La “tanto” attesa Champions Swim Series, nata in fretta e furia dalla mente della FINA per arginare la ISL Champions League, “giocattolo” del magnate ucraino Konstantin Grigorishin, è partita ufficialmente in questo week end, con la sua prima tappa a Guangzhou, in Cina.

Che dire di questa prima volta?

Se l’obbiettivo era lo spettacolo e i tempi da batticuore il risultato ci lascia soddisfatti a metà.

La finale secca a quattro, a dirla tutta, non è proprio il massimo. Vedere delle corsie vuote, non è mai una bella sensazione.

E a proposito di questo è doveroso un excursus per ricordare le modalità di qualifica a questa Champions Swim Series: la FINA ha invitato per le tre tappe di questo 2019, i medagliati Olimpici di Rio 2016 e quelli Mondiali di Budapest 2017, oltre ai detentori di primati mondiali e i leader della classifica mondiale FINA 2018.

Insomma, qualche nome un po’ fuori luogo non sarà difficile trovarlo, e di certo il top del nuoto mondiale attuale non è garantito.

Tornando alla vasca, i quattro big presenti in ogni gara hanno dato del loro meglio e in diverse occasioni anche i tempi usciti da Guangzhou non sono poi così male. Chi ha spinto a tutta sono i cinesi, che sfruttano l’aria di casa per stampare qualche crono nella top 3 mondiale stagionale.

Su tutti Sun Yang, autore di un 400 stile superlativo, chiuso in 3’42″75, miglior crono al mondo quest’anno davanti a Gabriele Detti che qui chiude proprio alle spalle del cinese in 3’46″45.

Dalla Cina con furore anche la rediviva Ye Shiwen, baby prodigio a Londra 2012 che abbandona i misti per reinventarsi ranista: fa bene, perché con 2’22″53 piazza il miglior crono mondiale stagionale nei 200 rana. Sempre da atleti made in Cina arrivano anche le seconde prestazioni al mondo di stagione: ci riesce Xu Jianyu nei 200 dorso con 1’55″24 (Rylov ha il miglior tempo con 1’54″00) e Fu Yuanhui nei 50 dorso con 27″60.

Velocità che sembra funzionare alla Champions Swim Cup: nei 50 stile uomini Ben Proud nuota il secondo crono mondiale stagionale di 21″48 – Bruno Fratus rimane al comando per un centesimo – mentre tra le donne Cate Campbell vince in 24″00 (2ª al mondo) davanti alla Sjöström ma soprattutto alla rientrante Pernille Blume che con 24″28 nuota il terzo crono mondiale stagionale proprio alle spalle delle due davanti a lei. Nella top 3 stagionale anche Robert Glinta nei 50 dorso, qui vinti da Kolesnikov in 24″58, un centesimo meglio proprio del rumeno.

Per la cronaca in acqua c’è anche Fabio Scozzoli. Per lui quarto posto nei 50 rana (27″11) dietro ai brasiliani Felipe Lima e Joao Junior Gomes oltre ad Andrew, mentre nei 100 mette tutti in riga vincendo in 59″74.

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Qualche tempo degno di nota dunque c’è ma senz’altro, quello che più ottiene risalto da questa due giorni è il ricco montepremi messo a disposizione dalla FINA agli atleti. E che dire se non FINALMENTE!

Senza girarci intorno, tanti nuotatori chiedevano più attenzione in ambito economico, anche per premiare il grande sforzo fisico che noi tutti ben conosciamo. Certo in questo caso la FINA ha “pilotato” a sua scelta inviti e gare alla quale gli atleti dovevano prendere parte: si è visto così, per esempio, nella prima giornata una Hosszú e Michael Andrew, crollare malamente nei 200 stile e 200 misti fatti come quarta gara in pochi minuti, riempendo il portafogli senza mettere in vasca chissà quale prestazione.

Giusto per far in conti in tasca andiamo a vedere quanto hanno incassato i tre miglior uomini e donne – dal sito Swim Swam: Andrew è il miglior uomo, non vince ma porta a casa un secondo, tre terzi e tre quarti posti per un totale di 44.000 dollari arrotondati con la staffetta. Dietro di lui Le Clos a 27.000 e Kolensnikov a 21.000.

Più ricche le donne: Sarah Sjöström vince quattro prove e in una è seconda, incassando anche grazie alla staffetta (scelta ogni volta dalla FINA) ben 51.000 dollari. Alle sue spalle riempono il portafogli la Hosszú con 49.000 e Kelsi Dahlia con 28.000.

Qualche spicciolo anche per gli azzurri: Detti, con una sola gara “raccoglie” 8.000 dollari, Fabio Scozzoli 19.000, grazie anche alla staffetta.

Dunque, questa prima volta della Champions Swim Series lascia qualche dubbio e diverse certezze. Economiche soprattutto, e quanto mai meritate, nessuno lo mette in dubbio. Messa giù così sembra una World Cup elitaria, solo per chi ha già dimostrato di essere un campione, mentre sappiamo tutti che il bello del nuoto è che chiunque può arrivare da un giorno all’altro e diventare il più forte di tutti. Basta crederci!

La seconda tappa della Champions Swim Series sarà a Budapest l’11 e 12 maggio, quattro gli italiani in gara: Fabio Scozzoli (50 e 100 ra), Piero Codia (100 fa), Federica Pellegrini (200 sl) e Margherita Panziera (200 do).