Da quasi ormai due mesi lo sport si è fermato in tutto il mondo, ogni evento cancellato.

Il lockdown globale non ha fatto distinzioni, imponendo lo stop a qualsiasi competizione, dall’ultima delle gare di paese ai più importanti ed imponenti tornei mondiali. Solo in questi giorni, gli sport professionistici con i giri d’affari più imponenti, come il calcio o l’NBA, stanno cercando di far ripartire le proprie macchine produttive cercando innanzitutto le date giuste per ripartire.

Per il nuoto sembrava non esserci niente da fare. Con le Olimpiadi rimandate di un anno e gli atleti a secco di allenamenti, eravamo ormai preparati per passare un’estate senza grandi eventi. Ma mentre tutti noi appassionati ci consolavamo riguardando i video dei nostri nuotatori preferiti, le Federazioni di tutto il mondo stavano lavorando sottotraccia a qualcosa di stupefacente.

Ed è così che oggi venerdì 15 maggio 2020, i Consigli Direttivi di CIO, FINA e NASA – la National Aerospace Swimming Agency una sezione della più famosa agenzia spaziale americana – hanno deciso di organizzare una conferenza stampa congiunta per presentare al mondo il loro innovativo progetto: la SUPEROLIMPIADE.

A rappresentare le tre entità è stato nominato un Commissioner, dall’identità per ora sconosciuta, che è stato investito di pieni poteri decisionali. Dalla sua voce, attraverso una diretta ZOOM, abbiamo appreso le primissime informazioni sull’evento.

Innanzitutto, perché la NASA?

Da tempo, l’ente spaziale cercava un campo nel quale poter esprimere le proprie potenzialità. La crisi dei voli nello spazio, iniziata con il progressivo calo d’interesse per gli allunaggi, ha richiesto una differenziazione degli investimenti. Lo sport è sembrato il terreno ideale.

Ok, ma qual è il nesso con le astronavi?

NASA non è solo spazio, ma soprattutto ricerca. Abbiamo messo a punto una tecnologia straordinaria, qualcosa che ai più potrà sembrare un sogno. Daremo alla gente uno spettacolo mai visto prima.

E perché proprio il nuoto?

Perché presenta le condizioni perfette per la nostra tecnologia: si svolge tutto in un rettangolo da 50x25 metri e le variabili sono soltanto distanza e stile, il che facilita i nostri calcoli. Inoltre, da tempo sentiamo parlare della voglia del nuoto di diventare un fenomeno mondiale e questa è l’occasione perfetta.

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Ci può dire qualcosa di più specifico sull’evento?

Pensate solo che, da domani, ogni vostro sogno da appassionati verrà esaudito.

I nuotatori hanno acconsentito a gareggiare nonostante l’emergenza sanitaria non sia ancora rientrata?

Le gare si svolgeranno in un luogo sicuro al 100% dove il rischio di contagio è pari a zero. Certo, qualcuno si è comunque detto contrario, ma in questa fase l’opinione dei nuotatori non è determinante.

In molti hanno appena ricominciato ad allenarsi…

Come vedrete, è un problema che abbiamo superato.

Non rischiate così di avere un’ondata di opinioni negative?

No. Ci sarà una giornata superolimpica alla settimana, preceduta da una piccola conferenza stampa. Potrete anche intervistare alcuni nuotatori, però per pochi minuti.

Come farete a scegliere i nuotatori?

Per le gare dai 200 in su, abbiamo invitato i migliori 8, per 50 e 100 i migliori 16.

Visto che la graduatoria 2020 è deficitaria, avete tenuto buona la graduatoria 2019?

No. Il metodo di selezione è basato sulla graduatoria all-time.

Questa ce la deve spiegare.

Grazie alla tecnologia NASA, siamo in grado di convocare tutti gli atleti che vogliamo. E saranno tutti nel loro prime, al top della forma. Altro non posso dire.

Ci sta parlando di qualcosa di fortemente distopico.

Al contrario, sarà un sogno.

Noi siamo lusingati di rappresentare i media italiani in questa iniziativa, ma la scelta di non coinvolgere le televisioni è strana.

Preferiamo che lo spettacolo venga filtrato dalle parole scritte, perché il mondo non è ancora pronto per una cosa così grande.

Dobbiamo avere paura?

No, dovete avere fiducia. A domani.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4