i grandi nomi alcuni dei nuotatori più attivi a livello internazionale, come Ranomi Kromowidjojo (5 gare, 1 vittoria), Michael Andrew (7 gare, 0 vittorie) e l’immancabile Katinka Hosszú (6 gare, 2 vittorie).

Anche l’idolo di casa Sun Yang, dopo una iniziale rinuncia, ha partecipato e dato vita ad un bellissimo duello con Danas Rapsys, vincendo i 400 stile (3’44”02) ed arrivando secondo nei 200 nella gara forse più tirata del weekend (1’46”50 contro 1’46”53).

Molto corposa la componente di atleti cinesi protagonisti, tra i quali il tifatissimo Xu Jiayu, bicampione mondiale nei 100 dorso e qui vincitore di 50 (24”63) e 100 (53”75) e la velocista Liu Xiang, vincitrice dei 50 stile con il record asiatico e migliore prestazione stagionale (24”04) e dei 50 dorso (27”36). Bene anche la giovane (2002) Yang Junxuan, oro nei 200 stile femminili con l’interessante tempo di 1’55”52, davanti ad un altro nome da tenere d’occhio – soprattutto per Federica Pellegrini – Siobhan Haughey (Hong Kong), poi vincitrice dei 100 (53”47).

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La presenza italiana, limitata alle sole Elena Di Liddo e Martina Carraro, è stata meno numerosa rispetto all’edizione 2019 ma molto qualitativa.

La ranista ligure ha vinto i 50 con la miglior prestazione stagionale (30”38), i 100 con un tempo non lontano dal suo record italiano (1’06”85), ed è giunta terza nei 200 (2’27”59), dimostrando uno stato di forma già eccezionale ed una grande attitudine alle competizioni.

La delfinista pugliese non è stata da meno e si è aggiudicata i 100 (58”37) mettendo in fila rivali come Ottesen, Kromowidjojo e Hosszú, arrivando poi terza nei 50 (26”69). La Di Liddo ha avuto anche l’onore di dare il nome e capitanare la staffetta 4x100 mista-mista che ha vinto l’evento in chiusura, insieme ad Apostolous Christou, Yan Zibei e Ajna Keseli.

Queste manifestazioni ci hanno anche insegnato a guardare oltre le prestazioni cronometriche e le gare dei big, per scoprire tra le corsie nuovi probabili protagonisti.

Tra questi di sicuro il russo Andrei Minakov, oro nei 100 stile (48”94) e 100 farfalla (51”73), o l’olandese Arno Kamminga, autore del record nazionale nella vittoria nei 100 rana (58”61).

Un evento non indimenticabile che difficilmente potrà attirare nuovi fan del nuoto o rivoluzionare la disciplina, ma che soddisfa la fame di nuoto di appassionati e addetti ai lavori: nel fine settimana si replica a Pechino, allo Ying Dong Swimming Natatorium.

About The Author

Luca Soligo

Appassionato di sport, analizzatore di numeri e statistiche, raccoglitore di curiosità. Nato, cresciuto e peggiorato in piscina. In una parola: Fattidinuoto.

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